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	<title>Batman &#8211; Close-up</title>
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	<description>Storie della visione</description>
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		<title>Supergirl di Craig Gillespie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Mastandrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 23:35:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Supergirl. Voto **(*) &#8211; Conscio delle difficoltà dell&#8217;impresa, Graig Gillespie e la sceneggiatrice Ana Nogueir provano a umanizzare la protagonista il più possibile ma forse anche troppo.  Per la vita&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fsupergirl-di-craig-gillespie%2F&amp;linkname=Supergirl%20di%20Craig%20Gillespie" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fsupergirl-di-craig-gillespie%2F&amp;linkname=Supergirl%20di%20Craig%20Gillespie" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fsupergirl-di-craig-gillespie%2F&amp;linkname=Supergirl%20di%20Craig%20Gillespie" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fsupergirl-di-craig-gillespie%2F&amp;linkname=Supergirl%20di%20Craig%20Gillespie" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fsupergirl-di-craig-gillespie%2F&#038;title=Supergirl%20di%20Craig%20Gillespie" data-a2a-url="https://close-up.info/supergirl-di-craig-gillespie/" data-a2a-title="Supergirl di Craig Gillespie"></a></p><p><strong><em>Supergirl. </em>Voto **(*) &#8211; Conscio delle difficoltà dell&#8217;impresa, <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Craig_Gillespie" target="_blank" rel="noopener">Graig </a></strong><strong>Gillespie e la sceneggiatrice Ana Nogueir provano a umanizzare la protagonista il più possibile ma forse anche troppo. </strong></p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/UZR5_Qlb7kA?si=Xqb6Rn3mLqy3-fw1" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Per la vita editoriale di <strong>Superman</strong>, gli anni ’50  segnano un punto di svolta cruciale. Sono questi gli anni in cui i creatori del personaggio, <strong>Jerry  Siegel</strong> e <strong>Joe Shuster</strong> vengono lentamente relegati al ruolo di meri esecutori di storie, sino a essere definitivamente estromessi dall’intero ciclo produttivo (dando il via a una causa legale, contro l’editore, che si sarebbe protratta per decenni, vedendoli uscire, in buona sostanza, sconfitti). L’anno di svolta è il 1947, quando <strong>Mort Weisinger</strong>, editor che dopo essersi fatto le ossa con le popolarissime riviste pulp, assunse il pieno controllo della direzione narrativa da dare a <strong>Superman</strong> e <strong>Batman.</strong></p>
<p>Il lavoro di <strong>Weisinger</strong>, al netto dei rapporti burrascosi con <strong>Siegel</strong> e <strong>Shuster</strong>, fu però fondamentale per il personaggio. A lui si deve, ad esempio, la cristallizzazione di alcuni elementi tuttora fondanti nella mitologia supermaniana (la spiegazione pseudoscientifica dei <strong>poteri dei figli di Kripton</strong> legata alle radiazioni del sole giallo, tra le altre, è sua), ma anche la creazione di tutta una serie di comprimari  tra cui il cane<strong> Kripto</strong> e, appunto, <strong>Supergirl</strong>. Apparsa per la prima volta nel maggio del 1959 su <strong>Action Comics</strong> 252, albo intitolato <em>The Supergirl of Kripton</em> ad opera di <strong>Otto Binder</strong> e <strong>Al Plastino</strong>, <strong>Kara zor-El</strong>, con alterne fortune, divenne un comprimario fisso all’interno del comic book, per trovare prematura morte nella celeberrima saga<em> Crisis of infinite Earths</em>. Molte sono state le sue incarnazioni nel corso degli anni, la più famosa delle quali, in anni relativamente recenti, è probabilmente quella della lunga serie regolare scritta dal compianto sceneggiatore <strong>Peter David</strong>, che però presentava le avventure di una eroina che non era Kara Zor-El.  È del 2021, invece, la miniserie scritta dallo sceneggiatore <strong>Tom King</strong>  (tra gli autori più in vista dell’ultimo decennio) da cuitrae ispirazione l’attuale pellicola <em><strong>Supergirl</strong> </em>diretta dal regista australiano-americano.</p>
<p>Lasciatasi alle spalle un pianeta terra di recente salvato dall’arcinoto cugino Kal (<strong>David Corenswet</strong>), la protagonista Kara Zor-El (<strong>Milly Alcock</strong>) vaga senza una meta precisa per lo spazio, in compagnia dell’inseparabile Kripto, a bordo della sua astronave-camper. Intenta a festeggiare la settimana del suo ventitreesimo compleanno, Kara ama frequentare le bettole più malfamate dei sistemi solari illuminate da un sole rosso. I particolari raggi di questo genere di stelle, infatti, hanno sulla donna un effetto depotenziante che le toglie parte della sua invulnerabilità, rendendola sensibile all’alcool. Tra una sbornia colossale e l’altra, Kara si imbatte nella piccola  Ruthye Marye Knoll (<strong>Eve Ridley</strong>) che ha visto la sua famiglia trucidata per mano di Krem delle Colline Gialle (<strong>Matthias Schoenaerts</strong>), di cui vuole vendicarsi.</p>
<p>Inizialmente riluttante nell’abbandonare la propria confortevole vita di dissipatezze, Kara è costretta a prendere posizione, allorquando Krem, nel tentativo, riuscito, di sottrarle l’astronave, avvelena il povero Kripto.  A <strong>Supergirl</strong>, rimarranno dunque tre giorni per cercare un antidoto per il proprio cane, cercando di non far uccidere se stessa e la giovane alleata e guardandosi al contempo le spalle dal famigerato e spietato cacciatore di taglie intergalattico, conosciuto col nome di Lobo (<strong>Jason Momoa</strong>).<img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-52383 aligncenter" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Supergirl-1-300x200.jpg" alt="Supergirl " width="372" height="248" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Supergirl-1-300x200.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Supergirl-1-768x512.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/Supergirl-1.jpg 1000w" sizes="(max-width: 372px) 100vw, 372px" /></p>
<p>In una intervista di qualche tempo fa, <strong>James Gunn</strong> affermava che uno dei problemi del <strong>DC Extended Universe</strong> di Snayderiana memoria, era che alcuni dei personaggi di punta di casa DC, per le loro trasposizioni, fossero stati affidati a team creativi non sempre all’altezza del compito. Ora che dietro la plancia di comando è salito lui, sebbene con soli due film all’attivo, è già possibile fare un bilancio? Anche se è davvero ancora troppo presto, e non è ancora chiaro se il franchise batmaniano (le cui redini sono in mano a <strong>Matt Reeves</strong>) rimarrà un sotto universo a se stante, azzardiamo un sì come risposta. Anzitutto, <strong>Gunn</strong> pare voler marcare una netta cesura rispetto al passato, pescando nell’immaginario, eccentrico e naïf, della <strong>Golden Age</strong> di casa DC (Krypto e Supergirl, stanno lì a dimostrarlo), piuttosto che in quello, dai toni dark e crepuscolari, della <strong>Bronz Age</strong> di metà anni ’80 e inizi anni ’90, come sin qui fatto.</p>
<p>Questo bagaglio di temi e personaggi strampalati, talmente desueti da sembrare innovativi, di antieroi problematici e grotteschi quasi fino al parossismo, sono gli elementi che hanno fatto la fortuna del regista, ora produttore e deus ex machina. Tuttavia con <strong>Superman</strong>, come insegna <strong>Umberto Eco</strong>, entriamo nel campo del mito, un universo-monolite di difficile lettura, al cui cospetto è facilissimo cadere rovinosamente. E anche <em><strong>Supergirl</strong></em> non fa eccezione.</p>
<figure id="attachment_52385" aria-describedby="caption-attachment-52385" style="width: 504px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" class="wp-image-52385" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/supergirl-2-300x169.jpg" alt="Supergirl" width="504" height="284" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/supergirl-2-300x169.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/supergirl-2-1024x576.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/supergirl-2-768x432.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/supergirl-2.jpg 1200w" sizes="(max-width: 504px) 100vw, 504px" /><figcaption id="caption-attachment-52385" class="wp-caption-text"><strong>  Jason Momoa</strong></figcaption></figure>
<p><strong>Gillespie</strong> e la sceneggiatrice <strong>Ana Nogueira</strong>, consci delle difficoltà, provano quindi a umanizzare il personaggio il più possibile (forse anche troppo). Kara Zor-El, così come il ben più noto cugino, è una sopravvissuta, un’apolide in cerca di una casa che non può recuperare, un’orfana che sta ancora cercando di elaborare la perdita che ne ha segnato (questa la differenza principale rispetto a Kal-El) l’età adulta. Cosciente della propria rabbia latente, è decisa a non rivolgerla verso gli altri, rivelandosi tuttavia incapace di non farlo verso se stessa, ubriacandosi a ogni piè sospinto.</p>
<p>In questa sorta di film frullatore, tra odissea spaziale, ambientazioni western e post apocalittiche, pare non mancare nessun ingrediente, dalle istanze <strong>Mee Too</strong> (Krem e i suoi predoni rapiscono donne da tutta la galassia per meri fini di riproduzione biologica) ai rovelli interiori conseguenza dei topoi poc’anzi descritti, sino a toccare il principale dei dilemmi morali (qui raddoppiato) su cui misurare la tempra morale dell’Eroe durante il suo viaggio verso la maturazione: l’omicidio per vendetta è sempre un atto illecito, anche se la vita appartiene a una persona dalla morale abietta?</p>
<p>Dopo<a href="https://www.closeup-archivio.it/i-tonya" target="_blank" rel="noopener"><em><strong> Tonya</strong></em></a> (2019) e <a href="https://close-up.info/crudelia-perche-si/"><em><strong>Crudelia</strong></em> </a>(2021), <strong>Craig Gillespie</strong> conferma il proprio amore per figure femminili forti e altamente ambigue,  e pare non troppo preoccupato di rispondere alla domanda poc’anzi posta in modo tutt’altro che equivoco, se non addirittura giustificazionista. Preoccupato, lo è, invece, di strizzare l’occhio al <strong>Gunn</strong> regista, sforzandosi di allestire un&#8217;opera dalla una veste pop, dalla colonna sonora accattivante, frizzante nelle situazioni e ironica nei dialoghi. Cosa che gli riesce, ma solo in parte: forse per demerito di una sceneggiatura sin troppo prevedibile e di personaggi di contorno spesso abbozzati (su tutti Lobo, deludente e lontanissimo parente dell’icona fumettistica anni ’90, che nel suo curriculum può vantare l’uccisione niente meno che di Babbo Natale).</p>
<p>A essere azzeccato, invece, è proprio Kron, <strong>villain</strong> che pare provenire dritto da un romanzo Pulp di fantascienza, interpretato da <strong>Matthias Schoenaerts</strong> (prova, la sua, a tratti migliore di quella di <strong>Milly Alcock</strong>) che ridesta l’interessa per una pellicola e un universo cinematografico che ancora faticano a spiccare il volo.</p>
<p><strong>In sala dal 25 giugno 2026.</strong></p>
<hr />
<p><em><strong>Supergirl –</strong></em> <strong>Regia:</strong> Craig Gillespie<strong>; </strong><strong>Sceneggiatura</strong>: Ana Nogueira (tratto da Supergirl: Woman of Tomorrow 1-8 di Tom King e  Bilquis Evely); <strong>fotografia</strong>: Rob Hardy; <strong>montaggio</strong>: Tatiana S. Riegel; <strong>musica</strong>: Claudia Sarne; <strong>interpreti</strong>: Milly Alcock, Matthias Schoenaerts, Eve Ridley, David Krumholtz, Emily Beecham, Jason Momoa, David Corenswet; <strong>produzione</strong>: James Gunn, Peter Safran; <strong>origine</strong>: USA 2026; <strong>durata</strong>: 108 minuti; <strong>distribuzione</strong>: Warner Bros. Italia.</p>
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