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	<title>NicholaGalitzine &#8211; Close-up</title>
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		<title>Masters of the Universe (2026) di Travis Knight (su Prime Video)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Croce]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 22:42:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Masters of the Universe. Voto ** (*) . Ennesimo reboot esangue di una celebre saga d&#8217;animazione degli  anni &#8217;80. Il regista Travis Knight cerca di spostare il centro del discorso&#8230; ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fmasters-of-the-universe-di-travis-knight%2F&amp;linkname=Masters%20of%20the%20Universe%20%282026%29%20di%20Travis%20Knight%20%28su%20Prime%20Video%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fmasters-of-the-universe-di-travis-knight%2F&amp;linkname=Masters%20of%20the%20Universe%20%282026%29%20di%20Travis%20Knight%20%28su%20Prime%20Video%29" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_x" href="https://www.addtoany.com/add_to/x?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fmasters-of-the-universe-di-travis-knight%2F&amp;linkname=Masters%20of%20the%20Universe%20%282026%29%20di%20Travis%20Knight%20%28su%20Prime%20Video%29" title="X" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_button_mastodon" href="https://www.addtoany.com/add_to/mastodon?linkurl=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fmasters-of-the-universe-di-travis-knight%2F&amp;linkname=Masters%20of%20the%20Universe%20%282026%29%20di%20Travis%20Knight%20%28su%20Prime%20Video%29" title="Mastodon" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fclose-up.info%2Fmasters-of-the-universe-di-travis-knight%2F&#038;title=Masters%20of%20the%20Universe%20%282026%29%20di%20Travis%20Knight%20%28su%20Prime%20Video%29" data-a2a-url="https://close-up.info/masters-of-the-universe-di-travis-knight/" data-a2a-title="Masters of the Universe (2026) di Travis Knight (su Prime Video)"></a></p><p><strong><em>Masters of the Universe. </em>Voto ** (*) . Ennesimo reboot esangue di una celebre saga d&#8217;animazione degli  anni &#8217;80. Il regista<a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Travis_Knight" target="_blank" rel="noopener"> Travis Knight</a> cerca di spostare il centro del discorso dal vecchio machismo di matrice edonistico-reaganiana ad un&#8217;ironia citazionista che, però, fagocita il piacere del dispositivo fantastico e avventuroso.</strong></p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/YguTNp3n07Y?si=a87Mnt-vJ2ZcBXeD" width="300" height="200" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Per chi è stato ragazzino negli anni ’80, <strong><em>He-Man e i dominatori dell’universo</em></strong>, una linea di giocattoli creati dalla<strong> Mattel</strong> e poi trasformati in una fortunata serie di cartoni animati, ha rappresentato la manifestazione più testosteronica, muscolare, granitica di un certo machismo sicuramente di matrice edonistico-reaganiana, una celebrazione della forza e del potere come status symbol di affermazione e di successo. La trasposizione sulla falsariga di una tolkeniana saga epica del rampante yuppismo liberista, con lo scopo di insinuare nell’immaginario di una generazione di fanciulli cresciuti dalle tv commerciali come surrogato ludico-educativo dell’assenza genitoriale, un preciso modello socioeconomico travestito da esaltante multiverso fantasy. Quell’ambizioso obiettivo di marketing si sarebbe poi infranto contro le prime disillusioni degli anni ’90, con i bambini divenuti adolescenti inghiottiti dal vortice del <em>black hole sun</em> di quel mondo rivelato nella falsità dei suoi sogni plastificati.</p>
<p>Quale senso ha oggi, quindi, riproporre un’operazione come <strong><em>Masters of the Universe</em></strong>, all’interno di uno scenario produttivo e narrativo di entertainment radicalmente cambiato, dove il tempo, e la durata, delle saghe è stato sostituito dalla velocità dei <em>reel</em> e dei <em>meme</em> di costruire e  di distruggere idoli? Un primo messaggio forte e chiaro, e comunque ribadito se ce ne fosse il bisogno, è che in quel che resta di Hollywood , non si producono più idee originali. Scavalcata anche la categoria del <strong>remake</strong>, siamo ormai nell’epoca dei <strong>reboot</strong>, ovvero il riaprire un nuovo ciclo di serialità, tra l’ammiccamento al conosciuto e riconoscibile, tramandato nel corso di decenni con momenti di maggiore e minore ascesa, e l’introduzione di un’aria nuova, più che altro un aggiornamento di sensibilità per quanto riguarda gli argomenti e le relative modalità di approccio e di possibilità tecnologiche sul piano formale.</p>
<p>Questa versione diretta da <strong>Travis Knight</strong>, dopo quella altrettanto scadente del 1987 con <strong>Dolph Lundgren</strong> (che qui fa un cameo abbastanza penoso per dare la sua benedizione al nuovo<strong> He-Man live action</strong>, interpretato da <strong>Nicholas Galitzin</strong>) parte dal  presupposto, che occupa la sostanziosa parte iniziale dei 140 e passa minuti, di mettere in discussione il sopracitato machismo:  <strong>Adam</strong>, il giovane principe del pianeta di <strong>Eternia</strong> minacciato dall’orda di mostri agli ordini dello spaventoso <strong>Skeletron</strong>, è infatti presentato prima come un ragazzino non interessato alla lotta, dai tratti delicati ai limiti di una fluida femminilità e poi come un giovanottone muscoloso, tenero e un po&#8217; impacciato, da una parte desideroso e dall’altra costretto ad accettare il proprio destino di eroe.</p>
<figure id="attachment_51921" aria-describedby="caption-attachment-51921" style="width: 383px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-51921" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/main_large-1-300x169.jpg" alt="Masters of the Universe" width="383" height="216" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/main_large-1-300x169.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/main_large-1-1024x576.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/main_large-1-768x432.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/main_large-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 383px) 100vw, 383px" /><figcaption id="caption-attachment-51921" class="wp-caption-text"><strong>    Nicholas Galitzin</strong></figcaption></figure>
<p>La cifra scelta in <strong><em>Masters of the Universe</em></strong> è quella di un’ironia che tende a smorzare e ridimensionare il trionfalismo di qualsiasi azione o proclamo(“A me il potere!”), come nella sequenza in cui Adam, spedito anni prima sulla Terra dalla maga Sorceress attraverso un passaggio spazio-temporale, ritrova la spada del potere che aveva perso durante il viaggio, mettendo degli ossessivi annunci su un sito di appassionati di fantasy nerd;  un “contatto”  lo conduce a un negozio di fumettistica ed oggettistica dove ingaggia un bizzarro corpo a corpo per strappare il prezioso e conteso fendente dalle mani della statua gigante del personaggio di un’ altra saga. Il citazionismo è infatti un’ ulteriore chiave di lettura con il rimescolamento, anch’esso assai vintage, di altre storie ricamate intorno al feticcio di una spada, in particolate <strong><em>Higlander &#8211; l’ultimo immortale</em></strong> (1986, con <strong>Christopher Lambert</strong> condannato a compiere decapitazioni, e ad evitare di essere decapitato, nell’orizzonte senza limiti di un fine vita mai). La menzione poi è quanto mai pop visto che a un certo punto parte la storica colonna sonora realizzata dai <strong>Queen</strong> per il film di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Russell_Mulcahy" target="_blank" rel="noopener"><strong>Russell Mulcahy</strong> </a>in commento alla scena in cui Adam, tornato su Eternia, incita il gruppo di supereroi imprigionati dall’esercito di Skeletor a liberarsi e ad andare all’attacco del nemico. Un gasamento messo alla berlina dal sollevarsi del gas e del fumo prodotti dalle mura della cella scardinate e crollate. Lo stesso Skleletor sembra più che altro la maschera uscita dalla parodia del <strong>Ghostface</strong> fatta in uno <strong><em>Scary Movie</em></strong> qualsiasi, incluse le battute che lo rendono ridicolo, buffo, a tratti perfino simpatico, assai poco minaccioso, grottesco e terrificante.</p>
<p>Ed è il punto critico di questo presunto action movie, ovvero lo squilibrio verso l’aspetto divertente e buffonesco, anche nelle scene più apertamente avventurose, di battaglie e inseguimenti, della seconda parte di <strong><em>Masters of the Universe</em></strong>. Se in tutti i reboot o sequel che abbiamo visto nella scorsa e nella corrente annata, seppur nella medietà/mediocrità dei risultati ( da <a href="https://close-up.info/tron-ares-di-joachim-ronning/"><strong><em>Tron: Ares</em></strong> </a>a <a href="https://close-up.info/predator-badlands-di-dan-trachtenberg/"><strong><em>Predator</em></strong></a>), c’è almeno un’idea visiva che risulta avvincente, esaltante, compiuta nel restituire l’energia di un afflato epico, <strong><em>Masters of the Universe</em></strong> è fiacco proprio in quella zona dove dovrebbe esplicarsi il massimo della sua messa in scena. E lo è con un design a mezza strada tra la  brutalità da lotta a mani, braccia e gambe nude di <strong><em>Conan il barbaro </em></strong>e quello sospeso tra un neorinascimento tecnologico e il gotico/fantasmatico dello sgranamento pixel da videogame (qui completamente appiattito su una fasulla estetica CGI alla <a href="https://close-up.info/wicked-di-jon-murray-chu/"><strong><em>Wicked</em></strong></a>, per intenderci) .</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-51922 size-medium" src="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/main_large-3-300x154.jpg" alt="Masters of the Universe" width="300" height="154" srcset="https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/main_large-3-300x154.jpg 300w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/main_large-3-1024x524.jpg 1024w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/main_large-3-768x393.jpg 768w, https://close-up.info/wp-content/uploads/2026/06/main_large-3.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Inserendo addirittura una cornice da <em>romcom</em>, nel personaggio del coinquilino terrestre di Adam che si commuove di nascosto davanti a <strong><em>Le pagine d</em></strong><strong><em>ella nostra vita</em></strong>, la dimensione dello scontro, eterno ritorno e topos del genere, tra il Bene e il Male, è relegata quasi a uno sketch. La riformulazione parodica di un contesto archetipico, che potrebbe anche passare, se non fosse per il pasticciato discorso sulla gentilezza, la comprensione e l’ascolto dei quali l’Adam/He-Man, il maschio che fa il verso alla decadenza del patriarcato (esattamente come<a href="https://close-up.info/barbie-di-greta-gerwig/"> <em><strong>Barbie</strong> </em></a>lo faceva al femminismo), si fa portavoce, salvo poi fare a pezzi a forza di cazzotti in bocca la mascella del povero Skeletor. Quest’ultimo, villain davvero abissale nella sua genesi demoniaca, avrebbe meritato di resuscitare con più altezza e con più vertigine. D’altronde il suo unico, degno alter ego cinematografico resta il  Re Cornelius del disneyano <strong><em>Taron e la pentola magica</em></strong> (1985) che ne aveva in parte ripreso e accentuato le sembianze da grafica horror della serie d’animazione. Qui il ghigno infernale si riduce tutt’al più alla paresi facciale di un franchising in cerca di lifting.</p>
<p><strong>In sala dal 4 giugno 2026.</strong><br />
<strong>Su Amazon Prime Video dal 22  luglio 2026.</strong></p>
<hr />
<p><strong><em>Masters of the Universe</em></strong>; <strong>regia</strong>: Travis Knight; <strong>sceneggiatura</strong>: Chris Butler, Aaron Nee, Adam Nee, David Callaham; <strong>fotografia</strong>: Fabian Wagner; <strong>montaggio</strong>: Paul Rubell; <strong>musica</strong>: Tom Holkenborg; <strong>interpreti</strong>: Nicholas Galitzine, Jared Leto, Camila Mendes, Idris Elba, Morena Baccarin, Charlotte Riley, Hafþór Júlíus Björnsson, Jóhannes Haukur Jóhannesson; <strong>produzione</strong>: Amazon MGM Studios, Metro-Goldwyn-Mayer, Mattel Studios, Escape Artists; <strong>origine</strong>: Usa, 2026; <strong>durata</strong>: 140 minuti; <strong>distribuzione</strong>: Eagle Pictures.</p>
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