Matri Pi Sempri di Andrea Walts

È appena uscito su Amazon Prime l’eccellente mediometraggio (un documemtario, a tratti quasi un film saggistico) girato dall’attore e regista ligure Andrea Walts (1991) che in uno splendido bianco e nero  racconta l’impresa poetica del cantautore palermitano  Francesco Giunta (1952), il quale, con un certosino lavoro durato sette anni, ha trasposto e ricreato in siciliano, a distanza di cinquant’anni, il celeberrimo concept album di Fabrizio De André, intitolato La buona novella, uscito appunto nel 1970, in piena contestazione giovanile, in anni in cui volgersi ai Vangeli (seppur a quelli apocrifi), poteva sembrare un’operazione regressiva e in qualche misura reazionaria. Contestato un po’ da tutti, De André riscopre invece il messaggio – egalitario, rivoluzionario, antiautoritario – di Gesù provando a mostrarne appunto la vicinanza, la consentaneità alle istanze più avanzate dell’epoca a lui contemporanea. In questa idea De André era in realtà in ottima compagnia, basti pensare a un altro concept album dell’epoca, ovvero Jesus Christ Superstar che vide la luce proprio in quello stesso 1970, dando vita poco dopo a un musical a Broadway, e nel 1973 al celebre film di Norman Jewison. A riascoltare oggi tutto l’album di De André non si può non notare una certa analogia con la coeva impresa americana, soprattutto nelle parti corali che aprono e chiudono l’album.

Per il resto tutta La buona novella più che su Gesù è incentrata su Maria, sul corpo di Maria, sullo stupore di Maria, sulla dolente accettazione del destino da parte di Maria, oltreché sulle figure di quei derelitti, i ladroni, che hanno condiviso con Gesù il tragico epilogo della crocifissione, memorabile al riguardo forse la canzone più celebre dell’intero album ovvero Il testamento di Tito.

Ma veniamo al film di Walts che, con sinuose e avvolgenti riprese, in prevalenza dall’alto, della città di Palermo (ma anche di Modica, come leggiamo nei titoli di coda), illustra, a chi già non la conoscesse, la riscrittura in siciliano dell’album di De André, compiuta da Francesco Giunta (la musica l’ha composta e arrangiata Alberto Laruccia, il vinile – 500 copie numerate – è uscito nel 2021).

Per illustrare, per celebrare l’originalità e il valore di questo progetto, oltre all’autore, Walts convoca il cantautore Edoardo de Angelis e le cinque cantanti che interpretano l’opera di Giunta, diventata una specie di oratorio laico e accompagnata da strumentazione e arrangiamenti ben diversi dall’originale. Oltre ad ascoltarne le voci, le donne vengono brevemente intervistate soprattutto in relazione alla modernità della figura di Maria e ai meccanismi di identificazione e di ridefinizione a cui la composizione di Giunta ha saputo stimolarle, un costante confronto con le proprie vite. Ne deriva un racconto a più voci, fortemente emotivo, denso e sintetico al contempo (sono “solo” 38 minuti), che parte altresì dalla premessa che Giunta, Walts e De André condividono, ossia che il dialetto (in questo caso quello siciliano, ma nel caso di De André notoriamente il genovese, il sardo, il napoletano, il piemontese) promuove un valore aggiunto dando espressione a concetti, immagini, metafore impensabili nell’italiano standard. A fungere da controcampo, ma forse si dovrebbe dire da generoso e solidale affiancamento alle persone intervistate, ascoltiamo e vediamo Dori Ghezzi, la storica compagna del cantautore, nonché Presidente della Fondazione De Andrè che ha sostenuto sia l’impresa di Giunta che il film di Walts. Sono, come si diceva, solo 38 minuti, appena tre in più dell’album di De Andrè, ma belli da vedere e da ascoltare.

Su Amazon Prime dal 27 ottobre 2025.


Matri Pi Sempri – la buona novella di Fabrizio De Andrè – Regia, sceneggiatura, montaggio, voce narrante: Andrea Walts; fotografia: Francesco Filacchione;  interpreti: Edoardo De Angelis, Francesco Giunta, Giulia Mei, Valeria Graziani, Laura Mollica, Cecilia Pitino, Alessandra Ristuccia, Dori Ghezzi; produzione: Glowria Films; origine: Italia 2024; durata: 38 minuti.

 

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