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	<title>Walter Miller &#8211; Close-up</title>
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		<title>Un Poeta di Simón Mesa Soto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter Miller]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 23:47:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il regista colombiano Simón Mesa Soto ha realizzato con Un Poeta un film divertente, satirico ma nel complesso pure allarmante, che tratta di un poeta fallito ma affascinante, ottenendo un&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fun-poeta-di-simon-mesa-soto%2F&amp;linkname=Un%20Poeta%20di%20Sim%C3%B3n%20Mesa%20Soto" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fun-poeta-di-simon-mesa-soto%2F&amp;linkname=Un%20Poeta%20di%20Sim%C3%B3n%20Mesa%20Soto" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fun-poeta-di-simon-mesa-soto%2F&amp;linkname=Un%20Poeta%20di%20Sim%C3%B3n%20Mesa%20Soto" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fun-poeta-di-simon-mesa-soto%2F&amp;linkname=Un%20Poeta%20di%20Sim%C3%B3n%20Mesa%20Soto" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fun-poeta-di-simon-mesa-soto%2F&#038;title=Un%20Poeta%20di%20Sim%C3%B3n%20Mesa%20Soto" data-a2a-url="https://close-up.info/un-poeta-di-simon-mesa-soto/" data-a2a-title="Un Poeta di Simón Mesa Soto"></a></p><p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/UOQhHZScSbA?si=vPiQC8mdhNqnM1Bk" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Il regista colombiano <strong>Simón Mesa Soto</strong> ha realizzato con <strong><em>Un Poeta </em></strong>un film divertente, satirico ma nel complesso pure allarmante, che tratta di un poeta fallito ma affascinante, ottenendo un grande successo a<strong> Cannes</strong>. Presentato in competizione in <strong>Un Certain Regard</strong>, la sezione che, come a <strong>Venezia</strong> <strong>&#8220;Orizzonti&#8221;</strong>, si concentra su opere più di nicchia, <strong><em>Un Poeta</em></strong> ha vinto, e con ragione, il <strong>Premio della giuria</strong>. Il film segue lo sventurato poeta Oscar Restrepo (<strong>Ubeimar Rios</strong>) attraverso una serie di imbarazzanti avventure nella città colombiana di <strong>Medellín</strong>, offrendoci alla fine un commento tagliente su razza e classe, e sull&#8217;ipocrisia che attraversa tutti i livelli della società.</p>
<p>A considerare quasi tutti gli standard, Oscar è un fallimento. Non avendo pubblicato opere da anni, l&#8217;ex pluripremiato poeta è disoccupato, tollerato, volentieri stroncato dai suoi colleghi letterati; nient’altro che un ubriacone imbarazzante, un figlio di mezza età sfacciato che vive ancora con la madre ed infine un pessimo padre che scrocca soldi alla figlia adolescente. Nonostante i sui difetti evidenti, <strong>Soto</strong> ci presenta un personaggio sincero e benintenzionato – seppur assurdamente egocentrico – che conquista l&#8217;affetto degli spettattori. Ciò può essere dovuto alla nostra familiarità con una figura come quella di Oscar, dato che tutti noi abbiamo avuto i nostri momenti spiacevoli e possiamo vedere un po’ di noi stessi nella sua serie di disastri. Nel film, assistiamo a diverse scene imbarazzanti, anche se fortunatamente ci viene risparmiato dal vedere il peggio, come Oscar che si abbassa i pantaloni a una festa per sottolineare un punto su un &#8220;buco nero&#8221;. Ed attenzione, è proprio la bella interpretazione di <strong>Ubeimar Rios</strong> che potrebbe generare ansia e panico in quanti sono ancora tormentati dai propri passi falsi del passato.</p>
<figure id="attachment_48667" aria-describedby="caption-attachment-48667" style="width: 334px" class="wp-caption alignright"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-48667" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/05/Un-poeta1.jpg" alt="Un Poeta" width="334" height="187" /><figcaption id="caption-attachment-48667" class="wp-caption-text"><strong>Ubeimar Ríos</strong></figcaption></figure>
<p>La storia prende una svolta quando la sorella di Oscar gli procura un posto di insegnante di letteratura in un liceo. Il primo giorno, l&#8217;uomo tiene una lezione sconclusionata da ubriaco a degli adolescenti sghignazzanti. Mentre il suo incarico a scuola sembra destinato al fallimento, il comportamento di Oscar cambia dopo aver letto le poesie di una delle sue studentesse, Yurlady (<strong>Rebeca Andrade</strong>): crede che lei abbia un vero talento letterario e la sostiene nella vittoria di un premio per giovani poeti. Per un attimo, l&#8217;inatteso incarico suggerisce la possibilità ad Oscar di vivere un&#8217;esperienza risolutiva, dandogli finalmente uno scopo. Il film amplia anche la sua prospettiva per offrire una visione critica socio-classista della società di Medellín. Proveniente da una famiglia povera, l&#8217;ingresso di Yurlady sulla scena letteraria della città getta luce su prevedibili disuguaglianze sociali, ma smaschera anche il palese egocentrismo e il cinismo di quasi tutti coloro che vengono a contatto con la ragazza. I letterati vedono in Yurlady un&#8217;opportunità per assicurarsi finanziamenti europei, e la sua stessa famiglia si affanna per trarne vantaggio. Superando tutti, però, Oscar esercita il suo giudizio, per trasformare una situazione già tesa in una disfatta vera e propria. A fare da sfondo alla storia c’è il rapporto dell&#8217;uomo con la figlia, dalla quale desidera disperatamente riconquistare un briciolo di rispetto e un po&#8217; di affetto, una motivazione che dà la speranza che finalmente possa assumersi una qualche responsabilità nella sua vita.</p>
<p><em><strong>Un Poeta</strong></em> è innanzitutto una commedia dark. Il montaggio nervoso si adatta all’atmosfera del film ed è efficace nel descrivere il personaggio, come lo stacco su di lui  che dorme su un marciapiede dopo una sbornia. La fotografia è scarna e priva fronzoli, riflettendo l’esistenza quotidiana poco glamour e spesso banale del protagonista. L&#8217;interpretazione di <strong>Ubeimar Rios</strong> cattura deliziosamente la tragedia e la commedia della figura Oscar in ogni sua espressione, ma anche gli altri attori si sono dimostrati all&#8217;altezza. Pur non essendo un film superlativo, <strong>Simón Mesa Soto </strong>ci ha narrato la propria storia con arguzia, umorismo e, per quanto riguarda il rapporto padre-figlia, con un sorprendente tocco di leggiadra tenerezza.</p>
<p><strong>Festival 2025 &#8211; Un Certain Regard  (Premio della Giuria).</strong><br />
<strong>Premio Comune di Milano Miglior Lungometraggio “Finestre sul Mondo” al 35° FESTIVAL DEL CINEMA AFRICANO, D&#8217;ASIA E AMERICA LATINA (Milano 20 &#8211; 29 marzo 2026)</strong><br />
<strong>In sala dal 26 marzo 2026.</strong></p>
<hr />
<p><strong><em>Un Poeta</em></strong><strong> – Regia</strong> e <strong>sceneggiatura:</strong> Simón Mesa Soto; <strong>fotografia:</strong> Juan Sarmiento Grisales; <strong>montaggio:</strong> Ricardo Saraiva; <strong>musica:</strong> Matti Ciao; <strong>interpreti</strong>: Ubeimar Ríos, Rebeca Andrade, Guillermo Cardona, Allison Correa, Margarita Soto, Humberto Restrepo; <strong>produzione:</strong> Majade Fiction, ZDF, ARTE, Momento Film, Film i Väst; <strong>origine:</strong> Colombia/ Germania/ Svezia, 2025; <strong>durata:</strong> 120 minuti; <strong>distribuzione</strong>: Cineclub Internazionale.</p>
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		<title>Josephine di Beth de Araújo  (Concorso)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter Miller]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 17:15:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Festival di Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[Josephine di Beth de Araújo è molte cose insieme: thriller psicologico splendidamente realizzato, dramma giudiziario, studio sulla famiglia moderna, una disamina della società americana e della violenza che la pervade.&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fsundance-film-festival-22-gennaio-1-febbraio-2026-josephine-di-beth-de-araujo-gran-premio-della-giuria-e-premio-del-pubblico-per-la-sezione-concorso-drammatico-statunitense%2F&amp;linkname=Josephine%20di%20Beth%20de%20Ara%C3%BAjo%20%20%28Concorso%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fsundance-film-festival-22-gennaio-1-febbraio-2026-josephine-di-beth-de-araujo-gran-premio-della-giuria-e-premio-del-pubblico-per-la-sezione-concorso-drammatico-statunitense%2F&amp;linkname=Josephine%20di%20Beth%20de%20Ara%C3%BAjo%20%20%28Concorso%29" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fsundance-film-festival-22-gennaio-1-febbraio-2026-josephine-di-beth-de-araujo-gran-premio-della-giuria-e-premio-del-pubblico-per-la-sezione-concorso-drammatico-statunitense%2F&amp;linkname=Josephine%20di%20Beth%20de%20Ara%C3%BAjo%20%20%28Concorso%29" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fsundance-film-festival-22-gennaio-1-febbraio-2026-josephine-di-beth-de-araujo-gran-premio-della-giuria-e-premio-del-pubblico-per-la-sezione-concorso-drammatico-statunitense%2F&amp;linkname=Josephine%20di%20Beth%20de%20Ara%C3%BAjo%20%20%28Concorso%29" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fsundance-film-festival-22-gennaio-1-febbraio-2026-josephine-di-beth-de-araujo-gran-premio-della-giuria-e-premio-del-pubblico-per-la-sezione-concorso-drammatico-statunitense%2F&#038;title=Josephine%20di%20Beth%20de%20Ara%C3%BAjo%20%20%28Concorso%29" data-a2a-url="https://close-up.info/sundance-film-festival-22-gennaio-1-febbraio-2026-josephine-di-beth-de-araujo-gran-premio-della-giuria-e-premio-del-pubblico-per-la-sezione-concorso-drammatico-statunitense/" data-a2a-title="Josephine di Beth de Araújo  (Concorso)"></a></p><figure id="attachment_47402" aria-describedby="caption-attachment-47402" style="width: 265px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="wp-image-47402" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/02/Beth-de-AraUjo-253x300.jpg" alt="Josephine" width="265" height="314" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/02/Beth-de-AraUjo-253x300.jpg 253w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/02/Beth-de-AraUjo-863x1024.jpg 863w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/02/Beth-de-AraUjo-768x911.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/02/Beth-de-AraUjo.jpg 1200w" sizes="(max-width: 265px) 100vw, 265px" /><figcaption id="caption-attachment-47402" class="wp-caption-text">La regista <strong>Beth de Araújo</strong></figcaption></figure>
<p><strong><em>Josephine</em></strong> di <strong>Beth de Araújo</strong> è molte cose insieme: thriller psicologico splendidamente realizzato, dramma giudiziario, studio sulla famiglia moderna, una disamina della società americana e della violenza che la pervade. Ed è stato il vincitore indiscusso del <strong>Sundance Film Festival</strong>, dove si è aggiudicato sia il <strong>Gran Premio della Giuria</strong> sia il <strong>Premio del Pubblico</strong> come miglior film drammatico. <strong>Ed ora &#8211; decisione abbastanza bizzarra &#8211; è stato messo in Concorso anche alla Berlinale.</strong></p>
<p>La storia inizia con uno stupro a cui assiste una bambina di otto anni, la Josephine del titolo, e prosegue come uno studio sulle conseguenze che questo drammatico evento ha poi sulla bambina e la sua famiglia. Il focus viene posto sull&#8217;incapacità di Josephine di elaborare la violenza a cui ha assistito e le derive che ne seguono: il suo comportamento diventa sempre più instabile, mentre i tentativi dei  genitori per tenere unita la famiglia si sgretolano davanti alla burocrazia invasiva e sconcertante del sistema giudiziario penale americano. <strong><em>Josephine</em></strong> è un film che dovremmo vedere e, nonostante l&#8217;argomento devastante, è avvincente e coinvolgente. Affrontando con maestria un tema di rilevanza sociale, <strong>de Araújo</strong> realizza un&#8217;opera intensa e toccante.</p>
<p>Nella sua eleganza visiva <strong><em>Josephine</em></strong> è ambientato sulle colline di San Francisco, nella zona residenziale dell&#8217;upper class. Gli attori <strong>Gemma Chan</strong> e <strong>Channing Tatum</strong>, sono i premurosi e competenti genitori Claire e Damien,  che ben presto si trovano a scontrarsi con i propri limiti nella gestione del trauma capitato alla figlia, mettendo in luce le loro diverse personalità e approcci genitoriali. Mentre la giovane <strong>Mason Reeves </strong>ci offre un&#8217;interpretazione impeccabile nei panni della protagonista, grazie all’attenta regia di <strong>de Araújo</strong>. Fin da subito viene messa in scena una metafora chiara, seppur semplice, di ciò che sta per accadere. E forse è proprio questa la chiarezza di cui abbiamo bisogno per affrontare poco dopo il danno psicologico ed emotivo causato dalla violenza che ci attende. Nel garage buio di una villetta a schiera, troviamo Damien mentre incoraggia Josephine ad un gioco: premere il pulsante del portone automatico del garage per poi correre fuori prima che la porta metallica si chiuda con fragore. La sfida è superare la paura e, almeno nella sua rappresentazione cinematografica, fuggire dall&#8217;oscurità verso la luce; pur fallendo inizialmente, Josephine ci riesce al secondo tentativo.</p>
<p>I due corrono poi per le strade di San Francisco e nel Golden Gate Park per giocare a calcio. Quindi mentre la figlia si nasconde dietro un albero, perde di vista il padre. È da quel punto che si ritrova ad osservare una radura dove si consuma uno stupro: una donna viene aggredita da un uomo in pieno giorno. Josephine – e con lei il pubblico – assiste al crimine dall&#8217;inizio alla fine. Pochi istanti dopo, Damien ritrova Josephine, tenta di inseguire lo stupratore (<strong>Philip Ettinger</strong>), chiama soccorso e un&#8217;autopattuglia arriva rapidamente. Si delineano le prime fasi di un&#8217;indagine di polizia. Per un momento, Josephine e la vittima (<strong>Syra McCarthy</strong>) siedono in silenzio sul sedile posteriore dell&#8217;auto della polizia.</p>
<p>Da qui in poi, assistiamo al progressivo disfacimento di una famiglia mentre la bambina cerca, senza successo, di rielaborare la violenza traumatica e di dare senso a quello a cui ha assistito nel parco, ma si ritrova ancora <span class="gs_tkn">più</span> confusa e senza spiegazioni di prima. I genitori cercano di gestire la situazione in modo responsabile, ma si capisce che faticano a spiegare a Josephine ciò che ha visto e ciò che prova. Quali parole usare per descrivere uno stupro a una bambina? Possono rassicurare Josephine sulla sua sicurezza? E inoltre qual è l&#8217;obbligo di Josephine di testimoniare in tribunale? L&#8217;approccio di Damien tende a essere più diretto, concentrandosi sull&#8217;autodifesa di Josephine (che frequenta un corso di arti marziali), Claire invece è più attenta al danno psicologico subito dalla figlia. Anche perché giorno dopo giorno il comportamento di quest&#8217;ultima diventa sempre più preoccupante, se non addirittura incontrollabile. I suoi genitori reagiscono in modi comprensibili – con pazienza e premura, con frustrazione e rabbia – ma senza un manuale delle istruzioni, litigano tra loro davanti a Josephine arrivando a peggiorare la situazione. È apprezzabile che <strong>de Araújo</strong> eviti di mostrare i genitori nel loro peggiore comportamento &#8211; anzi, attribuisce a entrambi una notevole resilienza, intraprendenza e un amore sconfinato l&#8217;uno per l&#8217;altra e per la figlia. Eppure, a quanto pare, tutto ciò non è sufficiente.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-47403" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/02/Josephine-300x157.jpg" alt="Josephine" width="362" height="189" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/02/Josephine-300x157.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/02/Josephine.jpg 656w" sizes="auto, (max-width: 362px) 100vw, 362px" /></p>
<p>La sceneggiatura è avvincente, snocciola conversazioni a tavola e chiacchiere da cortile, conducendoci con rapidità da una scena all&#8217;altra mentre la <em>suspense</em> cresce. Pur mantenendo l&#8217;attenzione su Josephine per tutta la durata del film, <strong>de Araújo</strong> inserisce dettagli fugaci sull&#8217;infanzia di Claire e Damien, che influenzano coi loro diversi approcci il sempre più instabile comportamento della figlia. Decisamente la regista non teme l&#8217;ambiguità, l&#8217;incertezza morale e le allusioni sui retroscena dei suoi personaggi e i loro traumi passati. In una delle scene chiave la bambina chiede alla madre della sua esperienza personale con lo stupro, e qui grazie all&#8217;interpretazione assolutamente straordinaria di <strong>Chan</strong>, la scena rivela la complessità delle dinamiche familiari e solleva ulteriori interrogativi.</p>
<p>Inevitabilmente, tutta la famiglia deve confrontarsi con la legge, comprese le dichiarazioni dei testimoni, l&#8217;identificazione del colpevole e la testimonianza in tribunale. <strong>De Araújo</strong> è generosa nella sua rappresentazione del mondo legale, in particolare del ruolo dei consulenti per minori, dedicati e ben preparati, che lavorano con la bimba. Ma il sistema di giustizia penale americano – con i suoi investigatori inflessibili, i pubblici ministeri ambiziosi, gli avvocati difensori astuti e la burocrazia impenetrabile – è un ambiente ostile per qualsiasi cittadino, a maggior ragione per una bambina. Questo cambiamento narrativo, incentrato sulla ricerca della giustizia e su domande relative a ciò che è giusto e ingiusto nella nostra società, arricchisce ulteriormente una storia già avvincente.</p>
<p><strong>De Araújo</strong> commette forse qualche passo falso verso la fine del film, più per compiacere il grande pubblico o forse per far concludere la storia in modo appropriato. Ma sono questi solo pochi, rari momenti che si fanno notare per la perfezione e la fluidità nel complesso della narrazione. Le magnifiche interpretazioni di <strong>Chan</strong> e <strong>Tatum</strong>  ci raccontano, in modo avvincente, il turbamento dei genitori: ansia, compassione, frustrazione, rabbia e amore. Nel complesso <strong>de Araújo</strong> ha creato un film notevole, di pubblico e culturalmente rilevante, insomma un vero dramma coinvolgente.</p>
<p><strong>Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival, 2026. </strong></p>
<hr />
<p><strong><em>Josephine</em></strong><strong> – Regia:</strong> Beth de Araújo; <strong>sceneggiatura:</strong> Beth de Araújo; <strong>fotografia:</strong> Greta Zozula; <strong>montaggio:</strong> Anisha Acharya, Nico Leunen, Kyle Reiter; <strong>musica:</strong> Miles Ross; <strong>interpreti:</strong> Gemma Chan, Phillip Ettinger, Syra McCarthy, Mason Reeves, Channing Tatum; <strong>produzione:</strong> David Kaplan, Josh Peters, Beth de Araújo, Marina Stabile, Mark H. Rapaport, Crystine Zhang; <strong>origine:</strong> Stati Uniti, 2026; <strong>durata:</strong> 120 minuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title> La ballata di un piccolo giocatore  di Edward Berger</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter Miller]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 23:16:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[﻿ Presentato in anteprima al Festival americano di Telluride, La ballata di un piccolo giocatore del ormai celebre regista tedesco-austriaco-svizzero Edward Berger  torna ad essere un altro film sulla salvezza&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fla-ballata-di-un-piccolo-giocatore-di-edward-berger%2F&amp;linkname=%20La%20ballata%20di%20un%20piccolo%20giocatore%20%20di%20Edward%20Berger" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fla-ballata-di-un-piccolo-giocatore-di-edward-berger%2F&amp;linkname=%20La%20ballata%20di%20un%20piccolo%20giocatore%20%20di%20Edward%20Berger" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fla-ballata-di-un-piccolo-giocatore-di-edward-berger%2F&amp;linkname=%20La%20ballata%20di%20un%20piccolo%20giocatore%20%20di%20Edward%20Berger" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fla-ballata-di-un-piccolo-giocatore-di-edward-berger%2F&amp;linkname=%20La%20ballata%20di%20un%20piccolo%20giocatore%20%20di%20Edward%20Berger" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fla-ballata-di-un-piccolo-giocatore-di-edward-berger%2F&#038;title=%20La%20ballata%20di%20un%20piccolo%20giocatore%20%20di%20Edward%20Berger" data-a2a-url="https://close-up.info/la-ballata-di-un-piccolo-giocatore-di-edward-berger/" data-a2a-title=" La ballata di un piccolo giocatore  di Edward Berger"></a></p><p><iframe loading="lazy" title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/E-V01vwNAhc?si=kcRLY8zjjWPwbNS2" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe></p>
<p>Presentato in anteprima al Festival americano di <strong>Telluride</strong>, <strong><em>La ballata di un piccolo giocatore</em></strong> del ormai celebre regista tedesco-austriaco-svizzero <strong>Edward Berger </strong> torna ad essere un altro film sulla salvezza e la dannazione. Tuttavia, è, però, ben lontano dalla riflessione sulla politica cattolica fra la <strong>Cappella Sistina </strong>e la caffetteria del<strong> Vaticano </strong>del precedente <a href="https://close-up.info/conclave-di-edward-berger/"><em><strong>Conclave</strong></em></a>, essendo, invece, ambientato tra i casinò di <strong>Macao </strong>e interpretato dal carismatico <strong>Colin Farrell</strong> nei panni di Lord Doyle, un aspirante giocatore d&#8217;azzardo in gravi difficoltà economiche. Sebbene lo stile bombastico di questa nuova opera<em><strong> </strong></em>contrasti con il lavoro precedente, <strong>Berger</strong> continua di nuovo a riflettere sullo spirito e sull&#8217;animo umano, questa volta trattando il tema della dipendenza dal gioco e dell&#8217;avarizia in modo massimalista e sfoggiando un grande uso del technicolor. Forse meno intrigante di <a href="https://close-up.info/conclave-di-edward-berger/"><em><strong>Conclave</strong></em></a><em><strong> &#8211;</strong></em> e sicuramente il soggetto è più &#8220;frivolo&#8221; -, <strong><em>La ballata di un piccolo giocatore</em></strong> rimane un lavoro visivamente accattivante, frenetico nel ritmo e fortemente seducente, grazie soprattutto all&#8217;interpretazione del protagonista maschile. Come il regista ha raccontato al pubblico del <strong>Telluride Film Festival</strong>, si è trattato di una sorta di sua lettera d&#8217;amore all&#8217;attore <strong>Colin Farrell</strong>.</p>
<p>Tratto dall&#8217;omonimo romanzo dell&#8217;inglese <strong>Lawrence Osborne, </strong>veniamo a conoscere subito il protagonista Brendan Thomas Reilly alias Lord Doyle che è insieme un dandy, parcheggiato nella suite di un Hotel a cinque stelle di Macao, un truffatore poco avvertito e un giocatore d&#8217;azzardo con una serie di sconfitte alle spalle. Fin dall&#8217;inizio, i problemi finanziari del protagonista sono evidenti, poiché non riesce – in una scena quasi comica – a sfuggire al personale dell&#8217;Hotel, intenzionato a riscuotere il suo conto esorbitante, che chiaramente non può permettersi di pagare. Il direttore del lussuoso albergo gli concede tre giorni per saldare quanto deve. A parte il suicidio, che contempla di tanto in tanto, Doyle è sicuro di poter risolvere la sua situazione soltanto in un modo: ai tavoli di gioco del baccarà. Ma i suoi problemi sono molto più gravi di un conto d&#8217;albergo, e il film segue la sua progressiva spirale discendente verso l&#8217;abisso, tramite una fotografia colorata e a tratti psichedelica, perfettamente in linea con l&#8217;atmosfera sgargiante dei casinò di Macao.</p>
<p><img decoding="async" class="wpr_image_upload_img alignright" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/09/Ballad3-300x168.jpeg" /></p>
<p>L&#8217;uso di colori estremamente vivaci sullo schermo è uno degli aspetti più sorprendenti del film. La parte iniziale è una tavolozza di verde neon, rosso ciliegia, rosa e oro scintillante, che sottolinea tutto il contesto dove si svolge la storia: dagli interni degli hotel agli abiti appariscenti di Doyle, alle facciate dei casinò, alle sale da poker, fino alle fontane che sembrano danzare. Ogni scena successiva è, invece, un montaggio dai toni a contrasto, tra cui spicca una sequenza molto accattivante e riuscita dove la stessa tonalità brillante di rosso, incorniciata dal bagliore verde dei vicoli di Macao, collega il rossetto e il cappotto di seta della donna amata da Doyle, Dao Ming (<strong>Fala Chen</strong>),  con il sangue di una vittima del gioco d&#8217;azzardo e il taxi che li porta in salvo.</p>
<p>La storia è popolata da personaggi edonisti ben vestiti e da spregiudicati borderline, tutti resi in scena da eccellenti attori. <strong>Deanie Ip</strong> è, così, una matriarca del tavolo del baccarà,  decadente e facoltosa, mentre <strong>Alex Jennings </strong>un gaudente inglese dell&#8217;alta società e giocatore anche lui. <strong>Fala Chen</strong> interpreta, invece, una donna sensuale e predatoria, Dao Ming, prestatrice di denaro a disperati giocatori d&#8217;azzardo al verde, che inizialmente promette di essere un personaggio complesso fino a quando &#8211; indipendentemente dalla recitazione dell&#8217;attrice &#8211; non scivola in un ruolo più fantasioso e banale. In contrasto con queste figure pittoresche, <strong>Tilda Swinton</strong> entra in scena, con l&#8217;abbigliamento di una maestra di scuola e un accento britannico da classe operaia, nei panni di un&#8217;investigatrice privata, Cynthia Blithe, che dà la caccia a Doyle per le sue malefatte, dimostrando così una gamma recitativa praticamente infinita. Infine <strong>Colin Farrell </strong>&#8211; nonostante la reputazione da ragazzaccio scapigliato che si era guadagnato da giovane &#8211; già in passato aveva dimostrato più volte di avere un talento unico e raro, che qui riesce a mettere in piena mostra.</p>
<figure id="attachment_44930" aria-describedby="caption-attachment-44930" style="width: 344px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-44930 " src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/10/la-ballata-di-un-piccolo-giocatore-1-bis-300x169.jpg" alt="" width="344" height="194" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/10/la-ballata-di-un-piccolo-giocatore-1-bis-300x169.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/10/la-ballata-di-un-piccolo-giocatore-1-bis-768x432.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/10/la-ballata-di-un-piccolo-giocatore-1-bis.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 344px) 100vw, 344px" /><figcaption id="caption-attachment-44930" class="wp-caption-text"><strong>Colin Farrell</strong> e <strong>Fala Chen</strong></figcaption></figure>
<p>Nel complesso, dunque, <strong><em>La ballata di un piccolo giocatore </em></strong> è un film vivace e coinvolgente, ma la domanda che ci tormenta resta la seguente: che senso ha tutto quanto ci viene raccontato? Sebbene sia una favola morale, la messa in scena appariscente e surreale sembra distrarre lo spettatore dal messaggio che ci vorrebbe trasmettere. C&#8217;è farsa e umorismo, certo, ma non si tratta di una commedia vera e propria. A volte sembra destinato a essere una sorta di storia d&#8217;amore, ma nemmeno questo obiettivo viene poi raggiunto. Quanto ci resta, è il ritratto di un personaggio tragico, più elegante che profondo, avvincente ma poco simpatico, e sebbene l&#8217;opera di <strong>Edward Berger</strong> sia realizzata con stile e accuratezza, semplicemente non vola veramente in alto, non va mai oltre la somma aritmetica delle sue singole parti. Un peccato.</p>
<p><strong>Su Netflix dal 29 ottobre 2025.</strong></p>
<hr />
<p><strong><em>La ballata di un piccolo giocatore </em> (<em>Ballad of a Small Player</em></strong><strong>)– Regia:</strong> Edward Berger; <strong>sceneggiatura:</strong> Rowan Joffe, dall&#8217;omonimo romanzo di Lawrence Osborne; <strong>fotografia:</strong> James Friend; <strong>montaggio:</strong> Nick Emerson; <strong>musica:</strong> Volker Bertelmann; <strong>interpreti:</strong> Colin Farrell, Fala Chen, Tilda Swinton, Alex Jennings, Deanie Ip; <strong>produzione: </strong><span style="font-size: 16px;">Good Chaos, Nine Hours, Stigma Films</span>; <strong>origine</strong>: GB, 2025; <strong>durata:</strong> 101 minuti; <strong>distribuzione</strong>: Netflix.</p>
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		<title> Springsteen &#8211; Liberami dal nulla  di Scott Cooper</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter Miller]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 09:34:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top 5]]></category>
		<category><![CDATA[in sala]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Quando il soggetto di un film è un&#8217;icona del rock-n-roll che, probabilmente più di chiunque altro, simboleggia l&#8217;anima e la coscienza dell&#8217;America, specialmente in questo periodo di aspre divisioni, è&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftelluride-film-festival-29-agosto-1-settembre-2025-springsteen-liberami-dal-nulla-springsteen-deliver-me-from-nowhere-di-scott-cooper%2F&amp;linkname=%20Springsteen%20%E2%80%93%20Liberami%20dal%20nulla%20%20di%20Scott%20Cooper" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftelluride-film-festival-29-agosto-1-settembre-2025-springsteen-liberami-dal-nulla-springsteen-deliver-me-from-nowhere-di-scott-cooper%2F&amp;linkname=%20Springsteen%20%E2%80%93%20Liberami%20dal%20nulla%20%20di%20Scott%20Cooper" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftelluride-film-festival-29-agosto-1-settembre-2025-springsteen-liberami-dal-nulla-springsteen-deliver-me-from-nowhere-di-scott-cooper%2F&amp;linkname=%20Springsteen%20%E2%80%93%20Liberami%20dal%20nulla%20%20di%20Scott%20Cooper" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftelluride-film-festival-29-agosto-1-settembre-2025-springsteen-liberami-dal-nulla-springsteen-deliver-me-from-nowhere-di-scott-cooper%2F&amp;linkname=%20Springsteen%20%E2%80%93%20Liberami%20dal%20nulla%20%20di%20Scott%20Cooper" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftelluride-film-festival-29-agosto-1-settembre-2025-springsteen-liberami-dal-nulla-springsteen-deliver-me-from-nowhere-di-scott-cooper%2F&#038;title=%20Springsteen%20%E2%80%93%20Liberami%20dal%20nulla%20%20di%20Scott%20Cooper" data-a2a-url="https://close-up.info/telluride-film-festival-29-agosto-1-settembre-2025-springsteen-liberami-dal-nulla-springsteen-deliver-me-from-nowhere-di-scott-cooper/" data-a2a-title=" Springsteen – Liberami dal nulla  di Scott Cooper"></a></p><p><iframe loading="lazy" title="Springsteen: Liberami dal Nulla | Trailer Ufficiale" src="https://www.youtube.com/embed/_FBcKmy4zlM" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Quando il soggetto di un film è <strong>un&#8217;icona del rock-n-roll</strong> che, probabilmente più di chiunque altro, simboleggia l&#8217;anima e la coscienza dell&#8217;America, specialmente in questo periodo di aspre divisioni, è un po&#8217; ingiusto pretendere che un regista riesca a soddisfare le enormi aspettative del pubblico. <strong>Scott Cooper</strong> (<em><strong>Antlers &#8211; Spirito insaziabile</strong></em>, <a href="https://close-up.info/the-pale-blue-eye-i-delitti-di-west-point-di-scott-cooper/"><em><strong>The Pale Blue Eye &#8211; I delitti di West Point</strong></em></a>) merita un riconoscimento per aver semplicemente affrontato l&#8217;enorme sfida di tentare un film biografico su <strong>Bruce Springsteen</strong> (incarnato dall&#8217;attore <strong>Jeremy Allen White</strong>) e, in più, per aver realizzato comunque un buon film. Un&#8217;altra questione è, invece, se il film sia all&#8217;altezza del suo soggetto e, se sia all&#8217;altezza del momento politico in cui ci troviamo. Riguardo, però, a questo ultimo problema, verrebbe invece da dire, che <strong>Scott </strong> <strong>Cooper</strong> non sembra non essere stato all&#8217;altezza. Nonostante quasi due ore di lavoro di studio sul personaggio, <strong>Springsteen</strong>, come soggetto, sfugge ancora a chi ha realizzato qiuesto film. Forse perché prudentemente l&#8217;opera non si avventura nello spazio politico al di fuori delle riflessioni fatte dallo stesso cantante. Perciò, l&#8217;attenzione alle sue lotte personali e la sua rappresentazione come figura sempre solitaria, non riescono a cogliere il legame creato con legioni di ammiratori in America e in tutto il mondo, lasciandoci, alla fine, con la voglia di saperne molto di più. Ciononostante, il regista ha realizzato una storia avvincente e ha conferito al film un livello di integrità di cui &#8220;<strong>The Boss&#8221;</strong> potrebbe, forse, essere orgoglioso.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wpr_image_upload_img alignright" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/09/Bruce1-300x125.jpg" width="377" height="157" /></p>
<p>In <em><strong>Springsteen &#8211; Liberami dal nulla</strong></em>, presentato in anteprima mondiale allo scorso <strong>Telluride Film Festival</strong> (29 agosto &#8211; 1 settembre 2025), <strong>Cooper</strong> si concentra saggiamente su un solo anno della vita del musicista di  <strong>Long Branch</strong>, un periodo però cruciale nella sua carriera e nel suo percorso personale, come esplorato nel libro omonimo (trad. it.: <em>L</em><em><span style="font-size: 16px;">iberami dal nulla. Bruce Springsteen e Nebraska, </span></em>Jimenez Editore, 2024) di <strong>Warren Zanes</strong> anche co-sceneggiatore del film. Nel 1981, dopo aver completato il tour &#8220;The River&#8221; e aver raggiunto grande celebrità nel mondo della musica rock, il cantante tornò nel New Jersey meridionale per lavorare al suo album successivo, che divenne di fatto una forma di terapia per affrontare un periodo di grande depressione. <strong>Springsteen</strong> ha pubblicamente descritto se stesso come una persona che all&#8217;epoca aveva raggiunto e superato “un profondo limite personale” e, attraverso la scrittura delle sue canzoni, ha affrontato sia le conseguenze di un&#8217;infanzia travagliata, sia le questioni sulla propria identità e sul suo estremo dolore emotivo. Grazie a una serata passata a fare zapping in televisione, l&#8217;ispirazione per le sue canzoni è venuta da <em><strong>Badlands</strong></em> di <strong>Terrence Malick</strong> uscito nel 1973, che racconta la storia di un serial killer in fuga nel Nebraska. Nel giro di poche settimane, utilizzando un registratore a quattro piste nella sua camera da letto, ha creato il suo album più personale e significativo e cioè <strong><em>Nebraska</em></strong>.</p>
<p><strong>Cooper</strong> ricrea con un&#8217;atmosfera malinconica il processo introspettivo di <strong>Springsteen</strong>, ritiratosi in una casa solitaria nei boschi su un lago, dove il cantante si era rifugiato per lavorare durante l&#8217;inverno del 1981-82. Nonostante la trama ruoti attorno a un uomo che scrive in una stanza, la narrazione rimane avvincente grazie sia alle esibizioni rock in un locale della zona e in uno studio a New York, sia alle conversazioni incentrate sulla musica con il suo manager <strong>Jon Landau</strong> (<strong>Jeremy Strong</strong>) e alla nascente storia d&#8217;amore con la sorella di un amico di liceo (<strong>Odessa Young</strong>). Con alcuni flashback in bianco e nero, il film esplora e ci mostra la difficile infanzia del protagonista vessato dalla povertà economica della famiglia e da un padre violento (<strong>Stephen Graham</strong>). In particolare il suo rapporto con quest&#8217;ultimo è reso in modo molto efficace e ci aiuta nel catturare l&#8217;evoluzione emotiva presente nei temi delle canzoni di <strong>Springsteen</strong>: in primo piano la famiglia, i padri, la classe sociale, gli abusi, l&#8217;amore, il desiderio e il perdono.</p>
<p><img decoding="async" class="wpr_image_upload_img alignleft" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/09/Bruce4.jpg" /></p>
<p><strong>Jeremy Allen White </strong>ci da una performance tutto sommato convincente nei panni di <strong>The Boss</strong>, anche se rischia di essere etichettato come un interprete di artisti cupi, introversi, provenienti della classe operaia e tormentati. Nonostante mesi di studio sul personaggio, l&#8217;attore newyorkese sembrerebbe essere ancora sul set di <a href="https://close-up.info/the-bear-di-christopher-storer-e-joanna-calo-golden-globe-a-jeremy-allen-white-come-miglior-attore-in-una-serie-commedia/"><strong><em>The Bear</em></strong></a> e aver scambiato i suoi coltelli da chef con la chitarra di una rockstar: Carmy e The Boss appaiono fatti della stessa pasta. Tuttavia, <strong>White</strong> dimostra, però, anche la sua versatilità interpretando alla perfezione il carisma madido di sudore di <strong>Springsteen</strong> sul palco e la voce graffiante in <em><strong>Born to Run</strong></em> o altri classici: di gran lunga le scene più riuscite del film. <strong>Scott </strong><strong>Cooper</strong> ha raccontato agli spettatori del Festival di <strong>Telluride</strong> che, dopo aver ascoltato la colonna sonora, il vero <strong>Springsteen</strong> avrebbe affermato che in alcuni momenti non sapeva se fosse stato <strong>White</strong> o lui stesso a cantare&#8230;</p>
<p>Concludiamo con una notazione che ci sembra importante. Ad un certo punto del film, <strong>Landau</strong>, in qualità di manager, ci spiega come l&#8217;album <strong><em>Nebraska</em></strong> sia stato un modo per <strong>Springsteen</strong> non solo di rimettersi in sesto ma, come rassicura ad un dirigente ansioso, anche di “rimettere in sesto l&#8217;America”. Non è un caso che questa frase si appropriata tanto all&#8217;America degli anni &#8217;80 quanto a quella di oggi, del 2025. Tuttavia, il messaggio non riesce a rassicurarci né ad ispirare un vero stimolo al  cambiamento. Il<strong> The Boss</strong> descritto in questo film sembra troppo introverso e radicato in un&#8217;altra epoca per riuscire a raddrizzare la rotta dell&#8217;America attuale. Forse per realizzare un vero cambio di marcia, non abbiamo bisogno di uno solo, ma di un&#8217;intera nuova generazione di persone come <strong>Bruce Springsteen</strong>.<br />
Sebbene questo film possa non essere soddisfacente come vorremmo o, per alcuni di noi, come avrebbe dovuto essere, è chiaramente un lavoro fatto con amore  dato che va ad esplorare temi particolarmente importanti e cruciali, come ad esempio: l&#8217;integrità di un artista e il suo processo creativo, oppure il superamento dei traumi personali e il miglioramento che ne deriva, fosse anche solo il tentativo sincero di dare qualcosa di valore a questo mondo oppure la semplice ricerca di essere e diventare una persona migliore. Per quanto imperfetto, <em><strong>Springsteen &#8211; Liberami dal nulla</strong></em> riesce a trasmetterci quel tipo di autenticità in una figura di cui avremmo ardentemente bisogno in questo difficile, drammatico momento storico.</p>
<p><strong>In sala dal 23 ottobre 2025</strong>.</p>
<hr />
<p><strong><em>Springsteen &#8211; Liberami dal nulla </em>(<em>Springsteen: Deliver Me from Nowhere</em>)</strong> – <strong>Regia:</strong> Scott Cooper; <strong>s</strong><strong>ceneggiatura:</strong> Scott Cooper, Warren Zanes; <strong>f</strong><strong>otografia:</strong> Masanobu Takayanagi; <strong>m</strong><strong>ontaggio:</strong> Pamela Martin; <strong>m</strong><strong>usica:</strong> Jeremiah Fraites; <strong>interpreti:</strong> Jeremy Allen White, Jeremy Strong, Odessa Young, Stephen Graham, Gaby Hoffmann; <strong>produzione:</strong> Gotham Group, Night Exterior, Bluegrass 7; <strong>origine:</strong> Stati Uniti, 2025; <strong>durata</strong>: 112 minuti; <strong>distribuzione</strong>: Walt Disney Studios Motion Pictures.</p>
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		<title>Telluride Film Festival (29 agosto &#8211; 1 settembre 2025):  Tuner di Daniel Roher</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter Miller]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Sep 2025 09:29:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Anticipazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel suo lungometraggio d’esordio, Daniel Roher, il regista premio Oscar per il documentario Navalny, ha realizzato una fiction elegante, intelligente e divertente su un accordatore di pianoforti dal talento raro.&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftelluride-film-festival-29-agosto-1-settembre-2025-tuner-di-daniel-roher%2F&amp;linkname=Telluride%20Film%20Festival%20%2829%20agosto%20%E2%80%93%201%20settembre%202025%29%3A%20%20Tuner%20di%20Daniel%20Roher" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftelluride-film-festival-29-agosto-1-settembre-2025-tuner-di-daniel-roher%2F&amp;linkname=Telluride%20Film%20Festival%20%2829%20agosto%20%E2%80%93%201%20settembre%202025%29%3A%20%20Tuner%20di%20Daniel%20Roher" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftelluride-film-festival-29-agosto-1-settembre-2025-tuner-di-daniel-roher%2F&amp;linkname=Telluride%20Film%20Festival%20%2829%20agosto%20%E2%80%93%201%20settembre%202025%29%3A%20%20Tuner%20di%20Daniel%20Roher" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftelluride-film-festival-29-agosto-1-settembre-2025-tuner-di-daniel-roher%2F&amp;linkname=Telluride%20Film%20Festival%20%2829%20agosto%20%E2%80%93%201%20settembre%202025%29%3A%20%20Tuner%20di%20Daniel%20Roher" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftelluride-film-festival-29-agosto-1-settembre-2025-tuner-di-daniel-roher%2F&#038;title=Telluride%20Film%20Festival%20%2829%20agosto%20%E2%80%93%201%20settembre%202025%29%3A%20%20Tuner%20di%20Daniel%20Roher" data-a2a-url="https://close-up.info/telluride-film-festival-29-agosto-1-settembre-2025-tuner-di-daniel-roher/" data-a2a-title="Telluride Film Festival (29 agosto – 1 settembre 2025):  Tuner di Daniel Roher"></a></p><figure id="attachment_43482" aria-describedby="caption-attachment-43482" style="width: 215px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-43482 " src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/09/Daniel-Rohrer-198x300.jpg" alt="" width="215" height="326" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/09/Daniel-Rohrer-198x300.jpg 198w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/09/Daniel-Rohrer-675x1024.jpg 675w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/09/Daniel-Rohrer.jpg 720w" sizes="auto, (max-width: 215px) 100vw, 215px" /><figcaption id="caption-attachment-43482" class="wp-caption-text">Il regista <strong>Daniel Roher</strong></figcaption></figure>
<p><span style="font-size: 18px;">Nel suo lungometraggio d’esordio, <strong>Daniel Roher</strong>, il regista premio Oscar per il documentario <strong><em><a href="https://close-up.info/navalny-di-daniel-roher/">Navalny</a>,</em></strong> ha realizzato una fiction elegante, intelligente e divertente su un accordatore di pianoforti dal talento raro. <strong><em>Tuner</em></strong> è, al tempo stesso, un thriller poliziesco, una commedia romantica e un dramma. Per un po&#8217; di tempo, la miscela di generi funziona bene, mantenendo la storia intrigante, leggera e dal ritmo serrato, ma a partire dalla seconda metà, fatica non poco a trovare la nota giusta. Ciò, nonostante un cast di attori eccellenti, una colonna sonora straordinaria e una trama ricca di colpi di scena lo rendono un film notevolmente interessante e pongono <strong>Roher</strong> nella lista dei registi da tenere d&#8217;occhio in futuro anche per la fiction.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La storia segue un giovane accordatore di pianoforti, ex prodigio musicale, di nome Niki (<strong>Leo Woodall</strong>) che soffre di iperacusia, un disturbo dell&#8217;udito che rende i suoni normali intollerabilmente forti. Dotato di un orecchio &#8216;assoluto&#8217;, ha iniziato a guadagnarsi la vita accordando pianoforti, alle dipendenze del sempre più sordo Harry Horowitz (<strong>Dustin Hoffman</strong>), che funge anche da padre putativo. I due formano una bella coppia, che si occupa di pianoforti fantastici e in gran parte inutilizzati, appartenenti a ricchi newyorkesi, questi ultimi ritratti con grande precisione non scevra da sarcasmo. Per puro caso &#8211; improbabile, ma almeno presentato in modo abbastanza credibile &#8211; Niki scopre che la sua condizione uditiva lo rende adatto a scassinare casseforti, un talento notato e apprezzato da un gruppo di criminali (guidati da un affascinante e subdolo <strong>Lior Raz</strong>) che stanno giusto rapinando una casa mentre lui sta accordando il pianoforte. A causa di un&#8217;improvvisa crisi finanziaria dovuta a spese impreviste, il ragazzo, si ritrova a vendere i suoi servizi di scassinatore al  gruppo di  cui sopra, in cambio di denaro extra e di bottini occasionali. Nello stesso tempo, Harry favorisce una storia d&#8217;amore tra Niki e la talentuosa studentessa di musica Ruthie (<strong>Havana Rose Liu</strong>) dopo un incontro romantico fra i due al pianoforte. Alla base della trama di <em><strong>Tuner</strong></em> c&#8217;è quindi la lotta di Niki contro la sua malattia e il fatto che non potrà mai diventare il virtuoso concertista che avrebbe voluto e potuto essere.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Come si accennava, per gran parte del film, la trama che si basa su un intreccio tra rapine, storia d&#8217;amore e il tema del genio che lotta per la normalità – potremmo definirlo una sorta di <em><strong>Will Hunting &#8211; Genio ribelle</strong></em> – procede con ritmo spedito e accattivante. I tre elementi si rafforzano a vicenda con leggerezza e suspense, accompagnati da una fantastica colonna sonora composta dal compositore <strong>Marius de Vries </strong>(autore della musica di <em><strong>Moulin Rouge!</strong></em> e del più recente <a href="https://close-up.info/the-end-di-joshua-oppenheimer/"><strong><em>The End</em></strong></a>). Tuttavia, quando si arriva al finale, <strong>Roher</strong> sembra incerto se orientarsi verso il lato oscuro e violento della storia, quello sdolcinato e frivolo o invece quello intellettualmente serio, e così va in tutte e tre le direzioni in modo piuttosto disordinato. Inoltre, gli improbabili colpi di scena finali ne mettono a dura prova la credulità, minando la godibilità raggiunta fin a quel momento dal thriller.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il regista ha comunque selezionato e utilizzato un cast stellare: <strong>Leo </strong><strong>Woodall</strong> porta avanti il film in modo sobrio, l&#8217;anziano newyorkese interpretato da un ottimo <strong>Dustin Hoffman</strong> brilla (come altro non potrebbe essere!)  con le sue battute e quasi illumina lo schermo, mentre il teppista, interpretato da <strong>Lior Raz</strong>, è spaventosamente credibile nel suo ruolo mefistofelico. <strong>Jean Reno</strong>, il sobrio duro degli anni &#8217;80 e &#8217;90, è divertente e affettato nel ruolo di un celebre compositore. L&#8217; unico difetto del casting, probabilmente, sta nel fatto che entrambi i protagonisti, sia <strong>Woodall</strong>, sia la sua partner <strong>Havana Rose Liu</strong>, siano troppo attraenti per sembrare dei prodigi musicali, e per giunta dal cuore gentile &#8211;  così riesce difficile prendere sul serio le loro sfide personali, per quanto continuiamo a tifare per loro finché ne seguiamo le vicende sullo schermo. Dunque in conclusione: pur lontano dalla perfezione, l&#8217;esordio nel cinema di fiction di <strong>Daniel Roher</strong> ne dimostra chiaramente, come si diceva, il talento e l&#8217;abilità registica.</span></p>
<hr />
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>Tuner</em></strong> – <strong>regia</strong>: Daniel Roher; <strong>sceneggiatura:</strong> Robert Ramsey, Daniel Roher; <strong>fotografia: </strong>Lowell Meyer; <strong>montaggio</strong>: Greg O&#8217;Bryant; <strong>musica:</strong> Will Bates; <strong>interpreti:</strong> Leo Woodall, Dustin Hoffman, Havana Rose Liu, Lior Raz, Tovah Feldshuh, Jean Reno; <strong>produzione: </strong>Black Bear and Elevation Pictures; <strong>origine: </strong>United States, Canada; <strong>durata: </strong>107 minuti.</span></p>
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		<title>Telluride Film Festival (29 agosto &#8211; 1 settembre 2025):  Ballad of a Small Player  di Edward Berger</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter Miller]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 19:06:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News & Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Anticipazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
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					<description><![CDATA[﻿ Solo ad un anno di distanza dalla Prima del film vincitore dell&#8217;Oscar Conclave al Telluride Film Festival, il regista tedesco-austriaco-svizzero Edward Berger è tornato nell&#8217;enclave montana del Colorado, in&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftelluride-film-festival-29-agosto-1-settembre-2025-ballad-of-a-small-player-di-edward-berger%2F&amp;linkname=Telluride%20Film%20Festival%20%2829%20agosto%20%E2%80%93%201%20settembre%202025%29%3A%20%20Ballad%20of%20a%20Small%20Player%20%20di%20Edward%20Berger" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftelluride-film-festival-29-agosto-1-settembre-2025-ballad-of-a-small-player-di-edward-berger%2F&amp;linkname=Telluride%20Film%20Festival%20%2829%20agosto%20%E2%80%93%201%20settembre%202025%29%3A%20%20Ballad%20of%20a%20Small%20Player%20%20di%20Edward%20Berger" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftelluride-film-festival-29-agosto-1-settembre-2025-ballad-of-a-small-player-di-edward-berger%2F&amp;linkname=Telluride%20Film%20Festival%20%2829%20agosto%20%E2%80%93%201%20settembre%202025%29%3A%20%20Ballad%20of%20a%20Small%20Player%20%20di%20Edward%20Berger" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftelluride-film-festival-29-agosto-1-settembre-2025-ballad-of-a-small-player-di-edward-berger%2F&amp;linkname=Telluride%20Film%20Festival%20%2829%20agosto%20%E2%80%93%201%20settembre%202025%29%3A%20%20Ballad%20of%20a%20Small%20Player%20%20di%20Edward%20Berger" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ftelluride-film-festival-29-agosto-1-settembre-2025-ballad-of-a-small-player-di-edward-berger%2F&#038;title=Telluride%20Film%20Festival%20%2829%20agosto%20%E2%80%93%201%20settembre%202025%29%3A%20%20Ballad%20of%20a%20Small%20Player%20%20di%20Edward%20Berger" data-a2a-url="https://close-up.info/telluride-film-festival-29-agosto-1-settembre-2025-ballad-of-a-small-player-di-edward-berger/" data-a2a-title="Telluride Film Festival (29 agosto – 1 settembre 2025):  Ballad of a Small Player  di Edward Berger"></a></p><p><iframe loading="lazy" title="Ballad of a Small Player | Official Teaser | Netflix" src="https://www.youtube.com/embed/HVuAfgSLFI4" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"><span style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" data-mce-type="bookmark" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe><br />
Solo ad un anno di distanza dalla Prima del film vincitore dell&#8217;Oscar <a href="https://close-up.info/conclave-di-edward-berger/"><em><strong>Conclave</strong></em></a> al <strong>Telluride Film Festival</strong>, il regista tedesco-austriaco-svizzero <strong>Edward Berger</strong> è tornato nell&#8217;enclave montana del Colorado, in una della manifestazioni più glamour del panorama festivaliero statunitense, con un altro film sulla salvezza e la dannazione. Tuttavia, questo <em><strong>Ballad of a Small Player</strong></em> è ben lontano dalla riflessione sulla politica cattolica fra la Cappella Sistina e la caffetteria del Vaticano, essendo ambientato tra i casinò di Macao, con il carismatico <strong>Colin Farrell</strong> nei panni di Lord Doyle, un aspirante giocatore d&#8217;azzardo in gravi difficoltà economiche. Sebbene lo stile bombastico di <em><strong>Ballad of a Small Player </strong></em>contrasti con il suo lavoro precedente, <strong>Berger</strong> torna nuovamente a riflettere sullo spirito e sull&#8217;animo umano, questa volta trattando il tema della dipendenza dal gioco e dell&#8217;avarizia in modo massimalista e sfoggiando un grande uso del technicolor. Sebbene forse meno intrigante di <a href="https://close-up.info/conclave-di-edward-berger/"><em><strong>Conclave</strong></em></a><em><strong> &#8211;</strong></em> e sicuramente il soggetto è meno &#8220;serio&#8221; &#8211; questa nuova opera rimane visivamente accattivante, frenetica nel ritmo e fortemente seducente, grazie soprattutto all&#8217;interpretazione del protagonista maschile. Come il regista ha detto al pubblico del Festival di <strong>Telluride</strong>, si tratta di una lettera d&#8217;amore all&#8217;attore <strong>Colin Farrell</strong>.</p>
<p>Lord Doyle è un dandy, esiliato in una suite di un Hotel a cinque stelle di Macao e un giocatore d&#8217;azzardo con una serie di sconfitte alle spalle. Fin dall&#8217;inizio, i problemi finanziari del protagonista sono evidenti, poiché non riesce – in una scena particolarmente comica – a sfuggire al personale dell&#8217;Hotel, intenzionato a riscuotere il suo conto esorbitante, che chiaramente non può permettersi di pagare. Il direttore del lussuoso albergo gli concede tre giorni per saldare quanto deve. A parte il suicidio, che contempla di tanto in tanto, Doyle è sicuro di poter risolvere la sua situazione soltanto in un modo: ai tavoli di gioco del baccarà. Ma i suoi problemi sono molto più gravi di un conto d&#8217;albergo, e il film segue la sua progressiva spirale discendente verso l&#8217;abisso, tramite una fotografia colorata e a tratti psichedelica, perfettamente in linea con l&#8217;atmosfera sgargiante dei casinò di Macao.</p>
<p><img decoding="async" class="wpr_image_upload_img alignright" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/09/Ballad3-300x168.jpeg" /></p>
<p>L&#8217;uso di colori estremamente vivaci sullo schermo è uno degli aspetti più sorprendenti del film. La parte iniziale è una tavolozza di verde neon, rosso ciliegia, rosa e oro scintillante, che sottolinea tutto il contesto dove si svolge la storia: dagli interni degli hotel di Macao agli abiti appariscenti di Doyle, alle facciate dei casinò, alle sale da poker, fino alle fontane che sembrano danzare. Ogni scena successiva è, invece, un montaggio dai toni a contrasto, con una sequenza molto accattivante in cui la stessa tonalità brillante di rosso, incorniciata dal bagliore verde dei vicoli di Macao, collega il rossetto e il cappotto di seta della donna amata da Doyle, la subdola Dao Ming (<strong>Fala Chen</strong>),  con il sangue di una vittima del gioco d&#8217;azzardo e il taxi che li porta in salvo.</p>
<p>La storia è popolata da personaggi edonisti ben vestiti e da dei malviventi, tutti interpretati da eccellenti attori. <strong>Deanie Ip</strong> è, allora, una matriarca decadente e facoltosa del tavolo del baccarà mentre <strong>Alex Jennings </strong>un viscido gaudente inglese dell&#8217;alta società. E <strong>Fala Chen</strong> interpreta una donna sensuale e predatoria, Dao Ming, prestatrice di denaro a disperati giocatori d&#8217;azzardo al verde, che inizialmente promette di essere un personaggio complesso fino a quando &#8211; indipendentemente dalla recitazione dell&#8217;attrice &#8211; non scivola in un ruolo fantasioso e banale. In contrasto con queste figure molto pittoresche, <strong>Tilda Swinton</strong> entra in scena, con un abbigliamento da maestra di scuola e un accento britannico da classe operaia, nei panni di un&#8217;investigatrice privata che dà la caccia a Doyle, dimostrando così la sua gamma recitativa praticamente infinita. Infine <strong>Colin Farrell </strong>&#8211; nonostante la reputazione da ragazzaccio che si è guadagnato da giovane &#8211; già in passato aveva dimostrato più volte di avere un talento unico e raro, che qui riesce a mettere in piena mostra.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wpr_image_upload_img alignleft" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/09/Ballad2-300x150.jpg" width="318" height="159" /></p>
<p>Nel complesso, dunque, <em><strong>Ballad of a Small Player</strong></em> è un film vivace e coinvolgente, ma la domanda che ci tormenta resta: che senso ha il tutto? Sebbene sia una favola morale, la messa in scena appariscente e surreale sembra distrarre dal messaggio che ci vorrebbe trasmettere. C&#8217;è farsa e umorismo, certo, ma non si tratta proprio di una commedia vera e propria. A volte sembra destinato a essere una sorta di storia d&#8217;amore, ma nemmeno questo obiettivo viene poi raggiunto. Quel che resta, è il ritratto di un personaggio tragico, più elegante che profondo, avvincente ma poco simpatico, e sebbene l&#8217;opera sia realizzata con stile e accuratezza, semplicemente non vola veramente, non va mai oltre la somma aritmetica delle sue parti.</p>
<p><strong>Il film uscirà su Netflix.</strong></p>
<hr />
<p><strong><em>Ballad of a Small Player</em></strong><strong> – Regia:</strong> Edward Berger; <strong>sceneggiatura:</strong> Rowan Joffe, dal romanzo di Lawrence Osborne; <strong>fotografia:</strong> James Friend; <strong>montaggio:</strong> Nick Emerson; <strong>musica:</strong> Volker Bertelmann; <strong>interpreti:</strong> Colin Farrell, Fala Chen, Tilda Swinton, Alex Jennings, Deanie Ip; <strong>produzione: </strong><span style="font-size: 16px;">Good Chaos, Nine Hours, Stigma Films</span>; <strong>origine</strong>: GB, 2025; <strong>durata:</strong> 101 minuti; <strong>distribuzione</strong>: Netflix.</p>
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		<title>Festival di Cannes (13 maggio &#8211; 24 maggio 2025):  Les Filles Désir  di Prïncia Car (Quinzaine des Réalisateurs)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Walter Miller]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 May 2025 20:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel suo primo lungometraggio, Les Filles Désir (Le ragazze che vogliamo), Prïncia Car racconta una storia potente e piena di emozioni su un gruppo di amiche/i in un quartiere povero&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ffestival-di-cannes-13-maggio-24-maggio-2025-les-filles-desir-di-princia-car-quinzaine-des-realisateurs%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2813%20maggio%20%E2%80%93%2024%20maggio%202025%29%3A%20%20Les%20Filles%20D%C3%A9sir%20%20di%20Pr%C3%AFncia%20Car%20%28Quinzaine%20des%20R%C3%A9alisateurs%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ffestival-di-cannes-13-maggio-24-maggio-2025-les-filles-desir-di-princia-car-quinzaine-des-realisateurs%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2813%20maggio%20%E2%80%93%2024%20maggio%202025%29%3A%20%20Les%20Filles%20D%C3%A9sir%20%20di%20Pr%C3%AFncia%20Car%20%28Quinzaine%20des%20R%C3%A9alisateurs%29" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ffestival-di-cannes-13-maggio-24-maggio-2025-les-filles-desir-di-princia-car-quinzaine-des-realisateurs%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2813%20maggio%20%E2%80%93%2024%20maggio%202025%29%3A%20%20Les%20Filles%20D%C3%A9sir%20%20di%20Pr%C3%AFncia%20Car%20%28Quinzaine%20des%20R%C3%A9alisateurs%29" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ffestival-di-cannes-13-maggio-24-maggio-2025-les-filles-desir-di-princia-car-quinzaine-des-realisateurs%2F&amp;linkname=Festival%20di%20Cannes%20%2813%20maggio%20%E2%80%93%2024%20maggio%202025%29%3A%20%20Les%20Filles%20D%C3%A9sir%20%20di%20Pr%C3%AFncia%20Car%20%28Quinzaine%20des%20R%C3%A9alisateurs%29" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Ffestival-di-cannes-13-maggio-24-maggio-2025-les-filles-desir-di-princia-car-quinzaine-des-realisateurs%2F&#038;title=Festival%20di%20Cannes%20%2813%20maggio%20%E2%80%93%2024%20maggio%202025%29%3A%20%20Les%20Filles%20D%C3%A9sir%20%20di%20Pr%C3%AFncia%20Car%20%28Quinzaine%20des%20R%C3%A9alisateurs%29" data-a2a-url="https://close-up.info/festival-di-cannes-13-maggio-24-maggio-2025-les-filles-desir-di-princia-car-quinzaine-des-realisateurs/" data-a2a-title="Festival di Cannes (13 maggio – 24 maggio 2025):  Les Filles Désir  di Prïncia Car (Quinzaine des Réalisateurs)"></a></p><p><span style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-39966 alignleft" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/05/Locandina-Les-Filles-Desir-300x225.jpg" alt="" width="319" height="239" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/05/Locandina-Les-Filles-Desir-300x225.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/05/Locandina-Les-Filles-Desir-768x576.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/05/Locandina-Les-Filles-Desir-136x102.jpg 136w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2025/05/Locandina-Les-Filles-Desir.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 319px) 100vw, 319px" />Nel suo primo lungometraggio, <em><strong>Les Filles Désir</strong> </em>(<em>Le ragazze che vogliamo</em>), <strong>Prïncia Car</strong> racconta una storia potente e piena di emozioni su un gruppo di amiche/i in un quartiere povero di Marsiglia che affrontano l&#8217;età adulta. Il film ha debuttato alla <strong>Quinzaine des Réalisateurs</strong>, la selezione non competitiva e indipendente del Festival di Cannes che propende verso lavori più sperimentali, e<strong> Car</strong> ci rassicura che il talento brilla ancora nel cinema non tradizionale e a basso budget. Scritta dall&#8217;autrice con <strong>Léna Mardi</strong>, la sceneggiatura si è avvalsa anche dell&#8217;improvvisazione sul set e del contributo degli attori, molti dei quali avevano già lavorato con la regista  nel suo cortometraggio <strong><em>Barcelona</em></strong> (2018), conferendo al film un&#8217;energia straordinariamente naturale ed esplosiva.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La storia ruota attorno a un centro per l&#8217;infanzia che i personaggi principali  avevano frequentato da giovani durante le loro estati e dove molti ora sono diventati educatori e gestiscono attività per i bambini più piccoli. È un lavoro dignitoso, considerando la scarsità di altri impieghi in loco, sebbene nel corso del film si menzioni l&#8217;opportunità di servire ai tavoli in un bar nelle vicinanze o addirittura di prostituirsi. </span>Le lunghe e soleggiate giornate del Sud della Francia fanno da sfondo ad una comunità vivace, che nasconde però un mondo limitato, violento e opprimente alla periferia di Marsiglia. A vent&#8217;anni, Omar (<strong>Housam Mohamed</strong>) è stato appena nominato direttore del centro per l&#8217;infanzia e, con un&#8217;adorabile, ingenua fiducia che la vita gli stia spianando davanti, è determinato a sposare la sua ragazza, la diciassettenne Yasmine (<strong>Leïa Haïchour</strong>). Mentre il lavoro di Omar crea nuove dinamiche di potere e persino un po&#8217; di malcontento tra i suoi amici, per lo più giovani, l&#8217;estate è appena iniziata e il gruppo è di buon umore e con un sacco di tempo libero, almeno fino all&#8217;arrivo di Carmen (<strong>Lou Anna Hamon</strong>). Quest’ultima, che già dal nome preannuncia un atteggiamento, un bagaglio di esperienze e un&#8217;energia sessuale non comuni, torna nella sua città dopo aver lasciato casa sette anni prima e aver lavorato come prostituta. Inevitabilmente arriva a sconvolgere l&#8217;equilibrio del gruppo e crea numerosi conflitti che il film cerca di risolvere nell&#8217;arco di un&#8217;ora e mezza.</p>
<p>I protagonisti del film mostrano una visione rozzamente binaria delle donne: brave ragazze come Yasmine da una parte, e le Carmen dall&#8217;altra. Per quanto retrogradi e purtroppo familiari possano essere questi atteggiamenti, la storia risulta comunque fresca e attuale. Le idee preconcette che queste figure hanno su uomini e donne alla fine si scontrano con la realtà, e Omar, Yasmine e Carmen faticano ad adattarsi o a sfuggire ai ruoli che credono gli siano stati assegnati. I loro sforzi per definire se stessi, per soddisfare o sfidare le aspettative, finiscono per mettere alla prova tutte le loro relazioni. <strong>Car</strong> e il suo cast riescono a ritrarre i personaggi in maniera credibile e comprensibile per lo spettatore: sono giovani imperfetti, divertenti, ambiziosi e impressionabili che cercano di farsi strada in un mondo difficile, tanto brutale, quanto a volte affascinante. Commettono errori, ne sopportano le conseguenze, anche se in modo diverso, e a volte imparano persino dall&#8217;esperienza vissuta.</p>
<p>La regista francese sviluppa la sua storia con un bel ritmo e, sebbene i suoi personaggi possono sembrare inizialmente prevedibili, riesce a sorprendere il pubblico più volte, non tanto con degli eventi inaspettati quanto per le emozioni e le interazioni credibili nate tra le figure descritte. La narrazione è incentrata sui dialoghi e gli attori sono impeccabili sia nelle scene più intense che in quelle comiche. Caratterizzato da long take, <strong><em>Les Filles Désir</em></strong> offre al pubblico un&#8217;intima familiarità con il povero quartiere di Marsiglia – si tratti dunque di un il film dall’ atmosfera ruvida e inquieta, ciò nonostante, ogni inquadratura irradia bellezza.</p>
<p>Se per molti versi, si affronti un territorio già ampiamente sperimentato ed arato, tuttavia <span style="font-weight: 400;"><strong>Prïncia Car</strong></span> riesce anche a rivisitare in modo originale aspetti scomodi della società, mostrandoli sotto una prospettiva abbastanza nuova. Come il quartiere in cui è ambientato, quest’opera-prima non si abbandona ad una tipologia di narrazione patinata ma vuole descrivere l&#8217;affascinante e frustrante tema della natura umana, senza alcun abbellimento. Ogni tanto vale la pena seguire un film che, come in questo caso, si affida ai fondamentali principi di una buona narrazione e di una recitazione avvincente.</p>
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<p><strong><i>Les Filles Désir</i></strong><span style="font-weight: 400;"> (<strong><em>The Girls We Want</em></strong>)– </span><b>Regia:</b><span style="font-weight: 400;"> Prïncia Car; </span><b>sceneggiatura:</b><span style="font-weight: 400;"> Prïncia Car e Léna Mardi; </span><b>fotografia:</b><span style="font-weight: 400;"> Raphaël Vandenbussche; </span><b>montaggio:</b><span style="font-weight: 400;"> Flora Volpelière; </span><b>musica:</b><span style="font-weight: 400;"> Damien Bonnel e Kahina Ouali; <strong>interpreti</strong>: </span><span style="font-weight: 400;">Housam Mohamed (Omar), Leïa Haïchour (Yasmine), Lou Anna Hamon (Carmen), Kader Benchoudar (Tahar), Mortadha Hasni (Ismaël), Achraf Jamai (Ali), Nawed Selassie Said (Momo); </span><b>produzione: </b>After Hours Production<span style="font-weight: 400;">; </span><b>origine:</b><span style="font-weight: 400;"> Francia, 2025; </span><b>durata:</b><span style="font-weight: 400;"> 93 minuti.</span></p>
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<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
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