Biografilm XXI° Edizione (Bologna, 6-16 giugno 2025): Canone effimero di Gianluca e Massimo De Serio (Concorso Internazionale)


Passato in anteprima mondiale nella storica sezione “Forum”, alla Berlinale 2025, dove ha ricevuto la Menzione speciale nel Premio della sezione documentaria, l’ultima opera dei Fratelli Gianluca e Massimiliano De Serio segue a quattro anni di distanza un precedente film di fiction, Spaccapietre  che si situava “a cavallo tra mondi e tempi diversi”. 
Anche questa volta, a seguito di un lavoro paziente e certosino, Canone effimero, si muove, mutatis mutandi, su una linea analoga, presentandosi, però come un’opera documentaria sulla memoria, tramite l’arma dell’osservazione di lungo periodo. Diviso in undici atti/capitoli, il film va in giro in lungo e in largo per l’Italia (ma dove lo si scopre solo con esattezza dai titoli di coda) per ritrarre e documentare un mondo antico e in via d’estinzione, quello del canto popolare e di chi lo pratica. È un impegnativo viaggio tra il Nord e il Sud (prevalentemente) del nostro paese alla ricerca di chi si perita di curare e mantenere in vita usi, strumenti musicali e usanze, che affondano le loro radici nella profonda lontananza del tempo.

Quasi sempre a macchina fissa, in lunghi piani sequenza, variando a seconda dei casi il formato da quadrato a panoramico, seguiamo allora la costruzione di antiche zampogne calabresi o l’esecuzione di cori Arbëresh, cioè dei discendenti delle popolazioni albanesi in Lucania; oppure ancora vengono ripresi canti tradizionali dall’interno della Liguria, e tanto altro ancora. Il tutto avviene in un gioco di sponda tra le sequenze delle performance dei cantori o degli artigiani che seguono antiche tradizioni, e delle rapide panoramiche che esplorano volti antichi e reliquie del passato, tra spazi e paesaggi montagnosi o innevati, sempre asconditi e sempre lontani dalla cosiddetta civiltà urbana di oggi. Senza dimenticare, poi, in sottofondo, l’aspetto sacrale e religioso che tali costumi e tradizioni evocano dall’abisso del loro essere.

Impegnandosi, con passione estrema, in questo atto di documentazione e salvataggio della memoria che è sì personale e singola ma che, a volte, rimanda anche alla Storia con la S maiuscola dell’Italia della Resistenza e della II Guerra Mondiale, il documentario dei Fratelli De Serio diventa allora uno straordinario film-saggio di etnomusicologia che cattura tradizioni musicali e orali, suoni e immagini di oggetti e tradizioni a rischio di completa estinzione. Con le sue immagini e suoni, Canone effimero ci induce a riflettere su tanti aspetti come quello, ad esempio, dell’importanza della trasmissione orale dei rituali e della memoria collettiva dimenticata e non tramandata dai nostri comuni canali di comunicazione; a meditare – soprattutto in un’epoca come la presente di globalizzazione e livellamento culturale – sull’importanza estrema di preservare le proprie radici e usanze più antiche in luoghi in cui l’interazione tra uomo e ambiente rappresenta ancora un significato e un aspetto importante.

Non è un film facile né di rapido consumo, usa e getta, quello girato da due Gemelli piemontesi, ha bisogno di grande pazienza per entrare nelle immagini, gli oggetti e soprattutto nei suoni che ha catturato. Bisogna impegnarsi e non poco per seguire e apprezzare questo Canone effimero. Ma se lo si fa, siamo certi che ne sia valsa la pena.

Menzione speciale Concorso Documentari Festival di Berlino 2025


Canone effimeroRegia e sceneggiatura: Gianluca De Serio, Massimiliano De Serio; fotografia: Piero Basso; montaggio: Diana Giromini; produzione: Alessandro Borrelli per La Sarraz Pictures; origine: Italia, 2025; durata: 120 minuti.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *