HYPE di Fabio Mollo e Domenico Croce


Bianco e nero sgranato, note ritmate di una base trap, riprese dall’alto di una periferia nebbiosa e uniforme. Siamo a QT8, Milano, Italia. “Un quartiere nato dopo la Seconda guerra mondiale, costruito seguendo un’utopia, ogni classe sociale doveva convivere in un solo luogo: palazzoni popolari per operai e impiegati e villette da villaggio svizzero per commercianti e professionisti. Un melting pot in miniatura, una grande mela di periferia”. Sono le parole fuori campo di Ernia, il rapper famoso che ce l’ha fatta, che in quel quartiere è cresciuto, che ci introduce alla storia come se fosse una favola, ma è una di quelle favole in cui i protagonisti si trovano molto presto a dover fare i conti con una realtà tutt’altro che facile e in cui il lieto fine non è previsto.

Presentata in anteprima a “Alice nella città” (per la sezione Fuori Sala), HYPE è una fiction in otto episodi, coprodotta da Rai Fiction e Fidelio. Ed è la storia di tre ragazzi che sono cresciuti insieme, Luca (Lorenzo Aloi), Anna (Martina Sini) e Marco (Gabriele Careddu), che si apprestano a firmare un contratto con un’importante casa discografica, la Parsifal, dopo aver autoprodotto il video di un brano rap che ha ottenuto migliaia di visualizzazioni e che racconta di loro e della loro gang.

Ma il sogno di sfondare nella musica e di cambiare le proprie vite si scontra da subito con la realtà di un quartiere segnato dalla malavita e dalla criminalità, tra ricatti, minacce e violenza.

E il quartiere, con le sue geometrie squadrate, le linee dure e i colori grigi, gli spazi chiusi tra i palazzoni, è sicuramente uno dei protagonisti indiscussi della storia e uno dei punti di forza della regia di Fabio Mollo e Domenico Croce, che si alternano nella direzione degli episodi.

Elementi fondanti della musica rap, e in particolare della musica trap degli ultimi anni, sono il senso di appartenenza alla propria zona e al proprio blocco, come la fedeltà alla famiglia e alla gang, il quartiere è il simbolo della propria identità ma è anche la prigione da cui evadere, e la musica il mezzo attraverso cui si possono fare quei soldi che servono per vivere una vita migliore e avere un riscatto.

Lorenzo Aloi (a sinistra) e Gabriele Careddu

Fabio Mollo (regista che già si era dimostrato avere una particolare sensibilità nel portare sul grande schermo la storia sulla disabilità di Nata per te) e Domenico Croce sono stati bravi nel ricostruire le tensioni di questo immaginario attraverso due punti di vista: quello in bianco e nero del quartiere, con la voce narrante di Ernia, e quello a colori che vuole cogliere lo sguardo di chi lotta al suo interno.

I registi da un lato ricorrono a un’estetica che riecheggia quella dei videoclip storici del genere, dall’altro sembrano volersi collegare direttamente a serie come Shameless e a tutto quel cinema sotterraneo che ha descritto le periferie e le sottoculture, dagli accattoni di Pasolini fino alla banlieue de L’odio di Kassovitz. Ma soprattutto è apprezzabile il lavoro che è stato fatto per guadagnarsi sul campo quella che nel rap si chiama ‘street credibility’. Come ha spiegato Fabio Mollo: “Abbiamo vissuto tutti assieme per due settimane prima di andare sul set, proprio per creare la famiglia di cui poi si parla nella serie e per creare questo rapporto profondo con il quartiere”.

HYPE sembra invece convincere meno nell’intrecciare le vicende ‘crime’ con le vicende private dei personaggi che non nel descrivere il disagio di una generazione che vuole affermare con forza il proprio diritto di esistere e il bisogno di trovare una voce.

Tra famiglie disfunzionali, padri svaniti nel nulla, in prigione o lontani, l’unica forma di salvezza è rappresentata proprio da quella ‘famiglia’ allargata in cui i giovani protagonisti della storia si stringono per resistere alla violenza del mondo: facendo musica, cercando di rimanere se stessi e senza lasciare indietro nessuno.

Dal 31 ottobre 2025 su RaiPlay.


HYPE –  Regia: Fabio Mollo, Domenico Croce; sceneggiatura: Gemma Pistis, Salvatore De Mola, Giulio Lepri, Libero Pastore; fotografia: Michele Brandsetter; montaggio: Federico Mascolini; musica: Ernia, i 2Rari, Stefano Milella; interpreti: Martina Sini, Gabriele Careddu, Lorenzo Aloi, Luka Zunic, Luigi Bruno, Fabio Barone, Dalila De Marco, Arianna Grillo, Leonardo Giuliani, Sabrine Zahid, Noè Batita, e con: Alessandro Tedeschi, Alice Torriani; produzione: Rai Fiction, Fidelio; origine: Italia, 2025; durata: 8 episodi di 25 minuti.

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