Frankie e le creature dimenticate. Voto **(*). Un film di animazione per famiglie che prende lo spunto da Frankenstein ma poi muta in Monster & Co. e dove i mostri sono delle creature innocue alla ricerca di una propria identità e soprattutto d’ amore.
Frankie e le creature dimenticate trae ispirazione dall’omonimo fumetto per bambini (2011) di Guy Bass, che racconta la storia di una piccola creatura simile al Frankenstein di Mary Shelley – con una stitch head (come il titolo originale inglese), una “testa cucita”, appunto, che le dà il nome –, ma di tutt’altre dimensioni. Frankie è un gracile mostro che vive in un castello e si prende cura con amore ed affetto di altri mostri, inoltre possiede la straordinaria qualità di essere spaventosamente gentile e amichevole. In breve, è la classica storia del ‘freak emarginato ed innocuo’ che il regista Tim Burton (Edward mani di forbice, Frankenweenie), maestro del cinema fantastico e gotico horror, avrebbe potuto girare.
Presentato in anteprima al Festival dell’animazione di Annecy nel 2025, non perde tempo Frankie e le creature dimenticate e ci catapulta subito nell’atmosfera gotica della cittadina di Grubbers Nubbin, nel momento dell’arrivo turbinoso di un circo che, con i suoi numeri di funamboli e contorsionisti porta vita, colore e musica nel solitario centro abitato situato ai piedi di un non ben definito paesaggio montuoso.
Alle allettanti attrazioni offerte dal direttore Fulbert Freakfinder (il cognome si può tradurre come Cercafenomeni) gli abitanti però rispondono poco interessati, addirittura annoiati. Solo Arabella, una ragazzina curiosa e occhialuta che scappa continuamente alla governante, rimane con Freakfinder a spiegargli il motivo della loro noia. Sono abituati a ben altro: il castello di Grotteskew, poco sopra le loro teste, è evitato come la peste dagli abitanti perché gira voce che ci vivano dei mostri.

Ma ecco quindi che ci spostiamo al castello. Qui vive isolato l’esaltato Professore, il quale insieme al suo assistente e prima creazione Frankie sforna mostri di varie dimensioni e forme à gogo e per il semplice gusto di farlo, per poi subito dopo dimenticarsene e abbandonarli a loro stessi. In verità però è il piccolo ed esile Frankie ad accollarsi il compito di occuparsi di tutto, compreso istruire le nuove creature sulle rigide regole di casa, mentre il pazzo inventore non mostra per loro nessun segno di affetto.
Il piccolo Frankie che – come lo era Frankenstein – è alla ricerca di una figura paterna, prova intenso rammarico nel non venir riconosciuto dal suo creatore. Per questo, quando Freakfinder incuriosito e sempre in cerca di attrazioni lo invita ad andare con loro, Frankie si lascia trascinare fino a valle. Arrivato in città e messo in mostra a pagamento, il piccolo freak diventa una star, ed un affare lucrativo per il circo. L’unica che lo accetta per quello che è e vuole essere sua amica è la curiosa Arabella, che, nonostante i divieti della governante, riesce ad avvicinarsi a lui.
Forse quello che più attrae di Frankie e le creature dimenticate, ed è probabilmente il suo punto di forza, sono i complessi e raffinati scenari gotici creati a fare da sfondo e che dividono la storia in tre spazi d’azione: il castello, la cittadina e il circo. Anche i colori sottolineano e mettono in contrasto fra loro, accentuando le differenze, i tre diversi contesti. Tanto che la semplificazione diventa a volte fin troppo evidente, quasi scontata. Allo stesso modo anche la divisione fra abitanti e mostri appare appiattita all’accoppiata buoni o cattivi.
E riprendendo il tema del Monsters & Co. del premio Oscar Pete Docter realizzato nel 2001 per la Pixar, ovviamente i cattivi non sono i mostri e a fare più paura sono gli umani con il loro odio verso il diverso, il fenomeno da baraccone. Eppure il regista Steve Hudson preferisce non approfondire il tema e, quando fa scorrere al contrario il filmato educativo, quello che spiega le regole d’oro della convivenza fra castello e città, capovolge la situazione e fa tornare l’ordine: i mostri fanno sì infine paura. E nemmeno una stretta di mano serve a cambiare questa verità.

Non mancano momenti visivamente incantevoli e accattivanti come la scena in cui la scala è sospesa fra cielo e terra, mentre gli artisti del circo eseguono il loro numero di equilibrio per aiutare Freakfinder – impegnato a convincere Frankie ad andare con loro – a raggiungere la torre del castello. Dal punto di vista visivo, questo film d’animazione è una vera delizia per gli occhi.
Ciò che risulta poco incisiva è invece la narrazione che in diversi punti vacilla e convince meno, alternando – come abbiamo già detto – momenti di turbolente ed esplosive azioni ad altri caratterizzati da passaggi improvvisamente quieti, forse troppo quieti. Anche i personaggi mancano di una personalità ben definita e, con il progredire del film, appaiono deboli e un poco scialbi, con ruoli non sufficientemente approfonditi. Risulta evidente che mentre le figure più umane di Frankie e le creature dimenticate si basano sui disegni di Guy Bass, i vari mostri del castello, partendo da Creatura, assomigliano più alle bestie di Monsters & Co. e si allontanano dall’atmosfera gotica del graphic novel.

A metà strada tra una ricerca di originalità e l’intrattenimento ad ogni costo, si ha la sensazione che Frankie e le creature dimenticate rimanga impigliato in una rete di convenzioni schematiche, a volte quasi banali, altre volte artificiose. Un’alternanza che, non perfettamente gestita, alla fine nuoce alla narrazione e il che è davvero un peccato perché tutto il resto, dall’ottima idea di partenza, ai personaggi fino alla scelta stilistica così azzeccata sembrava andare nella giusta direzione. Eppure, se anche non è tutto, una buona sceneggiatura è un requisito essenziale e non una semplice opzione.
In sala dal 15 ottobre 2026.
Frankie e le creature dimenticate (Stitch Head) – Regia e sceneggiatura: Steve Hudson, (tratto dal libro per bambini di Guy Bass); montaggio: Dieter Riepenhausen; musica: Nick Urata; produzione: Gringo Films, Traumhaus Studios, The Picture Factory, Fabrique d’Images, Senator Film, Studio Rakete, Assemblage Entertainment; origine: Gb/ Germania/ Lussemburgo/ Francia/ India, 2025; durata: 91 minuti; distribuzione: Vertice360.
