<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Michele Anselmi &#8211; Close-up</title>
	<atom:link href="https://close-up.info/author/manselmi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://close-up.info</link>
	<description>Storie della visione</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Jul 2026 11:32:31 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://close-up.info/wp-content/uploads/2021/03/favicon-closeup-150x150.png</url>
	<title>Michele Anselmi &#8211; Close-up</title>
	<link>https://close-up.info</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">190732762</site>	<item>
		<title>Piccolo miracolo di Guido Chiesa</title>
		<link>https://close-up.info/piccolo-miracolo-di-guido-chiesa/</link>
					<comments>https://close-up.info/piccolo-miracolo-di-guido-chiesa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Anselmi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 08:51:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[in sala]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://close-up.info/?p=52283</guid>

					<description><![CDATA[Piccolo miracolo. Voto ***. Un film incentrato sulla figura della (co)protagonista, Greta Scarano, che riesce nel suo &#8220;piccolo miracolo&#8221; di sopravvivenza.   ﻿ Un vecchio adagio del cinema recita che, a&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fpiccolo-miracolo-di-guido-chiesa%2F&amp;linkname=Piccolo%20miracolo%20di%20Guido%20Chiesa" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fpiccolo-miracolo-di-guido-chiesa%2F&amp;linkname=Piccolo%20miracolo%20di%20Guido%20Chiesa" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fpiccolo-miracolo-di-guido-chiesa%2F&amp;linkname=Piccolo%20miracolo%20di%20Guido%20Chiesa" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fpiccolo-miracolo-di-guido-chiesa%2F&amp;linkname=Piccolo%20miracolo%20di%20Guido%20Chiesa" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fpiccolo-miracolo-di-guido-chiesa%2F&#038;title=Piccolo%20miracolo%20di%20Guido%20Chiesa" data-a2a-url="https://close-up.info/piccolo-miracolo-di-guido-chiesa/" data-a2a-title="Piccolo miracolo di Guido Chiesa"></a></p><p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>Piccolo miracolo</em>. Voto ***. Un film incentrato sulla figura della (co)protagonista, Greta Scarano, che riesce nel suo &#8220;piccolo miracolo&#8221; di sopravvivenza.  </strong></span></p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/p0TK6WQMuuY?si=1Q2AAHSJ6DwuC39d" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Un vecchio adagio del cinema recita che, a un certo punto della carriera, tre sono i ruoli d’obbligo per una brava attrice: la puttana, la suora e la cieca. Nel caso di <strong>Greta Scarano</strong>, a 39 anni, eccola nel ruolo di una cieca. Interprete versatile e regista interessante di <strong><em>La vita da grandi</em></strong>, <strong>Scarano</strong> è la coprotagonista di <strong><em>Piccolo miracolo</em></strong>, il nuovo film di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guido_Chiesa" target="_blank" rel="noopener"><strong>Guido Chiesa</strong></a> che ora approda nelle sale. </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il premio da lei ricevuto qualche giorno fa al <strong>Festival di Taormina</strong> proprio per <strong><em>Piccolo miracolo</em></strong> mi sembra meritato, perché, senza esagerare in virtuosismi tecnici sul tema della cecità, l’attrice conferisce una notevole verità al personaggio di Ursula, l’ultima inquilina rimasta in una palazzina a un passo dalla campagna che sta per essere sgomberata e poi abbattuta per poi far spazio a una speculazione edilizia.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Alla base della storia, scritta da <strong>Nicoletta Michele</strong> insieme ad <strong>Edoardo Leo</strong>, c’è il romanzo <em>La grazia del demolitore</em> di <strong>Fabio Bartolomei</strong> (2016, E/O), anche se immagino che <strong>Chiesa</strong> ci abbia messo del suo. Argomenti simili sono stati spesso affrontati nei film, penso agli americani <strong><em>Harry &amp; Tonto</em></strong> e <strong><em>99 Homes</em></strong>, allo spagnolo <strong><em>Tutto in un giorno</em></strong>, all’italiano <strong><em>Cronache del terzo millennio</em></strong>, solo per dirne tre quattro; ma <strong><em>Piccolo miracolo</em></strong>, a partire dal titolo, sembra volere instillare una speranza nello spettatore, suggerire un afflato positivo sulla natura umana in bilico tra ingordigia e generosità.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Benvoluta dai ragazzi del quartiere in quanto “educatrice” e confidente, Ursula sa usare le tecnologie e non teme di vivere da sola. Ogni tanto, se le aggrada, va a letto con qualcuno e non si lamenta di nulla, è una tipa tosta e positiva. Non può immaginare, però, che l’uomo presentatosi come impiegato del gas spacciandosi per Valerio è Davide Lancia, figlio del cinico e aggressivo “palazzinaro” che esige entro pochi giorni sgomberata quella sgarrupata palazzina, per buttarla giù.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Davide vuole solo capire chi ha davanti, ma noi sappiamo che non s’intende granché col padre e soprattutto che, una volta conosciuta Ursula senza rivelarsi, temendo la brutta figura, qualcosa di buono sta succedendo nel suo cuore e nella sua testa. Insomma, avete capito: s’inventerà una strategia per evitare lo sfratto della giovane donna.</span></p>
<figure id="attachment_52285" aria-describedby="caption-attachment-52285" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-52285 size-medium" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Piccolo-Miracolo-1-300x200.jpg" alt="Piccolo Miracolo" width="300" height="200" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Piccolo-Miracolo-1-300x200.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Piccolo-Miracolo-1.jpg 700w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-52285" class="wp-caption-text"><span style="font-size: 12px;"><strong>Marco D&#8217;Amore</strong> e <strong>Greta Scarano</strong></span></figcaption></figure>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>Marco D’Amore</strong>, già carismatico personaggio della serie <strong><em>Gomorra</em></strong>, non ha proprio la faccia del fetido costruttore in carriera che si redime: infatti è da subito simpatico, s’occupa d’arte, all’occorrenza sa citare Montale e la moglie cieca Drusilla, riesce perfino a farsi dei soci inattesi nel quartiere, mentre il padre non lo capisce più.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il film è gentile, un po’ televisivo e prevedibile nella fattura, mostra il disagio delle periferie ma anche la resistenza dei cittadini poveri, accoglie «frammenti di bellezza» (cito una battuta) e naturalmente cerca la complicità dello spettatore mentre tutto sembra precipitare.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Insomma, meglio del precedente<a href="https://close-up.info/30-notti-con-il-mio-ex-di-guido-chiesa/"> <strong><em>30 notti con il mio ex</em></strong></a>, del 2025, che proprio non mi sembrava nelle corde di <strong>Chiesa</strong>. Un regista che, dopo il recente e notevole <a href="https://close-up.info/per-amore-di-una-donna-di-guido-chiesa/"><strong><em>Per amore di una donna</em></strong></a>, mi piacerebbe di nuovo vedere alle prese con film più personali, diciamo d’autore per capirci.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>Gianmarco Tognazzi</strong>, <strong>Giorgio Colangeli</strong>, <strong>Laura Adriani</strong>, <strong>Mariangela D’Abbraccio</strong> e <strong>Pierluigi Gigante</strong> compongono il grosso del cast, intonandosi al registro generale della storia: un po’ commedia sociale, un po’ romance sentimentale.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>In Concorso al Taormina Film Fest 2026 &#8211; Miglior interprete femminile (Greta Scarano).</strong></span><br />
<span style="font-size: 18px;"><strong>In sala dal 25 giugno 2026.</strong></span></p>
<hr />
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>Piccolo miracolo </em></strong><strong>– Regia: </strong>Guido Chiesa; <strong>sceneggiatura: </strong>Nicoletta Micheli, dal romanzo &#8220;La grazia del demolitore&#8221; di Fabio Bartolomei; <strong>fotografia</strong>: Roberto Forza; <strong>montaggio</strong>: Luca Gasparini; <strong>scenografia</strong>: Roberto De Angelis; <strong>interpreti</strong>: Marco D&#8217;Amore, Greta Scarano, Giorgio Colangeli, Pierluigi Gigante, Mariangela D&#8217;Abbraccio, Laura Adriani, Gianmarco Tognazzi, Francesca Antonelli; <strong>produzione</strong>: Alessandro Usai, Pierpaolo Luciani, Alessandro Squarciotta, Edoardo Leo per No Name Entertainment, Alea Film, Rai Cinema; <strong>origine</strong>: Italia, 2026; <strong>durata</strong>: 102 minuti; <strong>distribuzione:</strong> 01 Distribution.</span></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://close-up.info/piccolo-miracolo-di-guido-chiesa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">52283</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Fuze &#8211; Conto alla rovescia di David Mackenzie &#8211; una vecchia bomba nel cuore di Londra</title>
		<link>https://close-up.info/fuze-conto-alla-rovescia-di-david-mackenzie/</link>
					<comments>https://close-up.info/fuze-conto-alla-rovescia-di-david-mackenzie/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Anselmi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 14:25:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[in sala]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://close-up.info/?p=52233</guid>

					<description><![CDATA[Fuze &#8211; Conto alla rovescia. Voto***. Un discreto “heist movies&#8221; dal ritmo sostenuto e un pizzico di british humour; ma, in materia, s’è visto di meglio. Bisogna sapere, o non si&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ffuze-conto-alla-rovescia-di-david-mackenzie%2F&amp;linkname=Fuze%20%E2%80%93%20Conto%20alla%20rovescia%20di%20David%20Mackenzie%20%E2%80%93%20una%20vecchia%20bomba%20nel%20cuore%20di%20Londra" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ffuze-conto-alla-rovescia-di-david-mackenzie%2F&amp;linkname=Fuze%20%E2%80%93%20Conto%20alla%20rovescia%20di%20David%20Mackenzie%20%E2%80%93%20una%20vecchia%20bomba%20nel%20cuore%20di%20Londra" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ffuze-conto-alla-rovescia-di-david-mackenzie%2F&amp;linkname=Fuze%20%E2%80%93%20Conto%20alla%20rovescia%20di%20David%20Mackenzie%20%E2%80%93%20una%20vecchia%20bomba%20nel%20cuore%20di%20Londra" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ffuze-conto-alla-rovescia-di-david-mackenzie%2F&amp;linkname=Fuze%20%E2%80%93%20Conto%20alla%20rovescia%20di%20David%20Mackenzie%20%E2%80%93%20una%20vecchia%20bomba%20nel%20cuore%20di%20Londra" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ffuze-conto-alla-rovescia-di-david-mackenzie%2F&#038;title=Fuze%20%E2%80%93%20Conto%20alla%20rovescia%20di%20David%20Mackenzie%20%E2%80%93%20una%20vecchia%20bomba%20nel%20cuore%20di%20Londra" data-a2a-url="https://close-up.info/fuze-conto-alla-rovescia-di-david-mackenzie/" data-a2a-title="Fuze – Conto alla rovescia di David Mackenzie – una vecchia bomba nel cuore di Londra"></a></p><p><strong><em>Fuze &#8211; Conto alla rovescia. </em>Voto***. Un discreto “heist movies&#8221; dal ritmo sostenuto e un pizzico di british humour; ma, in materia, s’è visto di meglio.</strong></p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/725l48A1NTk?si=eTiQ_8t9JZaajklg" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Bisogna sapere, o non si capisce nulla se non leggendo i titoli di coda, che “Fuze” è un termine tecnico/militare inglese: indica una spoletta o un dispositivo di innesco per esplosivi. Sarà anche per questo che è stato aggiunto il sottotitolo “Conto alla rovescia”, a dare l’idea di una devastante minaccia nell’aria. Il film esce mercoledì 17 giugno, targato 01 Distribution-Rai Cinema.</p>
<p>Siamo Paddington, illustre quartiere di Londra: in un cantiere edile viene ritrovata una bomba tedesca della Seconda guerra mondiale, un bestione da 500 chili che potrebbe esplodere con effetti rovinosi. Una piccola squadra di artificieri militari, guidata dal maggiore Tranter in mimetica e basco, viene spedita sul posto per far brillare l’ordigno, e intanto tutta l’area viene evacuata e lasciata senza energia elettrica.</p>
<p>Una situazione ideale per un gruppo di ladri molto ben forniti sul piano tecnologico, hanno anche un generatore, decisi a introdursi nella banca Al Muraqabah e portarsi via un bottino favoloso: tra sterline, gioielli, soprattutto pietre preziose. Il tutto viene monitorato dall’alto, tramite droni e tecnologie varie, da una poliziotta che dalla centrale quasi subito sente odore di bruciato.</p>
<p>Di più non mi sento di dire, essendo <strong><em>Fuze</em></strong> uno di quei thriller che gli anglosassoni chiamano “heist movies”, cioè costruiti su rapine spettacolari; e naturalmente bisogna mettere nel conto che qualcosa vada storto, sempre che non sia tutto previsto al millesimo.</p>
<figure id="attachment_52235" aria-describedby="caption-attachment-52235" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52235" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/fuze-2026-1.jpg" alt="Fuze" width="410" height="273" /><figcaption id="caption-attachment-52235" class="wp-caption-text"><strong>     Aaron Taylor-Johnson</strong></figcaption></figure>
<p>Lavorando su un copione di <strong>Ben Hopkins</strong>, il regista scozzese <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/David_Mackenzie_(director)" target="_blank" rel="noopener"><strong>David Mackenzie</strong></a>, di cui forse ricorderete il quasi western <a href="https://www.closeup-archivio.it/roma-2016-hell-or-high-water" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Hell Or High Water</em></strong></a> del 2016 scritto da <strong>Taylor Sheridan</strong>, poi creatore della serie <strong><em>Yellowstone</em></strong>, gioca con gli ingredienti classici del genere, complicando per bene le cose, tra inciampi e digressioni, in modo che lo spettatore a un certo punto non capisca più bene che cosa stia succedendo.</p>
<p>Per la serie, solo per dare l’idea: 1) Quella bomba risale davvero alla Seconda guerra mondiale? 2) I ladri sanno davvero tutto sul caveau? 3) Chi c’è davvero dietro al “colpo” magistrale? Anche qui, avrete capito, entra in gioco “il fattore umano”, al di là delle spolette, del tic-tac, dei buchi sul muro, delle fughe precipitose e della resa dei conti. Infatti, tutti la vicenda parte da lontano, da una strana amicizia che riporta a uno scenario di guerra, dieci anni prima.</p>
<p>Il cast è di prim’ordine, da <strong>Aaron Taylor-Johnson</strong> a<strong> Theo James</strong>, da<strong> Sam Worthington</strong> a<strong> Gugu Mbatha-Raw</strong>, anche se tutti appaiono un po’ ingessati nei rispettivi ruoli, almeno sino a quando la musica non cambia. <strong>Mackenzie</strong> si diverte a usare il suo cognome per l’identità fittizia di un personaggio, quasi a giocare con i numerosi rovesciamenti di campo e infine suggerendo che la storia sia vera. Il ritmo è ben sostenuto e un pizzico di british humour accompagna l’evolversi degli eventi tra uno scoppio e una sparatoria; ma, in materia, s’è visto di meglio.</p>
<p><strong>In sala dal 17 giugno 2026.</strong></p>
<hr />
<p><strong><em>Fuze &#8211; Conto alla rovescia</em></strong><strong> (<em>Fuze</em>) &#8211; Regia:</strong> David Mackenzie; <strong>sceneggiatura: </strong>Ben Hopkins; <strong>fotografia: </strong>Giles Nuttgens; <strong>montaggio: </strong>Matt Mayer; <strong>musiche: </strong>Tony Doogan; <strong>interpreti:</strong> Aaron Taylor-Johnson, Theo James, Sam Worthington, Gugu Mbatha-Raw, Luke Mably, Alexander Arnold, Honor Swinton Byrne, Nabil Elouahabi, Elham Ehsas, Iain Fletcher; <strong>produzione:</strong> Sebastien Raybaud, Callum Christopher Grant, David Mackenzie, Gillian Berrie per Sigma Films; <strong>origine:</strong> Gb, 2025; <strong>durata:</strong> 98 minuti; <strong>distribuzione</strong>: 01 Distribution.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://close-up.info/fuze-conto-alla-rovescia-di-david-mackenzie/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">52233</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Tullio Kezich. A proposito di me di Gioia Magrini</title>
		<link>https://close-up.info/tullio-kezich-a-proposito-di-me-di-gioia-magrini/</link>
					<comments>https://close-up.info/tullio-kezich-a-proposito-di-me-di-gioia-magrini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Anselmi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2026 22:42:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[doc.]]></category>
		<category><![CDATA[doc]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://close-up.info/?p=52205</guid>

					<description><![CDATA[Tullio Kezich. A proposito di me. Voto ***(*) &#8211; Film-ritratto sul grande critico triestino Tullio Kezich (1928-2009). «Ho sempre giocato su più tavoli, ma con la sensazione che quello della&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftullio-kezich-a-proposito-di-me-di-gioia-magrini%2F&amp;linkname=Tullio%20Kezich.%20A%20proposito%20di%20me%20di%20Gioia%20Magrini" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftullio-kezich-a-proposito-di-me-di-gioia-magrini%2F&amp;linkname=Tullio%20Kezich.%20A%20proposito%20di%20me%20di%20Gioia%20Magrini" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftullio-kezich-a-proposito-di-me-di-gioia-magrini%2F&amp;linkname=Tullio%20Kezich.%20A%20proposito%20di%20me%20di%20Gioia%20Magrini" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftullio-kezich-a-proposito-di-me-di-gioia-magrini%2F&amp;linkname=Tullio%20Kezich.%20A%20proposito%20di%20me%20di%20Gioia%20Magrini" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftullio-kezich-a-proposito-di-me-di-gioia-magrini%2F&#038;title=Tullio%20Kezich.%20A%20proposito%20di%20me%20di%20Gioia%20Magrini" data-a2a-url="https://close-up.info/tullio-kezich-a-proposito-di-me-di-gioia-magrini/" data-a2a-title="Tullio Kezich. A proposito di me di Gioia Magrini"></a></p><p><strong><em>Tullio Kezich. A proposito di me</em></strong>. <strong>Voto ***(*) &#8211; Film-ritratto sul grande critico triestino <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tullio_Kezich" target="_blank" rel="noopener">Tullio Kezich</a> (1928-2009).</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/We9mh2FxtNo?si=69VoLQGHt8MnJEaM" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>«Ho sempre giocato su più tavoli, ma con la sensazione che quello della critica fosse il mio vero lavoro». Così scandisce l’interessato nelle ultime battute del film-ritratto <strong><em>Tullio Kezich. A proposito di me</em></strong> che gli hanno dedicato <strong>Gioia Magrini, Silvia D’Amico</strong> e <strong>Roberto Meddi</strong>, produce Istituto Luce Cinecittà. Un’ora precisa, da lunedì 15 nelle sale italiane all’interno di un tour che toccherà Roma (Nuovo Sacher), Milano, Torino, Trieste, Padova, Bergamo, Brescia e altre città.</p>
<p>In effetto il critico triestino (1928-2009) nella sua vita s’è divertito a coprire più ruoli in commedia, come ricorda: cine-scriba, attore, sceneggiatore, traduttore, drammaturgo, selezionatore di festival, segretario di produzione, produttore, anche letterato. Affetto, si fa per dire, da «una grande e vorace curiosità», secondo la lezione di <strong>Roberto Rossellini</strong>, forse il più curioso di tutti.</p>
<p>Magari non sono la persona più adatta a parlare di <strong>Kezich</strong>, essendo poco obiettivo. Gli debbo molto sul piano del mestiere: anche quando non mi riconoscevo affatto nei suoi giudizi (penso a <strong><em>Il Padrino</em></strong>, a <strong><em>Il mucchio selvaggio</em></strong>, a <strong><em>Il grande freddo</em></strong> solo per dirne tre), ho sempre imparato qualcosa di utile dalle sue recensioni. Talvolta ho addirittura provato a pantografarne la tecnica, senza riuscire nell’impresa.</p>
<p>In fondo è stato l’unico, tra i miei critici militanti preferiti, da <strong>Ugo Casiraghi</strong> a <strong>Morando Morandini</strong>, da <strong>Callisto Cosulich</strong> a <strong>Giovanni Grazzini</strong>, da <strong>Aggeo Savioli</strong> a <strong>Stefano Reggiani</strong>, ad aver modificato e aggiornato il proprio stile negli anni, inventando un modo tutto suo &#8211; ora sintetico, ora sincretico &#8211; di raccontare i film. Nei suoi pezzi c’era tutto: gusto della battuta, senso del ritmo, conoscenza del ramo, citazioni ben distillate (mai troppe). «Stando sul set s’impara a fare il critico, il cinema è un divertimento un po’ perverso» teorizzava; in effetti sapeva di che cosa parlava, avendo seguito in prima persone le riprese di film come <strong><em>La dolce vita</em></strong>, <strong><em>Salvatore Giuliano</em></strong>,  <strong><em>Il posto</em></strong>, pure la serie <strong><em>Sandokan</em></strong> e infiniti altri.</p>
<p>Il documentario intreccia brani di interviste video, frammenti autobiografici letti da <strong>Massimo De Francovich</strong>, materiale di repertorio Luce, fotografie inedite risalenti anche all’infanzia triestina sotto il fascismo, il tutto a comporre un ritratto tra biografico e professionale di questo gigante della critica.</p>
<p>Per quel poco che conta, diventammo un po’ amici – venivamo entrambi da città adriatiche &#8211; quando mi raccomandò di vedere un film sfortunato di <strong>Luciano Manuzzi</strong> intitolato <strong><em>Fuori stagione</em></strong>, ambientato a Cesenatico (alzi la mano chi l’ha visto?). Gli diedi retta, e da allora cominciai, io molto più giovane e inesperto, a seguirlo con cura, per carpire alcuni trucchi del mestiere. Finì con il renderci ancora più complici la comune idiosincrasia nei confronti dei western-spaghetti di <strong>Sergio Leone</strong>, a vantaggio dei campioni americani del genere, <strong>John Ford</strong> in testa.</p>
<figure id="attachment_52209" aria-describedby="caption-attachment-52209" style="width: 438px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52209" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/KEZICH-con-Monicelli-300x205.jpg" alt="Tullio Kezich" width="438" height="299" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/KEZICH-con-Monicelli-300x205.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/KEZICH-con-Monicelli-1024x698.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/KEZICH-con-Monicelli-768x524.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/KEZICH-con-Monicelli.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 438px) 100vw, 438px" /><figcaption id="caption-attachment-52209" class="wp-caption-text"><strong>     Tullio Kezich</strong> (a destra) con <strong>Mario Monicelli </strong></figcaption></figure>
<p>Amico e sodale di autori come <strong>Federico Fellini</strong>, <strong>Francesco Rosi</strong>, <strong>Ermanno Olmi</strong>, <strong>Lina Wertmüller</strong> e numerosi altri, <strong>Kezich</strong> ha saputo muoversi abilmente anche nel campo del teatro, collaborando con <strong>Mario Missiroli</strong>, <strong>Giorgio Strehler</strong>, <strong>Luigi Squarzina</strong>, <strong>Maurizio Scaparro</strong>, lavorando sulla trasposizione per le scene e la tv di <strong><em>La coscienza di Zeno</em></strong>, scrivendo anche una pièce in dialetto triestino a lui molto cara, <strong><em>L’americano di San Giacomo</em></strong>.</p>
<p>«Sono stato un precoce tardivo» confessa a un certo punto intervistato da <strong>Carlo Lizzani</strong>. A dodici anni già vergava recensioni nella sua Trieste, senza che nessuno lo prendesse sul serio, ma solo nel 1976, dopo aver ricevuto una telefonata da <strong>Eugenio Scalfari</strong>, diventò forse il più autorevole e letto dei critici italiani: prima a “La Repubblica” e poi al “Corriere della Sera”.</p>
<p>Ricordo che ogni tanto, già lambito dal male, m’invitava a cena insieme alla sua seconda moglie, <strong>Alessandra Levantesi</strong>, in un ristorante chiamato “Due ladroni”, a piazza Nicosia. Lì conobbi <strong>Missiroli</strong>, amico di Tullio e regista di un solo e sottovalutato film, <strong><em>La bella di Lodi</em></strong>, tratto da un romanzo di <strong>Alberto Arbasino</strong>.</p>
<p>Da giovane si definiva, per scherzo, «un cine-catecumeno», ma in realtà Kezich ha sempre esercitato uno sguardo più alto, ironico e complesso sul cinema, forse pensando, in cuor suo, che la vita vera non abitasse lì.</p>
<p><strong><a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://cinecitta.com/wp-content/uploads/2026/06/APDM_uscite_completo_A4.pdf">In tour dal 15 giugno 2026.</a></strong><br />
<strong>Il 15 giugno ore 20.30 al Nuovo Sacher la regista Gioia Magrini e Alessandra Levantesi Kezich presenteranno il film, con la moderazione di Cristiana Paternò.</strong></p>
<hr />
<p><strong><em>Tullio Kezich &#8211; A proposito di me</em></strong><strong> &#8211;</strong> <strong>Regia:</strong> Gioia Magrini; s<strong>ceneggiatura</strong>: Silvia d’Amico, Gioia Magrini, Roberto Meddi; <strong>montaggio</strong>: Gioia Magrini, Patrizia Penzo; <strong>musica</strong>: Roberto Meddi; <strong>voce narrante</strong>: Massimo De Francovich; <strong>produzione</strong>: Luce Cinecittà; <strong>origine:</strong> Italia, 2021; <strong>durata:</strong> 60 minuti; <strong>distribuzione:</strong> Cinecittà Luce.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://close-up.info/tullio-kezich-a-proposito-di-me-di-gioia-magrini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">52205</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Taormina Film Fest 72° Edizione (10-14 giugno 2026): La vendetta perfetta – Bear Country di Derrick Borte (Eventi Speciali)</title>
		<link>https://close-up.info/la-vendetta-perfetta-bear-country-di-derrick-borte/</link>
					<comments>https://close-up.info/la-vendetta-perfetta-bear-country-di-derrick-borte/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Anselmi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 22:23:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[in sala]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://close-up.info/?p=52176</guid>

					<description><![CDATA[La vendetta perfetta – Bear Country. Voto *** Pochi mesi fa l’abbiamo visto nel ruolo impegnativo del gerarca nazista Hermann Göring in Norimberga, adesso si trasforma nel saggio criminale Manco&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fla-vendetta-perfetta-bear-country-di-derrick-borte%2F&amp;linkname=Taormina%20Film%20Fest%2072%C2%B0%20Edizione%20%2810-14%20giugno%202026%29%3A%20La%20vendetta%20perfetta%20%E2%80%93%20Bear%20Country%20di%20Derrick%20Borte%20%28Eventi%20Speciali%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fla-vendetta-perfetta-bear-country-di-derrick-borte%2F&amp;linkname=Taormina%20Film%20Fest%2072%C2%B0%20Edizione%20%2810-14%20giugno%202026%29%3A%20La%20vendetta%20perfetta%20%E2%80%93%20Bear%20Country%20di%20Derrick%20Borte%20%28Eventi%20Speciali%29" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fla-vendetta-perfetta-bear-country-di-derrick-borte%2F&amp;linkname=Taormina%20Film%20Fest%2072%C2%B0%20Edizione%20%2810-14%20giugno%202026%29%3A%20La%20vendetta%20perfetta%20%E2%80%93%20Bear%20Country%20di%20Derrick%20Borte%20%28Eventi%20Speciali%29" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fla-vendetta-perfetta-bear-country-di-derrick-borte%2F&amp;linkname=Taormina%20Film%20Fest%2072%C2%B0%20Edizione%20%2810-14%20giugno%202026%29%3A%20La%20vendetta%20perfetta%20%E2%80%93%20Bear%20Country%20di%20Derrick%20Borte%20%28Eventi%20Speciali%29" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fla-vendetta-perfetta-bear-country-di-derrick-borte%2F&#038;title=Taormina%20Film%20Fest%2072%C2%B0%20Edizione%20%2810-14%20giugno%202026%29%3A%20La%20vendetta%20perfetta%20%E2%80%93%20Bear%20Country%20di%20Derrick%20Borte%20%28Eventi%20Speciali%29" data-a2a-url="https://close-up.info/la-vendetta-perfetta-bear-country-di-derrick-borte/" data-a2a-title="Taormina Film Fest 72° Edizione (10-14 giugno 2026): La vendetta perfetta – Bear Country di Derrick Borte (Eventi Speciali)"></a></p><p><strong><em>La vendetta perfetta – Bear Country.</em> Voto ***</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/HItQz4RuDq0?si=2WeB0kZpZx7wYK9h" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Pochi mesi fa l’abbiamo visto nel ruolo impegnativo del gerarca nazista Hermann Göring in <a href="https://close-up.info/norimberga-di-james-vanderbilt/"><strong><em>Norimberga</em></strong></a>, adesso si trasforma nel saggio criminale Manco Kapak, albanese d’origine con affari a Los Angeles, nel poliziesco <strong><em>La vendetta perfetta – Bear Country</em></strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Avendo una passione per <strong>Crowe</strong>, sin dai tempi di <a href="https://www.closeup-archivio.it/master-commander" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Master and Commander</em></strong></a> e anche prima, non mi perdo un suo film; ma certo l’attore, pure un discreto regista, sembra muoversi con crescente difficoltà nel giro hollywoodiano, o forse non gli interessa più granché far parte dello star-system che conta.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il titolo italiano del film appare un po’ incongruo, meglio suonava quello originale, <strong><em>The Get Out</em></strong>, che in questo caso sta per tirarsi fuori. Da cosa? L’uomo, per sua ammissione, fa «un bel lavoro, un po’ stressante ma non troppo»: gestisce un locale alla moda, un tempo popolato di donnine nude sul palo, e ricicla denaro per un cartello messicano, senza mai dare nell’occhio. Ma qualcosa comincia ad andare storto.</span></p>
<figure id="attachment_52181" aria-describedby="caption-attachment-52181" style="width: 467px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52181 " src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/La-vendetta-perfetta-–-Bear-Country-1-300x200.jpg" alt="La vendetta perfetta – Bear Country" width="467" height="311" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/La-vendetta-perfetta-–-Bear-Country-1-300x200.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/La-vendetta-perfetta-–-Bear-Country-1-1024x683.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/La-vendetta-perfetta-–-Bear-Country-1-768x512.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/La-vendetta-perfetta-–-Bear-Country-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 467px) 100vw, 467px" /><figcaption id="caption-attachment-52181" class="wp-caption-text"><strong>Russel Crowe</strong></figcaption></figure>
<p><span style="font-size: 18px;">Due pillole di Viagra prese insieme per soddisfare la giovane moglie e socia lo portano dritto in ospedale, insomma deve cominciare a darsi una regolata se non vuole che il cuore gli scoppi; e come se non bastasse uno sciroccato inesperto l’ha appena rapinato mentre s’avvicinava a un bancomat per depositare l’incasso della serata. Il giovane boss Rodriguez comincia a non fidarsi più di lui, ma il peggio deve ancora arrivare: un tizio vuole acquistare il suo locale, non si capisce bene perché, però l’idea non sembra malvagia. I dollaroni nascosti in casa potrebbero garantirgli una vita più tranquilla altrove…</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L’orso evocato dal titolo italiano torna due volte nel film, in forma di statua e in carne ed ossa, e in fondo anche Kapak assomiglia a un orso: non cerca guai ma se lo si provoca…</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Tra insistiti omaggi al classico <strong><em>Point Break </em></strong>(1991, diretto da <strong>Kathryn Bigelow</strong>) e digressioni buffe che coinvolgono un’impiegata di banca in cerca di emozioni forti, <strong><em>La vendetta perfetta</em></strong> gioca con i materiali del genere, a tratti in chiave quasi comica. Il regista tedesco <strong>Derrick Borte</strong> s’è ispirato al romanzo <em>Strip (</em></span><span style="font-size: 18px;">2010) </span><span style="font-size: 18px;">di </span><a style="font-size: 18px;" href="https://en.wikipedia.org/wiki/Thomas_Perry_(author)" target="_blank" rel="noopener"><strong>Thomas Perry</strong></a><span style="font-size: 18px;">, e son saprei dire che la trasposizione risulti fedeli: il povero Manco vorrebbe solo mollare l’attività rischiosa e godersi una vita più calma, invece – l’avrete capito – dovrà ricominciare a sparare e uccidere.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>Crowe</strong> è carismatico anche col ventre gonfio, certo la meditazione zen non può fare per lui; mentre attorno a lui si scatena l’inferno, che coinvolge pure uno sbirro corrotto e addirittura l’Fbi. <strong>Teresa Palmer, Nina Dobrev</strong>, <strong>Aaron Paul</strong> e <strong>Luke Evans</strong> sono i comprimari di questa storia a tratti surreale, forse con tocchi alla <strong>Tarantino</strong> nei dialoghi, che viaggia verso un inatteso lieto fine. Nel suo genere il film si lascia vedere, ma francamente da <strong>Russell Crowe</strong> mi aspetterei qualcosa di meglio.</span></p>
<div dir="auto">
<p><strong><strong>In sala dal 26 agosto  con anteprime nelle arene estive dal 10 al 18 agosto 2026.</strong></strong></p>
<hr />
<p><strong><em> </em></strong><span style="font-size: 18px;"><strong><em>La vendetta perfetta – Bear Country</em></strong>  (<strong><em>The Get Out</em>) &#8211; </strong><strong>Regia: </strong>Derrick Borte;  <strong>sceneggiatura: </strong>Derrick Borte, Daniel Forte; <strong>fotografia: </strong>Brendan Galvin; <strong>montaggio: </strong>Mark Warner; <strong>musiche: </strong>Bryan Senti; <strong>interpreti:</strong> Russell Crowe, Teresa Palmer, Aaron Paul, Luke Evans, Nina Dobrev, Daniel Zovatto, Benedict Hardie, Ever Love Hope, Josh McConville, Yasmin Kassim; <strong>produzione: </strong>Mark Fasano, Jeffrey Greenstein, Deborah Glover, Mark Bower per A Higher Standard, Life &amp; Soul Pictures, Nickel City Pictures; <strong>origine:</strong> Usa, 2026; <strong>durata: </strong>90 minuti; <strong>distribuzione</strong>: 01 Distribution.</span></p>
</div>
<div dir="auto"></div>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://close-up.info/la-vendetta-perfetta-bear-country-di-derrick-borte/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">52176</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Rebuilding &#8211; Come l&#8217;acqua per il fuoco di Max Walker-Silverman</title>
		<link>https://close-up.info/rebuilding-di-max-walker-silverman/</link>
					<comments>https://close-up.info/rebuilding-di-max-walker-silverman/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Anselmi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 07:48:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[in sala]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://close-up.info/?p=51845</guid>

					<description><![CDATA[Rebuilding &#8211; Come l&#8217;acqua per il fuoco. Voto **** &#8211; Un piccolo film meditabondo, silenzioso, malinconico, fatto di vuoti e di qualche canzone folk, un western moderno che parla di quella&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Frebuilding-di-max-walker-silverman%2F&amp;linkname=Rebuilding%20%E2%80%93%20Come%20l%E2%80%99acqua%20per%20il%20fuoco%20di%20Max%20Walker-Silverman" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Frebuilding-di-max-walker-silverman%2F&amp;linkname=Rebuilding%20%E2%80%93%20Come%20l%E2%80%99acqua%20per%20il%20fuoco%20di%20Max%20Walker-Silverman" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Frebuilding-di-max-walker-silverman%2F&amp;linkname=Rebuilding%20%E2%80%93%20Come%20l%E2%80%99acqua%20per%20il%20fuoco%20di%20Max%20Walker-Silverman" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Frebuilding-di-max-walker-silverman%2F&amp;linkname=Rebuilding%20%E2%80%93%20Come%20l%E2%80%99acqua%20per%20il%20fuoco%20di%20Max%20Walker-Silverman" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Frebuilding-di-max-walker-silverman%2F&#038;title=Rebuilding%20%E2%80%93%20Come%20l%E2%80%99acqua%20per%20il%20fuoco%20di%20Max%20Walker-Silverman" data-a2a-url="https://close-up.info/rebuilding-di-max-walker-silverman/" data-a2a-title="Rebuilding – Come l’acqua per il fuoco di Max Walker-Silverman"></a></p><p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>Rebuilding &#8211; Come l&#8217;acqua per il fuoco. </em>Voto **** &#8211; Un piccolo film meditabondo, silenzioso, malinconico, fatto di vuoti e di qualche canzone folk, un western moderno che parla di quella che oggi chiameremmo resilienza.</strong></span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/-vvy459qbs0?si=Cav6cqaIF8mVXQQb" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe>&gt;</p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>Rebuilding</em></strong> significa più o meno ricostruzione, e tale è il significato del piccolo film scritto e diretto dal 33enne <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Max_Walker-Silverman" target="_blank" rel="noopener"><strong>Max Walker-Silverman</strong></a>, non a caso nato a <strong>Telluride</strong>, Colorado, lo Stato in cui è ambientata la vicenda. Non so quanto possa aiutare, sul piano del richiamo, la presenza dell’attore inglese <strong>Josh O’Connor</strong>, 36 anni, in questi giorni impegnato nelle riprese italiane di <strong><em>Three Incestuous Sisters</em></strong> di <strong>Alice Rohrwacher</strong> e presto nelle sale con l’atteso <strong><em>Disclosure Day</em></strong> di <strong>Steven Spielberg</strong>. Vedremo. Certo <strong>O’Connor</strong> ha fatto un gran lavoro sulla cadenza americana, così diversa dalla sua “all britsh”, ed è un peccato che tutto ciò vada perso nel doppiaggio. Leggo però che Filmclub Distribuzione e Minerva Pictures garantiranno anche copie in lingua originale coi sottotitoli da giovedì 4 giugno.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Siamo nelle zone rurali attorno ad Alamosa, appunto Colorado. Un giovane cowboy barbuto chiamato Dusty ha perso tutto a causa di un incendio devastante che ha distrutto un migliaio di case. Nulla resta della sua piccola fattoria, se non un cavallo e un vecchio pick-up Chevrolet: le vacche sono morte bruciate, la banca non garantisce un prestito, il lavoro da operaio stradale proprio non gli si addice, forse solo nel Montana troverà da fare il cowboy, certamente non nel ranch dei Dutton, andato bruciato anch’esso (lo dico per chi segue <strong><em>Dutton Ranch</em></strong> su Paramount+).</span></p>
<figure id="attachment_51849" aria-describedby="caption-attachment-51849" style="width: 441px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-51849" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/rebuilding-Cover-e1780267900628-300x174.jpg" alt="Rebuilding" width="441" height="256" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/rebuilding-Cover-e1780267900628-300x174.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/rebuilding-Cover-e1780267900628-1024x592.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/rebuilding-Cover-e1780267900628-768x444.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/rebuilding-Cover-e1780267900628.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 441px) 100vw, 441px" /><figcaption id="caption-attachment-51849" class="wp-caption-text"><strong>Josh O&#8217;Connor</strong></figcaption></figure>
<p><span style="font-size: 18px;">Dusty significa polveroso, e in effetti il giovanotto sembra, psicologicamente, ricoperto di cenere. Trova alloggio in una piccola comunità di roulotte in mezzo al deserto, quattro o cinque in tutto, che ospita gente come lui rimasta senza niente. Per fortuna c’è Callie-Rose, la figlia, che vive con l’ex moglie Ruby, il suo nuovo compagno e l’anziana madre Bess. La situazione di stallo offre a Dusty l’occasione per passare qualche tempo con la piccola, che lo idolatra e vorrebbe fare la cowgirl da grande: sarà, avrete capito, il punto di partenza per una “rinascita”, ma bisogna vedere il film per sapere come e dove.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Meditabondo, silenzioso, malinconico, fatto di vuoti, di qualche canzone folk (perfetta “How Lucky” di <strong>John Prine</strong>), di albe, tramonti e di chiacchiere attorno al fuoco, <strong><em>Rebuilding</em></strong> è un western moderno che parla di quella che oggi chiameremmo resilienza: la furia del fuoco ha bruciato tutto, serviranno otto-dieci anni prima che la terra possa dare di nuovo dei frutti, e tuttavia forse si può ripartire da alcune rovine, a patto di non essere soli…</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Non saprei dire se, nell’atmosfera generale, ci sia qualcosa di <a href="https://www.closeup-archivio.it/venezia-77-nomadland-leone-d-oro" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Nomadland</em></strong></a>, il film itinerante di <strong>Chloé Zhao</strong> che vinse a Leone d’oro a Venezia nel 2020; certo il regista, al suo secondo lungometraggio dopo <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/A_Love_Song_(film)" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>A Love Song</em></strong></a>, conosce bene il suo Colorado: quei panorami, quelle facce, quelle situazioni di povertà.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Di <strong>O’Connor</strong>, così diverso dai tempi della serie <strong><em>The Crown</em></strong> dove era il principe Carlo, s’è detto; la piccola <strong>Lily LaTorre</strong> è sorprendente nel ruolo di Callie-Rose, intonate al clima generale <strong>Meghann Fahy</strong>, la ritrovata <strong>Amy Madigan</strong> e <strong>Kali Reis</strong> nei panni della madre, della nonna e di Mali.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Certo bisogna amare queste storie randagie e proletarie per apprezzare <strong><em>Rebuilding</em></strong>, il cui sottotitolo “Come l’acqua per il fuoco” suona vagamente pleonastico.  </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>In sala dal 4 giugno 2026.</strong></span></p>
<hr />
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>Rebuilding &#8211; Come l&#8217;acqua per il fuoco</em></strong><strong> (<em>Rebuilding</em>)<em> –</em> Regia </strong><strong>e </strong><strong>sceneggiatura: </strong>Max Walker-Silverman; <strong>fotografia: </strong>Alfonso Herrera Salcedo;  <strong>montaggio: </strong>Ramzi Bashour, Jane Rizzo; <strong>musiche: </strong>James Elkington, Jake Xerxes Fussell; <strong>interpreti:</strong> Josh O&#8217;Connor, Meghann Fahy, Amy Madigan, Lily LaTorre, Kali Reis, Zeilyanna Martinez, Taresa Ott Beiriger, Dwight Mondragon, Binky Griptite, David Bright, Nancy Morlan, Kathy Rose, Jefferson Mays; <strong>produzione: </strong>Jesse Hope, Dan Janvey, Paul Mezey per Cow Hip Films, Fit Via Vi, Present Company, Spark Features; <strong>origine:</strong> Usa, 2025; <strong>durata:</strong> 95 minuti; <strong>distribuzione</strong>: Filmclub Distribuzione/ Minerva Pictures.</span></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://close-up.info/rebuilding-di-max-walker-silverman/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">51845</post-id>	</item>
		<item>
		<title>In the Grey di Guy Ritchie</title>
		<link>https://close-up.info/in-the-grey-di-guy-ritchie/</link>
					<comments>https://close-up.info/in-the-grey-di-guy-ritchie/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Anselmi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 06:34:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[in sala]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://close-up.info/?p=51100</guid>

					<description><![CDATA[In the Grey &#8211; voto *** ﻿ Chi si muove abilmente In the Grey, ovvero nella zona grigia tra moralità e immoralità, tra bianco e nero, è la sexy-avvocata Rachel&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fin-the-grey-di-guy-ritchie%2F&amp;linkname=In%20the%20Grey%20di%20Guy%20Ritchie" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fin-the-grey-di-guy-ritchie%2F&amp;linkname=In%20the%20Grey%20di%20Guy%20Ritchie" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fin-the-grey-di-guy-ritchie%2F&amp;linkname=In%20the%20Grey%20di%20Guy%20Ritchie" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fin-the-grey-di-guy-ritchie%2F&amp;linkname=In%20the%20Grey%20di%20Guy%20Ritchie" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fin-the-grey-di-guy-ritchie%2F&#038;title=In%20the%20Grey%20di%20Guy%20Ritchie" data-a2a-url="https://close-up.info/in-the-grey-di-guy-ritchie/" data-a2a-title="In the Grey di Guy Ritchie"></a></p><p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>In the Grey</em> &#8211; voto ***</strong></span></p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/L1lLc3kn1I8?si=P7LsgkcRVnIlVhc-" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Chi si muove abilmente <strong><em>In the Grey</em></strong>, ovvero nella zona grigia tra moralità e immoralità, tra bianco e nero, è la sexy-avvocata Rachel Wild, spalleggiata dai suoi amabili scagnozzi Bronco &amp; Sid. Un certo Manny Salazar, boss potente e avido con esercito personale in un’isoletta spagnola, dovrebbe restituire 1 miliardo di dollari ricevuti in prestito, ma il <em>vilain</em> non ha intenzione di farlo, sicché tocca a Rachel, esperta in recupero crediti e gestioni patrimoniali, il compito di passare all’azione, prima con le morbide, poi con metodi più spicci.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Al suo diciassettesimo lungometraggio, l’inglese 57enne <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Guy_Ritchie" target="_blank" rel="noopener"><strong>Guy Ritchie</strong></a>, che fu lanciato da <strong><em>Lock &amp; Stock – Pazzi scatenati</em></strong> (1998) e poi sposò <strong>Madonna</strong>, fa un film d’azione molto all’americana, vecchio stile nella messa in scena, che esce con 01 Distribution. Lui che ama trame complicate, chiacchiere brillanti e andirivieni cervellotici, penso a <strong><em>The Gentlemen</em> </strong>(2019), qui sfrutta il canone più classico che ci sia, specie nel campo delle miniserie: una sparatoria micidiale, una donna che potrebbe morire, un salto all’indietro di alcuni mesi e poi il ritorno alla situazione iniziale per andare avanti con la storia.</span></p>
<figure id="attachment_51105" aria-describedby="caption-attachment-51105" style="width: 508px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-51105" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/In-the-Grey-1-300x157.jpg" alt="In the Grey " width="508" height="266" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/In-the-Grey-1-300x157.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/In-the-Grey-1.jpg 310w" sizes="auto, (max-width: 508px) 100vw, 508px" /><figcaption id="caption-attachment-51105" class="wp-caption-text"><strong>    Jake Gyllenhall</strong> e <strong>Henry Cavill</strong></figcaption></figure>
<p><span style="font-size: 18px;">Pigro? Un po’, ma del resto <strong>Ritchie</strong> dev’essersi divertito, per una volta, a non incasinare i punti di vista, per andare dritto con lo spettacolone adrenalinico, 95 minuti in tutto, come forse piacerebbe al suo attore feticcio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jason_Statham" target="_blank" rel="noopener"><strong>Jason Statham</strong></a>. Che però qui non c’è. Al suo posto i più giovani <strong>Jake Gyllenhall</strong> e <strong>Henry Cavill</strong>, appunto nei ruoli di Bronco &amp; Sid, gli angeli custodi dell’avvocata, s’intende eleganti, ironici, praticamente invulnerabili, oltre che fedelissimi (debbono a lei se non marcirono in una prigione da incubo).</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Naturalmente <strong><em>In the Grey</em></strong> non sfodera troppe ambizioni, se non quella di divertire il pubblico, specialmente maschile, in una carambola di sparatorie, inseguimenti, salti nel vuoto, esplosioni, travestimenti e battute spiritose. Il tutto con pochi effetti speciali digitali, almeno mi pare, un po’ all’antica hollywoodiana.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La cantante messicana <strong>Eiza González</strong> è una gioia per gli occhi nel ruolo di Rachel, ma sfodera anche grinta e passione, la britannica <strong>Rosamund Pike</strong> fa la stronza che pensa di saperla lunga e truffare tutti, lo spagnolo <strong>Carlos Bardem</strong>, fratello maggiore di <strong>Javier</strong>, è tronfio quanto basta per non risultare infine destinato a una inattesa punizione.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Potrebbe venirne fuori anche una serie cinematografica, come accadde con <strong>Sherlock Holmes</strong>, dipenderà dal successo di questo.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong>In sala dal 14 maggio 2026.</strong></span></p>
<hr />
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><em> </em></strong></span><span style="font-size: 18px;"><strong><em>In the Grey</em></strong><strong> &#8211; Regia </strong>e <strong>sceneggiatura: </strong>Guy Ritchie; <strong>fotografia: </strong>Ed Wild;  <strong>montaggio: </strong>Martin Walsh; <strong>musiche: </strong>Christopher Benstead; <strong>interpreti: </strong>Jake Gyllenhaal, Henry Cavill, Eiza González, Rosamund Pike, Fisher Stevens, Emmett J. Scanlan, Jason Wong, Carlos Bardem, Darrell D&#8217;Silva, Christian Ochoa Lavernia, Kojo Attah, Gonzalo Bouza, Mohammed Al Turki; <strong>produzione: </strong>John Friedberg, Dave Caplan, Guy Ritchie, Ivan Atkinson per C2, Toff Guy Films; <strong>origine: </strong>Usa, 2026; <strong>durata: </strong>98  minuti; <strong>distribuzione: </strong>01 Distribution.</span></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://close-up.info/in-the-grey-di-guy-ritchie/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">51100</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Rosa Elettrica &#8211; In fuga con il nemico di Davide Marengo (Miniserie su Sky Atlantic)</title>
		<link>https://close-up.info/rosa-elettrica-in-fuga-con-il-nemico/</link>
					<comments>https://close-up.info/rosa-elettrica-in-fuga-con-il-nemico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Anselmi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 18:31:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[serie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://close-up.info/?p=50719</guid>

					<description><![CDATA[Rosa Elettrica &#8211; In fuga con il nemico. Voto *** Come forse sapete, ho una passione per Maria Chiara Giannetta, 33 anni, da Foggia, che trovo una delle nostre migliori&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Frosa-elettrica-in-fuga-con-il-nemico%2F&amp;linkname=Rosa%20Elettrica%20%E2%80%93%20In%20fuga%20con%20il%20nemico%20di%20Davide%20Marengo%20%28Miniserie%20su%20Sky%20Atlantic%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Frosa-elettrica-in-fuga-con-il-nemico%2F&amp;linkname=Rosa%20Elettrica%20%E2%80%93%20In%20fuga%20con%20il%20nemico%20di%20Davide%20Marengo%20%28Miniserie%20su%20Sky%20Atlantic%29" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Frosa-elettrica-in-fuga-con-il-nemico%2F&amp;linkname=Rosa%20Elettrica%20%E2%80%93%20In%20fuga%20con%20il%20nemico%20di%20Davide%20Marengo%20%28Miniserie%20su%20Sky%20Atlantic%29" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Frosa-elettrica-in-fuga-con-il-nemico%2F&amp;linkname=Rosa%20Elettrica%20%E2%80%93%20In%20fuga%20con%20il%20nemico%20di%20Davide%20Marengo%20%28Miniserie%20su%20Sky%20Atlantic%29" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Frosa-elettrica-in-fuga-con-il-nemico%2F&#038;title=Rosa%20Elettrica%20%E2%80%93%20In%20fuga%20con%20il%20nemico%20di%20Davide%20Marengo%20%28Miniserie%20su%20Sky%20Atlantic%29" data-a2a-url="https://close-up.info/rosa-elettrica-in-fuga-con-il-nemico/" data-a2a-title="Rosa Elettrica – In fuga con il nemico di Davide Marengo (Miniserie su Sky Atlantic)"></a></p><p><em><strong>Rosa Elettrica &#8211; In fuga con il nemico. </strong></em><strong>Voto ***</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/DuKuxZx2I5w?si=5NiUWgDlL8qyhxiC" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Come forse sapete, ho una passione per <strong>Maria Chiara Giannetta</strong>, 33 anni, da Foggia, che trovo una delle nostre migliori giovani attrici. In attesa di vederla, probabilmente alla Mostra di Venezia, nel film <strong><em>Noi un po’ meglio</em></strong> di <strong>Daniele Luchetti</strong> accanto a <strong>Elio Germano</strong>, eccola su <strong>Sky Atlantic</strong>, in <strong><em>Rosa Elettrica &#8211; In fuga con il nemico</em></strong>, una <strong>miniserie poliziesca</strong> ispirata al romanzo omonimo  (2007) di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giampaolo_Simi" target="_blank" rel="noopener"><strong>Giampaolo Simi</strong></a>. Non che <strong>Giannetta</strong> sia nuova alla serialità televisiva, molti la ricorderanno nelle due stagioni di <strong><em>Blanca</em></strong>, dov’era una perspicace consulente cieca della Polizia di Genova, ma oggi che è una piccola celebrità nello show-business italiano le cose per lei sono diventate, allo stesso tempo, più facili e difficili.</p>
<p>“<strong>Elettrica</strong>” a causa di un soprannome che le fu affibbiato da bambina e poi crescendo con ambizioni da musicista, Rosa Valera è una poliziotta trentenne di stanza a Ferrara, appena entrata nel delicato Nucleo protezione testimoni. È tosta, fiera, bella, indipendente, soffre di una fastidiosa cistite cronica, ha un fidanzato che ha derubricato a “trombamico” e spesso “parla” con una bambina saputella che è la proiezione di sé stessa.</p>
<figure id="attachment_50725" aria-describedby="caption-attachment-50725" style="width: 448px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-50725" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Rosa-Elettrica-In-fuga-con-il-nemico2-300x169.jpg" alt="Rosa Elettrica - In fuga con il nemico" width="448" height="252" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Rosa-Elettrica-In-fuga-con-il-nemico2-300x169.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Rosa-Elettrica-In-fuga-con-il-nemico2.jpg 640w" sizes="auto, (max-width: 448px) 100vw, 448px" /><figcaption id="caption-attachment-50725" class="wp-caption-text"><strong>          Maria Chiara Giannetta</strong> e <strong>Francesco Di Napoli</strong></figcaption></figure>
<p>Di colpo la coriacea capa le affida, nella sorpresa dei colleghi più esperti, un caso assai rischioso: proteggere un giovane boss camorrista, tal Daniele Mastronero detto “Cocìss”, trasferito in gran segreto da Napoli perché ha deciso di pentirsi e testimoniare, essendo accusato di aver ucciso una bambina e quindi braccato dal clan degli Scurante, nemici storici degli Incantalupo.</p>
<p>Siccome mi rimproverano di raccontare troppo sul piano delle trame, aggiungo solo pochi dettagli, del resto rivelati dai trailer. Rosa porta il giovanotto, s’intende iracondo e fanatico, in un monastero gestito da un frate capellone che si occupa di dipendenze varie, ma qualcosa subito non torna. Il nascondiglio è già stato scoperto dai killer, probabilmente c’è una talpa, sicché Rosa e “Cocìss” debbono scappare su una vistosa Ford Mustang blu, prestata dal padre di lei, in una corsa forsennata che li porterà prima a Chioggia, poi a Napoli, infine a Merano.</p>
<p>Prodotta da Cross Productions e scritta a otto mani da <strong>Giordana Mari</strong>, <strong>Fortunata Apicella</strong>, Serena Petrignanelli e <strong>Michela Straniero</strong> (tutte donne),  la miniserie in sei puntate, due a settimana, porta la firma del cinquantenne regista e fotografo <strong>Davide Marengo</strong>, affettuosamente legato a Giannetta nella vita, così almeno ho letto. Lo sguardo femminile ogni tanto si sente, forse, in qualche dettaglio minore, ma in generale siamo dentro un canone piuttosto prevedibile di poliziesco all’italiana: ovvero tra coincidenze poco verosimili, vaghi toni da commedia, frasi stentoree del tipo «Basta cazzate, stai concentrata!» o «Era un cazzo di poliziotto», qualche sparatoria, camorristi in stile “Gomorra”, sospetti e depistaggi diffusi a piene mani sulla fedeltà alla legge dei personaggi…</p>
<p>Inutile fare paragoni con serie americane, inglesi o nordiche, dove tutto, di solito, è più livido e realistico, a partire dal versante privato, spesso incasinato, delle eroine protagoniste, per non dire di come le nostre attrici impugnano le pistole (non ci credi mai). Naturalmente Rosa custodisce i suoi problemi, anche di autoaffermazione, ma ho la sensazione che gli stereotipi legati al genere facciano aggio sulla sostanza delle psicologie, e parecchio si vede, anche se poi vuoi comunque sapere come andrà a finire la vicenda (io l’avevo capito…).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-50726 alignleft" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Rosa-Elettrica-In-fuga-con-il-nemico-1-300x169.jpg" alt="" width="406" height="229" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Rosa-Elettrica-In-fuga-con-il-nemico-1-300x169.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Rosa-Elettrica-In-fuga-con-il-nemico-1.jpg 400w" sizes="auto, (max-width: 406px) 100vw, 406px" />Senza trucco, capelli raccolti a coda di cavallo, anfibi, jeans attillati e canottiera con reggiseno a vista, <strong>Giannetta</strong> incarna Rosa con onesto mestiere, ma insomma ha fatto di meglio nella sua carriera d’attrice; <strong>Francesco Di Napoli</strong> è “Cocìss”, il criminale patentato e feroce che la sa lunga ma forse un po’ s’innamora del suo angelo protettore; il resto del cast principale è coperto da <strong>Elena Lietti</strong>, <strong>Francesco Foti</strong>, <strong>Federico Tocci</strong> e <strong>Antonia Truppo</strong>, ovvero la tosta vicequestore, il magistrato disincantato, il poliziotto buono che dà credito a Rosa e la feroce assessora napoletana.</p>
<p>«Il Male bisogna guardarlo diritto in faccia» è una delle frasi-chiave. D’accordo. Ma bisognerebbe anche variare un po’ la struttura drammaturgica di queste serie poliziesche. Non si può sempre partire da una scena shock, magari con voce narrante, e subito aggiungere la scritta: «Dieci giorni prima&#8230;».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong><strong>Su Sky Atlantic dal’8 maggio 2026.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://close-up.info/rosa-elettrica-in-fuga-con-il-nemico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">50719</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Illusione di Francesca Archibugi</title>
		<link>https://close-up.info/illusione-di-francesca-archibugi/</link>
					<comments>https://close-up.info/illusione-di-francesca-archibugi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Anselmi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 11:40:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[in sala]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://close-up.info/?p=50664</guid>

					<description><![CDATA[﻿ Fermo da parecchi mesi, dopo l’anteprima alla Festa di Roma 2025, arriva solo ora nella sale, da giovedì 7 maggio, Illusione di Francesca Archibugi. Francamente continua a sembrarmi un&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fillusione-di-francesca-archibugi%2F&amp;linkname=Illusione%20di%20Francesca%20Archibugi" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fillusione-di-francesca-archibugi%2F&amp;linkname=Illusione%20di%20Francesca%20Archibugi" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fillusione-di-francesca-archibugi%2F&amp;linkname=Illusione%20di%20Francesca%20Archibugi" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fillusione-di-francesca-archibugi%2F&amp;linkname=Illusione%20di%20Francesca%20Archibugi" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fillusione-di-francesca-archibugi%2F&#038;title=Illusione%20di%20Francesca%20Archibugi" data-a2a-url="https://close-up.info/illusione-di-francesca-archibugi/" data-a2a-title="Illusione di Francesca Archibugi"></a></p><p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/d-MMlTgnEWU?si=sdN5jWMjQ0VL_vnl" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe></p>
<p>Fermo da parecchi mesi, <strong>dopo<a href="https://close-up.info/festa-del-cinema-di-roma-2025-illusione-di-francesca-archibugi-grand-public/"> l’anteprima alla Festa di Roma 2025</a></strong>, arriva solo ora nella sale, da giovedì 7 maggio, <strong><em>Illusione</em></strong> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francesca_Archibugi" target="_blank" rel="noopener"><strong>Francesca Archibugi</strong></a>. Francamente continua a sembrarmi un discreto pasticcio. Al punto che stento quasi a riconoscere la mano della regista romana, oggi 65enne, in questo suo tredicesimo film scaturito da un piccolo ritaglio di giornale, scritto a sei mani, girato con notevoli mezzi tra <strong>Strasburgo</strong>, <strong>Bruxelles</strong> e <strong>Perugia</strong>, interpretato da un cast di lusso. Come forse sapete, <strong><em>Illusione</em></strong> si muove tra il poliziesco internazionale e il thriller sordido, denuncia lo sfruttamento nell’ambito della prostituzione minorile che viene dall’Est, inchioda i viziosi potenti delle alte gerarchie europee, ma poi tutto s’affloscia nel racconto di un disamore familiare squisitamente italiano, tra smarrimenti, ipocrisie e corna. Del resto, mi chiedo, come si fa a scrivere una battuta che recita «Il sesso è un batterio pericoloso»?</p>
<p>C’è di mezzo una prostituta quindicenne, biondissima e squinternata, detta “la vergine moldava”. Rosa Lazar, questo il suo nome, viene ritrovata sotto un viadotto dalle parti di Perugia. Sembra morta, orrendamente sventrata, invece ancora respira. Si riprende, viene accudita in una “casa famiglia” gestita dalle suore, e intanto l’incazzosa sostituta procuratrice Cristina Camponeschi affida allo psicologo Stefano Mangiaboschi il compito di far parlare la ragazzina, che “loliteggia” anche dopo essere scampata a quell’incubo. Com’è finita nel fosso limaccioso? Chi l’ha ridotta così? Perché volevano farla fuori?</p>
<figure id="attachment_50669" aria-describedby="caption-attachment-50669" style="width: 459px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-50669" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Illusione-1-300x200.jpg" alt="Illusione" width="459" height="306" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Illusione-1-300x200.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Illusione-1-1024x683.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Illusione-1-768x512.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Illusione-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 459px) 100vw, 459px" /><figcaption id="caption-attachment-50669" class="wp-caption-text"><strong>                            Filippo Timi</strong> e <strong>Michele Riondino</strong></figcaption></figure>
<p>Il film, scritto dalla regista con <strong>Francesco Piccolo</strong> e <strong>Laura Paolucci</strong>, è tutto un andirivieni temporale, in modo da chiarire lentamente allo spettatore il cuore della vicenda e le ricadute psicologiche sui personaggi: stranieri e italiani.</p>
<p>Così, un po’ alla volta, scopriamo che la quindicenne, cresciuta nella miseria a <strong>Buftea</strong> in <strong>Romania</strong>, è diventata molto “di moda” tra i potenti di Strasburgo, mantenendosi miracolosamente illibata. Ma poi, venduta agli albanesi, è finita insieme a tante altre sventurate in una villa alla periferia di Perugia e lì comincia l’altra parte della storia.</p>
<p>Già perché Rosa, già vittima di una evidente psicosi che la spinge a sedurre chiunque, mette presto nei guai il sensibile psicologo: malvisto in città per un manesco trascorso giovanile, infelicemente sposato con una donna che non l’attrae più, pure oggetto di velenosi sospetti per come prova a conquistare la fiducia della quindicenne. Insomma, tutto sta crollando addosso al poveretto, l’unica che crede in lui è la pm, altrettanto sola e forse un po’ attratta.</p>
<figure id="attachment_50668" aria-describedby="caption-attachment-50668" style="width: 411px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-50668" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Illusione-Jasmine-Trinca-300x200.jpg" alt="Illusione" width="411" height="274" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Illusione-Jasmine-Trinca-300x200.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Illusione-Jasmine-Trinca-1024x683.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Illusione-Jasmine-Trinca-768x512.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Illusione-Jasmine-Trinca.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 411px) 100vw, 411px" /><figcaption id="caption-attachment-50668" class="wp-caption-text"><strong>Jasmine Trinca</strong></figcaption></figure>
<p>Miserabilismo, razzismo, perversione e culto del denaro si mischiano in questa sorta di “favola dark” nella quale la pietà sembra morta e perfino una certa borghesia intellettuale offre di peggio di sé nello sfruttare la parabola della “vergine moldava”.</p>
<p><strong>Archibugi</strong> mostra la copertina di <em>Franny e Zooey</em> di <strong>J.D. Salinger</strong>, evoca <strong>Dalla</strong> e <strong>Leopardi</strong>, mostra la xenofobia di un poliziotto di provincia, descrive la ferocia criminale dei trafficanti di adolescenti, tratteggia come una cretina la suocera di Stefano, ma poi, dopo 110 minuti, lo psicodramma si allarga a un mezzo lieto fine tra le baracche sgarrupate di Buftea.</p>
<p>Difficile affezionarsi ai personaggi, tutti risultano strani e antipatici, anche piuttosto stronzi. Vittime e carnefici allo stesso tempo. <strong>Angelina Andrei</strong> è la piccola Rosa, abbagliata dai vestiti costosi e incapace di uscire dalla parte; <strong>Michele Riondino</strong> è lo sventurato psicologo, <strong>Vittoria Puccini</strong> la moglie gelosa, <strong>Jasmine Trinca</strong> la cattivissima magistrata, <strong>Francesca Reggiani</strong> la suocera insopportabile (una macchietta), <strong>Filippo Timi</strong> il poliziotto locale che parla in perugino stretto. Direi che tutti gli interpreti italiani hanno fatto di meglio.</p>
<p><strong>In <a href="https://close-up.info/festa-del-cinema-di-roma-2025-illusione-di-francesca-archibugi-grand-public/">Anteprima alla Festa di Roma 2025</a>. </strong><br />
<strong>In sala dal 7 maggio 2026.</strong></p>
<hr />
<p><strong><em>Illusione</em></strong> – <strong>Regia: </strong>Francesca Archibugi;  <strong>sceneggiatura:</strong> Francesca Archibugi, Francesco Piccolo, Laura Paolucci; <strong>fotografia:</strong> Francesco Di Giacomo;<strong> montaggio:</strong> Esmeralda Calabria; <strong>musica:</strong> Battista Lena; <strong>scenografia: </strong>Giada Calabria; <strong>interpreti:  </strong>Jasmine Trinca, Michele Riondino, Angelina Andrei, Vittoria Puccini, Carole Weyers, Filippo Timi, Antonio Scarpa, Alain Van Goethem, Aurora Quattrocchi, Marius Bizau, Anastasia Doaga, Francesco Rossini; <strong>produzione:</strong> Domenico Procacci, Laura Paolucci, Joseph Rouschop per Fandango, Tarantula, Rai Cinema; <strong>origine: </strong>Italia/ Belgio, 2025;<strong> durata:</strong> 110 minuti<strong>; distribuzione</strong>: 01 Distribution.</p>
<p>Foto: Jarno Iotti</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://close-up.info/illusione-di-francesca-archibugi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">50664</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Apex di Baltasar Kormákur (Netflix)</title>
		<link>https://close-up.info/apex-di-baltasar-kormakur-netflix/</link>
					<comments>https://close-up.info/apex-di-baltasar-kormakur-netflix/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Anselmi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 22:55:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[film in tv]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://close-up.info/?p=50609</guid>

					<description><![CDATA[Apex &#8211; Voto ***(*) In attesa di vederla nell’atteso kolossal Odissea di Christopher Nolan, dove fa la ninfa Calipso che tiene prigioniero Ulisse per sette anni nell’isola di Ogigia, Charlize&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fapex-di-baltasar-kormakur-netflix%2F&amp;linkname=Apex%20di%20Baltasar%20Korm%C3%A1kur%20%28Netflix%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fapex-di-baltasar-kormakur-netflix%2F&amp;linkname=Apex%20di%20Baltasar%20Korm%C3%A1kur%20%28Netflix%29" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fapex-di-baltasar-kormakur-netflix%2F&amp;linkname=Apex%20di%20Baltasar%20Korm%C3%A1kur%20%28Netflix%29" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fapex-di-baltasar-kormakur-netflix%2F&amp;linkname=Apex%20di%20Baltasar%20Korm%C3%A1kur%20%28Netflix%29" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fapex-di-baltasar-kormakur-netflix%2F&#038;title=Apex%20di%20Baltasar%20Korm%C3%A1kur%20%28Netflix%29" data-a2a-url="https://close-up.info/apex-di-baltasar-kormakur-netflix/" data-a2a-title="Apex di Baltasar Kormákur (Netflix)"></a></p><p><em><strong>Apex &#8211; </strong></em><strong>Voto ***(*)</strong></p>
<p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/CWsYnFynRwQ?si=PAXj0wl7oviGvaqa" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><span style="font-size: 18px;">In attesa di vederla nell’atteso kolossal <strong><em>Odissea</em></strong> di <strong>Christopher Nolan</strong>, dove fa la ninfa Calipso che tiene prigioniero Ulisse per sette anni nell’isola di Ogigia, <strong>Charlize Theron</strong> si rifà viva su Netflix con un film d’azione, ormai s’è specializzata nel genere, che si chiama <strong><em>Apex</em></strong>. Titolo un po’ misterioso in effetti, lasciato in inglese, giocando sul doppio significato della parola: “apex predators” vengono detti i predatori più pericolosi e feroci, ma in questo caso ci sono di mezzo anche le cime montagnose, anzi le pareti più ardue da scalare.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">A 50 anni, l’attrice sudafricana, naturalizzata americana, è ancora di una bellezza mozzafiato, pure capace, alla maniera di <strong>Tom Cruise</strong>, di accettare ruoli rischiosi, rinunciando se serve alle controfigure. Ingaggiata dal regista islandese <strong>Baltasar Kormákur</strong>, uno che sa raccontare la montagna come pochi (il suo <a href="https://www.closeup-archivio.it/venezia-72-everest-fuori-concorso" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Everest</em></strong></a> inaugurò qualche anno fa la Mostra dei Venezia), <strong>Theron</strong> incarna Sasha, una donna tosta e audace ma segnata da un lutto.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Sei mesi prima, scalando in Norvegia una parete micidiale dentro una bufera e una pioggia di pietre, vide morire il suo compagno, l’australiano Tommy, in parte a causa sua; adesso la vediamo percorrere col suo vecchio furgoncino i deserti australiani, forse con le ceneri dell’uomo, verso le selvagge e maestose Blue Mountains. Da quelle parti, l’avvisano subito, parecchi turisti sono scomparsi nel nulla, ma Sasha non sembra preoccupata: ha l’attrezzatura giusta, una canoa per fare rafting e uno spray al peperoncino per i molesti.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Non è di alcuni cacciatori che deve preoccuparsi però la donna, brava a evitare le provocazioni: un po’ alla volta capirà che l’uomo da temere è il solitario Ben, uno che all’emporio era sembrato gentile e premuroso, nonostante qualche sguardo da matto, e invece…</span></p>
<figure id="attachment_50616" aria-describedby="caption-attachment-50616" style="width: 460px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-50616" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Apex-1-300x169.jpg" alt="Apex" width="460" height="259" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Apex-1-300x169.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Apex-1-1024x576.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Apex-1-768x432.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/05/Apex-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px" /><figcaption id="caption-attachment-50616" class="wp-caption-text"><strong>Charlize Theron</strong> e<strong> Taron Egerton</strong></figcaption></figure>
<p><span style="font-size: 18px;">Siamo, per schematizzare, tra <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Un_tranquillo_weekend_di_paura" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Un tranquillo weekend di paura</em></strong></a> e <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Killing_Season_(film)" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Killing Season</em></strong></a>. Sceneggiato da <strong>Jeremy Robbins</strong>, forse ispirandosi al racconto <em>La partita più pericolosa</em> scritto nel 1924 da <strong>Richard Connell</strong>,  <strong><em>Apex</em></strong> racconta una classica sfida sul tema della sopravvivenza, tra riti primordiali, denti aguzzi, pratiche cannibalesche, corpi appesi a marcire e grotte da incubo. Naturalmente sulle prime è la donna ad essere la preda, inseguita dallo sciroccato armato di balestra di precisione; poi qualcosa s’inverte nella dinamica tra i due, psicologica e fisica, e dovrebbe essere qui la novità, diciamo, tra drammaturgica e “filosofica”, all’insegna del senso di colpa.  </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Non so, francamente, come <strong>Kormákur</strong> sia riuscito a girare certe sequenze mirabolanti, specialmente sul fronte delle arrampicate, ma immagino che gli effetti speciali digitali abbiano dato una notevole mano. <strong>Theron</strong>, nei panni della sventurata in cerca di redenzione, s’intona al genere “survival” con notevole adesione; il gallese <strong>Taron Egerton</strong> fa parecchia impressione nel ruolo del “cacciatore” Ben, cultore della salamoia umana; mentre <strong>Eric Bana</strong>, che fa Tommy, appare solo nei primi dieci minuti. Il tutto, avrete capito, racchiusa tra due scalate quasi a mani nude: la prima finita male, la seconda…</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Ps. Già nel 2021, prima di ammalarsi gravemente, <strong>Bruce Willis</strong> girò un film con lo stesso titolo, <strong><em>Apex</em></strong>, su un tema non troppo dissimile.</span></p>
<p><strong>Su Netflix dal 24 aprile 2026.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://close-up.info/apex-di-baltasar-kormakur-netflix/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">50609</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Mostra: “Scola. Non ci siamo mai lasciati” (Roma, Palazzo Braschi, 2 maggio-13 settembre)</title>
		<link>https://close-up.info/mostra-scola-non-ci-siamo-mai-lasciati/</link>
					<comments>https://close-up.info/mostra-scola-non-ci-siamo-mai-lasciati/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Anselmi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 14:59:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altro]]></category>
		<category><![CDATA[altro]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Inoltre]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://close-up.info/?p=50545</guid>

					<description><![CDATA[Mostra “Scola. Non ci siamo mai lasciati”. L’episodietto è stato raccontato da Giulio Scarpati, che fu uno dei tre protagonisti del film Mario, Maria e Mario di Ettore Scola, nel&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fmostra-scola-non-ci-siamo-mai-lasciati%2F&amp;linkname=Mostra%3A%20%E2%80%9CScola.%20Non%20ci%20siamo%20mai%20lasciati%E2%80%9D%20%28Roma%2C%20Palazzo%20Braschi%2C%202%20maggio-13%20settembre%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fmostra-scola-non-ci-siamo-mai-lasciati%2F&amp;linkname=Mostra%3A%20%E2%80%9CScola.%20Non%20ci%20siamo%20mai%20lasciati%E2%80%9D%20%28Roma%2C%20Palazzo%20Braschi%2C%202%20maggio-13%20settembre%29" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fmostra-scola-non-ci-siamo-mai-lasciati%2F&amp;linkname=Mostra%3A%20%E2%80%9CScola.%20Non%20ci%20siamo%20mai%20lasciati%E2%80%9D%20%28Roma%2C%20Palazzo%20Braschi%2C%202%20maggio-13%20settembre%29" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fmostra-scola-non-ci-siamo-mai-lasciati%2F&amp;linkname=Mostra%3A%20%E2%80%9CScola.%20Non%20ci%20siamo%20mai%20lasciati%E2%80%9D%20%28Roma%2C%20Palazzo%20Braschi%2C%202%20maggio-13%20settembre%29" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fmostra-scola-non-ci-siamo-mai-lasciati%2F&#038;title=Mostra%3A%20%E2%80%9CScola.%20Non%20ci%20siamo%20mai%20lasciati%E2%80%9D%20%28Roma%2C%20Palazzo%20Braschi%2C%202%20maggio-13%20settembre%29" data-a2a-url="https://close-up.info/mostra-scola-non-ci-siamo-mai-lasciati/" data-a2a-title="Mostra: “Scola. Non ci siamo mai lasciati” (Roma, Palazzo Braschi, 2 maggio-13 settembre)"></a></p><p><strong>Mostra “Scola. Non ci siamo mai lasciati”.<br />
</strong><strong> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-50548" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/04/Locandina-mostra-Ettore-Scola-214x300.jpg" alt="Mostra: “Scola. Non ci siamo mai lasciati”" width="224" height="314" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/04/Locandina-mostra-Ettore-Scola-214x300.jpg 214w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/04/Locandina-mostra-Ettore-Scola-732x1024.jpg 732w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/04/Locandina-mostra-Ettore-Scola-768x1075.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/04/Locandina-mostra-Ettore-Scola-1098x1536.jpg 1098w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/04/Locandina-mostra-Ettore-Scola.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 224px) 100vw, 224px" /></strong></p>
<p>L’episodietto è stato raccontato da <strong>Giulio Scarpati</strong>, che fu uno dei tre protagonisti del film <strong><em>Mario, Maria e Mario</em></strong> di <strong>Ettore Scola</strong>, nel 1993. «Stavamo girando da tre giorni, Ettore nulla mi diceva delle riprese. Avevo la sensazione che qualcosa non andasse tra noi, ma forse ero solo intimorito dal suo modo di fare sul set. Comunque glielo dissi. La sua risposta fu tanto lapidaria quanto sdrammatizzante: “Non pensavo che fossimo fidanzati”». In buona misura <strong>Scola </strong>era così.</p>
<p>A un decennio e un po’ <a href="https://www.closeup-archivio.it/il-lieve-peso-del-sorriso-addio-ettore-scola" target="_blank" rel="noopener">dalla morte del regista, avvenuta a <strong>84 anni </strong>il <strong>16 gennaio del 2016</strong></a>, Palazzo Braschi ospita una mostra intitolata <strong>“Scola. Non ci siamo mai lasciati”</strong> (2 maggio-13 settembre). Stamattina, il 30 aprile, è stata presentata alla stampa, presenti i curatori <strong>Silvia Scola </strong>(figlia) e <strong>Alessandro Nicosia</strong>, l’assessore alla Cultura <strong>Massimiliano Smeriglio</strong>, la dirigente <strong>Ilaria Miarelli Mariani</strong> e la giornalista <strong>Gloria Satta</strong>.</p>
<p>«Rendiamo omaggio ad un umanista dallo sguardo libero che ha raccontato i suoi personaggi, gli esseri umani, in modo completo, riuscendo a far vivere nell’immaginario collettivo il tratto concreto e mai banale delle relazioni, delle persone nel divenire del nostro tempo; le difficoltà, l’amore, l’amicizia, la vecchiaia e la morte» spiega <strong>Smeriglio</strong>. Anch&#8217;egli non rinuncia a usare, in altre frasi, la parola «Maestro», forse non sapendo quanto fosse allergico <strong>Scola</strong> a quella definizione pomposetta, peraltro invece tranquillamente accettata da parecchi cineasti italiani viventi.</p>
<p>“L’uomo”, “L’artista” e “Roma” sono i tre motivi principali della rassegna, che si sviluppa in varie sale del museo, arricchita anche da documenti mai esposti prima. Ci sono fotografie, manoscritti, oggetti, sceneggiature originali e appunti personali, articoli di giornali, numeri originali del settimanale satirico “Marc’Aurelio”, riviste, vignette, disegni, bozzetti di scena, manifesti, anche oggetti personali: un cardigan dei primi anni Cinquanta, due macchine per scrivere, la sedia da regista, pure l’impermeabile indossato dall’amico <strong>Federico Fellini</strong> per rifare sé stesso in <strong><em>C’eravamo tanto amati</em></strong>. Molti dei materiali provengono dall’<strong>Archivio della famiglia Scola</strong>.</p>
<p>Il percorso è divertente, anche per chi non sia un cinefilo, poi certo aiuta conoscere i film di <strong>Scola</strong>, una trentina tra firmati singolarmente e collettivi, pure quel suo particolare modo di porsi verso il prossimo, tra cinico, ironico e disincantato, ma con un fondo di umanissima curiosità verso le persone.</p>
<p>Colpisce, passeggiando in quelle sale, la qualità della scrittura, condivisa quasi sempre con <strong>Age &amp; Scarpelli</strong> o <strong>Ruggeri Maccari</strong>: ho dato uno sguardo al copione di <strong><em>La famiglia</em></strong> e ti sembra di leggere un romanzo, non una sceneggiatura, per la minuzia nella descrizione, la profondità del punto di vista, il gusto per l’osservazione, la densità dei dialoghi.</p>
<p>Lo so: <strong>Scola </strong>poteva risultare molto simpatico o anche parecchio antipatico, dipende da come lo prendevi, anche dal suo umore. Io lo conobbi come giornalista del quotidiano “l’Unità”, a lui caro, ma poi fu un fatto privato, una devastante depressione che mi colpì nei primi anni Novanta, che mi permise di essergli un po’ amico; vedendomi così a pezzi, anche fisicamente provato, si prese cura di me, quasi con fare paterno, e se uscii da quel terremoto emotivo fu anche grazie a lui, a <strong>Ettore</strong>.</p>
<figure id="attachment_50551" aria-describedby="caption-attachment-50551" style="width: 423px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-50551" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/04/ceravamo-tanto-amati-300x148.jpg" alt="Mostra: “Scola. Non ci siamo mai lasciati”" width="423" height="209" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/04/ceravamo-tanto-amati-300x148.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/04/ceravamo-tanto-amati-768x379.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/04/ceravamo-tanto-amati.jpg 932w" sizes="auto, (max-width: 423px) 100vw, 423px" /><figcaption id="caption-attachment-50551" class="wp-caption-text"><em><strong>C&#8217;eravamo tanto amati</strong></em> (1974): <strong>Stefano Satta Flores</strong>, <strong>Vittorio Gasman</strong> e <strong>Nino Manfredi</strong></figcaption></figure>
<p>Si sarà capito che <strong><em>C’eravamo tanto amati</em></strong> è il suo film che preferisco, perché lo trovo un capolavoro nel suo piazzare quei quattro personaggi all’interno di un largo periodo storico che va dal secondo dopoguerra ai primi anni Settanta; e tuttavia penso che andrebbero rivalutati alcuni suoi lavori considerati “minori”, come <strong><em>Il commissario Pepe</em></strong>, o non sempre apprezzati dalla critica di sinistra, come <strong><em>La terrazza</em></strong>.</p>
<p>Non so se fosse da ritenere, gramscianamente, «un intellettuale organico», certo fu vicino al Pci e alle sue varie filiazioni, ma in fondo si divertiva a sfotticchiare, non solo in privato, anche una certa rappresentazione del Partito (con la p maiuscola), essendo egli cresciuto facendo il redattore, giovanissimo, al “Marc’Aurelio” sul finire degli anni Quaranta, dove nessuno era al riparo dalla presa in giro, dalla parodia, dalla canzonatura, magari anche sottilmente qualunquista. Basterebbe dare uno sguardo alla vignetta, davvero felice nel tratto, che ritrae <strong>Fabio Mussi</strong>, <strong>Piero Fassino</strong>, <strong>Walter Veltroni</strong> e <strong>Massimo D’Alema</strong>.</p>
<p>Poi, certo, sono i film che restano, e io invito sempre a vederli, perché anche quelli a mio parere poco riusciti, come <strong><em>L’arcidiavolo</em></strong>, <strong><em>Splendor</em></strong>, <strong><em>La cena</em></strong> o <strong><em>Romanzo di un giovane povero</em></strong>, in fondo custodiscono soluzioni di stile non convenzionali, l’idea di mettere le parole &#8211; e spesso che parole! &#8211; al servizio di un linguaggio cinematografico meditato, mai tirato via.</p>
<p>Ricordo sempre volentieri, a costo di ripetermi, quanto sospirò ai cronisti intenti a incensarlo alla Mostra di Venezia, in un salottino dell’Excelsior, per quello che resta il suo ultimo film, <a href="https://www.closeup-archivio.it/che-strano-chiamarsi-federico-scola-racconta-fellini" target="_blank" rel="noopener"><strong><em>Che strano chiamarsi Federico</em></strong></a>, del 2013, dedicato appunto a <strong>Fellini</strong>. Tutti i miei colleghi si dichiaravano commossi, quasi fino alle lacrime; lui, <strong>Ettore</strong>, pregò spiritosamente di non esagerare, spiegando alla sua maniera che «con l’età ci si commuove anche per una cotoletta ben fatta».</p>
<p><strong>A Palazzo Braschi (Roma, 2 maggio-13 settembre).</strong></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://close-up.info/mostra-scola-non-ci-siamo-mai-lasciati/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">50545</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
