Festival di Venezia (2- 12 settembre 2026): Mr. Nelson, Did You Kill People? di Shinya Tsukamoto (Concorso)

Mr. Nelson, Did You Kill People?  Voto: ***.  Il grande regista giapponese Shinya Tsukamoto torna al Lido di Venezia con un dramma bellico spietato e dai potenti quesiti etici che finirà per dividere il pubblico e anche la critica.

Mr. Nelson, Did You Kill People?Da quasi quattro decenni Shinya Tsukamoto scrive, dirige, fotografa e monta i propri film quasi sempre da solo, un controllo artigianale raro anche nel cinema d’autore giapponese o di altre nazioni. Da Tetsuo: The Iron Man, il body horror cyberpunk che nel 1989 lo ha reso noto a livello internazionale, fino a Tokyo Fist (1995) e A Snake of June (2002), la sua opera ha sempre trattato il corpo umano come un campo di battaglia. Con Fires on the Plain (2014), remake del classico di Ichikawa, Tsukamoto aveva già spostato questo sguardo fisico sulla guerra e sulle sue conseguenze psicologiche.

Mr. Nelson, Did You Kill People? – titolo internazionale dell’originale Nelson-san, anata wa hito o koroshimashita ka – è il suo terzo film bellico, probabilmente la chiusura di una trilogia (o chissà?) insieme a Shadow of fire (2023) e Hokage – Ombra di fuoco, ed è anche la sua produzione più internazionale, costruita per la prima volta attorno a una storia americana, con riprese tra Stati Uniti, Thailandia, Giappone e Vietnam.

Il film è tratto dal memoir omonimo del veterano Allen Nelson, interpretato da due attori diversi a seconda dell’età: Rodney Hicks (cantante e attore teatrale di Broadway, al primo vero ruolo da protagonista sullo schermo) nella parte adulta, e il newcomer Mark Merphy nei flashback che lo ritraggono giovanissimo, appena arruolato nei Marines a diciotto anni per sfuggire a povertà e discriminazione.

Spedito in prima linea in Vietnam nel 1966, quello che lo attende è una macchina di morte sistematica che lo costringe a uccidere ripetutamente, fino alla desensibilizzazione totale. Tornato a casa a ventitré anni, Nelson affronta notti insonni, il terrore dei rumori e del buio, la strada: attorno a lui si muovono il dottor Daniels (Geoffrey Rush), psichiatra dei Veterans Affairs che tenta di ricostruire insieme a lui il percorso che lo ha portato fin lì, e Linda (Tatyana Ali), la moglie che porta nel film il punto di vista di chi il trauma lo subisce di riflesso, dentro le mura di casa.

Viene da pensare, per contrasto a Mr. Nelson, Did You Kill People?, al film che ha aperto il Concorso quest’anno, Ink di Danny Boyle, dedicato alla nascita del tabloid di Rupert Murdoch, in cui vengono snocciolate le famose cinque W del giornalismo: who, what, where, when e why. Se le applicassimo al racconto di Nelson, chi, cosa, dove e quando trovano una risposta sofferta, ma immediata e sono le uniche risposte che il protagonista riesce a dare prima di tutto a sé stesso. Ma il why, il perché, è la domanda che nel giornalismo di Ink può cadere, mentre qui diventa il cuore stesso del film: non un’indagine giornalistica ma psicologica, in cui lo psichiatra incalza Nelson con la stessa domanda ossessiva, perché lei ha ucciso delle persone?

È attorno a quella domanda che Mr. Nelson, Did You Kill People? si muove. Sul piano formale, Tsukamoto resta fedele al proprio cinema fisico: è un film sudato, molto sudato, fatto di occhi sgranati e lacrime, che affida ai corpi degli attori la stessa centralità che aveva nei suoi lavori più estremi. Il montaggio procede per dissolvenze insistite, l’audio si fa spesso disturbante e distorto, le immagini si deformano. Lo spettatore non osserva la follia del protagonista, la attraversa insieme a lui, in un film costantemente ansiogeno e caotico, che lascia abbastanza stremati usciti dalla sala. Ma non tutto regge allo stesso livello, le scene di guerra non sono sempre impeccabili, come altre cose.

Il rischio più grande, dato il tema, è quello dell’eccesso in Mr. Nelson, Did You Kill People?.  Il protagonista subisce troppo, quasi ogni possibile trauma si abbatte su di lui, e il film cammina costantemente sul crinale tra il dramma e il melodramma, con il pericolo, talvolta, di scivolare nel ridicolo involontario: alcuni primissimi piani sembrano di troppo, così come certi abbracci corali che insistono oltre il necessario.

Mr. Nelson, Did You Kill People?
Il protagonista Rodney Hicks

Alla fine, però, Mr. Nelson, Did You Kill People?  risponde davvero alla domanda del titolo e ci mostra anche il perché. Il problema è cosa farne, di quella risposta e il film si perde proprio in questo punto. È vero che il veterano prende coscienza delle sue azioni e decide di agire per denunciare e salvaguardare le generazioni future intraprendendo una serie di conferenze, ma dal contenuto estremamente crudo ed esplicito. Alla fine, ci si chiede: Mr. Nelson è un uomo da compatire intrappolato nel suo trauma o in fondo rimane un sadico pornografo dell’orrore?

È un film, quello di Shinya Tsukamoto che pone e si pone dei quesiti potenti e proprio per questo molto difficile da gestire.

Perdonare atrocità come quelle compiute dal protagonista è, probabilmente, possibile. Giustificarle è un’altra questione, meno scontata, e le conclusioni a cui Mr. Nelson, Did You Kill People? sembra approdare, rischiano di far storcere il naso a più di uno spettatore. Ma chissà…


Nelson-san, anata wa hito o koroshimashita ka ( Mr. Nelson, Did You Kill People?)– Regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio: Shinya Tsukamoto; musica: ermhoi; interpreti: Rodney Hicks, Geoffrey Rush, Tatyana Ali, Mark Merphy, Lily Franky; produzione: Kinoshita Group (Naoya Kinoshita), Kino Films (Yumiko Takebe); origine: Giappone/ Usa/ Thailandia/ Vietnam, 2026; durata: 116 minuti.

 

 

 

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