Tredici Vite di Ron Howard

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Ron Howard ha spesso efficacemente portato sul grande schermo drammi tratti da storie vere, come dimostrano i noti A Beautiful Mind (2001), Frost/Nixon-il duello (2008), e il recente – e riuscitissimo – Elegia Americana (2020), tratto dall’omonimo libro di J.D. Vance. 
In Tredici vite si parte proprio dal racconto di un drammatico fatto di cronaca che ha tenuto col fiato sospeso il mondo intero, già sviscerato – con una prospettiva differente- in The Rescue, documentario diretto da Jimmy Chin e Elisabeth Chai Vasarhelyi: l’incidente di Tham Luang risalente al giugno 2018.
Durante i campionati di calcio del 2018, infatti, una squadra di calcio di giovani ragazzi thailandesi, dopo aver giocato una partita, rimase imprigionata assieme all’allenatore in una grotta di Tham Luang, nella Thailandia settentrionale, regione attraversata da copiose quanto “interminabili” piogge monsoniche.
Lo sguardo di Ron Howard si concentra proprio sull’eroica impresa del difficile salvataggio realizzato grazie all’eccellente lavoro di squadra dei Navy SEALs thailandesi e di un gruppo di volontari inglesi guidati da Rick Stanton (Viggo Mortensen) e John Volanthen (Colin Farrell), veri protagonisti di questa difficile corsa contro il tempo la cui posta in gioco avrebbe potuto costare ben tredici vite umane, già debilitate dall’abbassamento del livello di ossigeno all’ interno di uno spazio angusto e claustrofobico come la grotta e da uno scarso rifornimento di viveri.
Lo stile narrativo prescelto dal regista è asciutto e lineare: Howard non enfatizza il sentimentalismo e la spettacolarizzazione e predilige lo sguardo “esterno” lasciando raccontare l’impresa al dubbio e all’ incertezza del gruppo di volontari inglesi.
Non c’è quindi vittimismo, retorica o enfasi sulla drammaticità perché il registro è sobrio e i riflettori non sono mai puntati sulle vittime intrappolate sottoterra ma sui soccorritori, che, d’altra parte non vengono mai mitizzati ma considerati come esseri umani e come tali pieni di dubbi e convinti più della difficoltà di riuscita dell’impresa che del suo successo.

In Tredici vite, Rick Stanton, John Volanthen e il gruppo di “salvataggio” puntano infatti su una minima percentuale di riuscita e lottano con tutte le forze per realizzarla e per portare in salvo le giovani vite umane.
Asciugato di ogni retorica o di facile sentimentalismo, il registro utilizzato è quindi una sorta di cronaca dettagliata e asciutta delle giornate – la maggior parte delle quali trascorse sotto la grotta – che sembrano interminabili.
L’ansia della difficile impresa monta e cresce progressivamente anche grazie all’utilizzo del timer che informa lo spettatore sullo scorrere – implacabile – dei giorni e delle operazioni dei subacquei in grotta.
Lo stile quasi analitico lascia molto spazio al complicato rapporto tra la natura possente e “malvagia” e l’uomo: Ron Howard, infatti, dirige il suo film  con un’attenzione al luogo e alla sua dimensione claustrofobica e ansiogena, resa con particolare efficacia anche grazie ad un minuzioso utilizzo del sonoro, sempre in primo piano nel racconto dell’impresa.
La natura immensa e “nemica” fa il suo corso, con tanto di piogge monsoniche anticipate e di ostici tunnel sotterranei lunghi ben quattro chilometri dall’uscita – e quindi dalla salvezza – e l’uomo, incerto e pieno di ragionevoli interrogativi è di fronte a lei apparentemente inerme ma pronto a combatterla e fronteggiarla.
E si sa,  nei momenti di maggiore difficoltà la natura umana riesce a dimostrarsi “grandiosa” e ad unirsi in un sostegno reciproco ai fini di una ragione più grande: la vita umana.
Il punto di forza di questo film, lo stile laconico e poco impregnato di retorica, in alcuni momenti risulta una lieve debolezza, perché la prospettiva dei giovani giocatori, ragazzi dagli undici ai 16 anni, sembra completamente svanita e dissolta a favore di uno sguardo esterno, pulito, lineare, ma a tratti lievemente distaccato e troppo “documentaristico”.
Probabilmente l’alternanza dei diversi punti di vista, ovvero quello più asciutto già utilizzato e quello, sicuramente più drammatico dei ragazzi dispersi, avrebbe arricchito il film di maggior pathos e di una carica emotiva più viscerale.
Detto ciò, Tredici vite rimane in ogni caso un ottimo film, diretto da un regista che certamente sa come raccontare e coinvolgere lo spettatore con drammi tratti da storie vere.

Su Amazon Prime

Tredici Vite– Regia: Ron Howard; sceneggiatura: William Nicholson; montaggio:  James Wilcox; effetti speciali:Zack Berwick; musica: Benjamin Wallfisch; interpreti: Colin Farrell, Viggo Mortensen, Joel Edgerton, Tom Bateman, Lewis Fitz-Gerald; produzione:Storyteller Productions, Magnolia Mae Films, Imagine Entertainment, BRON Studios, Xm2 Pursuit; origine: Gran Bretagna, 2022; durata: 147’; distribuzione: Amazon Prime.

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