Hysteria, il film di apertura della sezione Panorama, è un originale thriller politico scritto, diretto e prodotto dal regista tedesco di origini turche Mehmet Akif Büyükatalay. Quest’ultimo come già nel suo film di diploma Oray (2019) non ama le risposte facili, ma si confronta nelle sue opere con la complessa e sfaccettata realtà culturale e religiosa della comunità turca in Germania.

Il film si apre con un set cinematografico. Il regista tedesco di origini turche Yigit (Serkan Kaya) è impegnato insieme alla produttrice e compagna Lillith (Nicolette Krebitz) nella lavorazione di un nuovo film. In studio viene ricreato l’incendio che è costato la vita a due madri e a tre bambine di origine turca: una tragedia realmente avvenuta il 29 maggio del 1993 e ricordata come l’attentato razzista di Solingen. Tre comparse che al momento delle riprese vivono in un centro d’accoglienza per rifugiati, Majid (Nazmi Kırık), Said (Mehdi Meskar) e Mustafa (Aziz Çapkurt) vengono ingaggiate per le riprese. Nelle macerie lasciate dal finto rogo la scoperta fra le ceneri di un vero libro del Corano sconvolge il cast. Alla fine delle riprese Majid, l’autista della troupe, non si trova quando è il momento di lasciare il set. Per questo motivo viene chiesto a Elif (Devrim Lingnau), la stagista che accompagna e aiuta il regista nella produzione del film, di riportare a casa le tre comparse e di occuparsi delle cassette video appena girate. Quando al momento del rientro nell’appartamento del regista che la ospita, Elif non trova più le chiavi di casa, ancora non sospetta che questo è solo il primo di una serie di misteriosi eventi che porteranno lei e l’intera troupe a perdere il controllo della situazione e che sfocerà in un paranoico tutti contro tutti .
Se in Oray il giovane protagonista, turco di seconda generazione, ritrovava nella religione musulmana la sua identità culturale, in Hysteria abbiamo a che fare con due diversi modi di sentirsi turchi che inevitabilmente entrano in conflitto fra loro. Da una parte Majid, Said e Mustafa, da poco arrivati in Germania dalla Turchia e per quanto molto eterogenei nel loro credo, ad essa ancora spiritualmente legati; dall’altra Yigit e Elif, due turchi di seconda generazione atei, e così radicalmente lontani dalla religione e dalla cultura dei loro padri da non rendersi conto di quanto provocatorio possa risultare l’atto di bruciare il Corano sul set. L’incomprensione iniziale non è solo dei due protagonisti ma anche dello spettatore non musulmano fra il pubblico. A Büyükatalay non interessa discutere l’atto provocatorio in sé, ma le sue conseguenze. Per questo sullo schermo di una televisione durante il corso degli eventi compaiono le immagini d’archivio del politico danese che aveva quasi rischiato una guerra santa per aver bruciato il libro in pubblico. Mentre successivamente Majid ci mostra quale sia il modo rispettoso, l’unico lecito, per farlo secondo i dettami di Maometto.
Hysteria ci propone un intelligente riflessione sulla difficile arte della tolleranza religiosa, dove l’attivismo politico non diventi fine a sé stesso ma sia rispettoso dell’identità culturale altrui e comunque questa si manifesti. Un buon film di genere, basato su un’ottima sceneggiatura originale, una ben calibrata suspence e dove, la complicata e intricata concatenazione degli eventi e ribaltamenti inaspettati di prospettiva, convince fino alla fine.
Hysteria: – Regia e sceneggiatura: Mehmet Akif Büyükatalay; fotografia: Christian Kochmann; montaggio: Denys Darahan, Andreas Menn; musiche: Marvin Miller; interpreti: Devrim Lingnau (Elif), Aziz Çapkurt (Mustafa), Serkan Kaya )Yigit), Nicolette Krebitz (Lilith), Nazmi Kırık (Majid), Mehdi Meskar (Said); produzione: Filmfaust Filmproduktion, Zweites Deutsches Fernsehen (ZDF); origine: Germania, 2025; durata: 103 minuti.
