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Voto
Il club dei lettori assassini, titolo curioso per un horror metacinematografico e metaletterario che deve molto a Scream del grande Wes Craven, la cui eredità è evidentemente sempre viva e forte, ma che soddisfa la curiosità suscitata dal film attraverso la passione per i libri e per la scrittura. Di quasi tutti i protagonisti, giovani universitari alla ricerca del loro posto nel mondo, come insegnanti, scrittori, comunque intellettuali, caso originale che desta subito la nostra attenzione, avida o, quantomeno, che si è scoperta tale, per un horror di serie b con degli inconsueti personaggi di un certo spessore artistico e intellettuale.
Dopo un incipit misterioso di fiamme e di roghi, conosciamo il club elitario di amici universitari, eterogenei e non stereotipati, che condividono entusiasmi, ansie e uno spirito di vicinanza e di intelligenza che non anticipa, anzi, non fa proprio pensare a potenziali assassini. Ma un professore subdolo scatena la trama del film, volendo sedurre una studentessa, la quale fa parte del club in cui troviamo anche il suo fidanzato e il suo migliore amico. Che per salvare l’onore della ragazza attuano subito una tremenda vendetta, che, come afferma uno dei personaggi, è il tema più importante di tutta la letteratura. E non solo, aggiungiamo noi.
In effetti, la vendetta non è un tema, è proprio il movente delle azioni di tutti gli uomini, tranne che di Gesù. L’unico uomo forte come Dio, che voleva solo il bene degli uomini cercando di far capire loro che la vendetta non rende felici, anzi, alimenta una sete insaziabile di sangue.

Così il nostro buon film, che si concilia con queste osservazioni attraverso la catarsi che ci trasmette, segue una duplice vendetta, quella contro il professore e quella di un misterioso personaggio. Questo ultimo, a conoscenza del fatto che i ragazzi hanno causato la morte dello stimato accademico, li ricatta, li tormenta e poi li uccide seguendo lo svolgersi di un romanzo da lui stesso scritto e pubblicato in rete, perché il gruppo sapesse di quale morte sarebbe morto, alimentando la paranoia e la paura.
Chi può sapere della loro azione punitiva sul professore, chi può conoscere i dettagli, se non uno di loro, che, giocando con gli strumenti dello scrittore horror, crea un incubo di sospetti e di malignità? Il club dei lettori assassini è interessante non tanto per la suspense, la mattanza pur realistica, in definitiva la paura che incute, ma per il suo meccanismo segreto che accompagna tutta la visione del film, suscitando non poco il desiderio di scoprirlo.
Insomma un film nel libro e un libro nel film, personaggi empatici, ispirazione da capolavori del genere, una certa originalità, tutto rende l’opera dello spagnolo Carlos Alonso Ojea – la trasposizione dell’omonimo bestseller di Carlos Garcia Miranda – un godibilissimo horror dell’estate Netflix. Che, oltretutto, fa pensare alla seduzione della vendetta, ma anche alla sua inutilità.
Su Netflix
Il club dei lettori assassini (El club de los lectores criminales) – Regia: Carlos Alonso Ojea; sceneggiatura: Carlos Garcia Miranda; fotografia: Pablo Diez; montaggio: Luis le la Madrid; musica: Arnau Bataller; interpreti: Veki Velilla, Alvaro Mel, Priscilla Delgado, Ivan Pellicer; produzione: Brutal Media; origine: Spagna, 2023; durata: 89’; distribuzione: Netflix.
