E Tu slegalo di Maurizio Sciarra

  • Voto

Per i cento anni dalla nascita di Franco Basaglia – 11 marzo 1924 – va in onda il 16 marzo, in seconda serata su Rai3, il documentario E Tu slegalo, prodotto da La Talee in collaborazione con Rai Documentari, e scritto e diretto da Maurizio Sciarra. Racconta la grande, ostinata, coraggiosa rivoluzione portata avanti dallo psichiatra veneziano: il  pioniere che per primo aprì le porte dei manicomi, e lo fa ascoltando le voci di chi ha ereditato la sua grande esperienza, unite a numerosi repertori in cui parlano lo stesso Basaglia e sua moglie, Franca Ongaro, sempre al fianco del marito nella sua grande, complessa, faticosa ed enorme avventura.

Tra i diversi materiali che riproducono direttamente il pensiero del medico a cui dobbiamo la chiusura dei manicomi, ce n’è uno – davvero prezioso – risalente al 1968, quando Sergio Zavoli entrò nell’ospedale psichiatrico di Gorizia (di cui Basaglia era direttore dal 1961) e incontrò, oltre agli stessi pazienti, proprio l’artefice di tanti, importanti cambiamenti nella cura della salute  mentale. Quel reportage fu trasmesso sulla Rai col titolo I giardini di Abele, e in uno dei frammenti montati in E tu slegalo, rispondendo a una domanda del giornalista, quella  se per Basaglia fosse più importante la malattia o il malato, egli risponde con prontezza: «certamente il malato».

Franca Ongaro ricorda invece che la «legge del 1904 era basata sulla pericolosità a sé e agli altri del malato, ed era una legge più di ordine pubblico che sanitaria». Ricorda come, fino a un certo punto, lavorare in manicomio fosse considerato un lavoro per medici «di seconda categoria, perché la delega non era curare i malati ma contenerli». Rammenta ancora come Franco sentisse la responsabilità di dover reagire a qualcosa di inaccettabile e da qui é cominciato il lavoro di distruzione sistematica del manicomio. Tra gli interventi, anche quello di Michele Zanetti, allora presidente della provincia di Trieste, figura determinante per l’arrivo di Basaglia come direttore all’ospedale San Giovanni di Trieste, nel 1971. Più in generale, E tu slegalo si muove su tre strade intrecciate tra loro: riassum le tappe del lungo lavoro di Basaglia, che si conclude con l’approvazione della legge 180 che porta il suo nome. Ricostruisce  il suo pensiero: la considerazione del malato come persona da curare veramente, come soggetto a cui ridare dignità, lo stop definitivo da lui dato alla coincidenza tra malattia mentale e segregazione, tra sofferenza e nascondimento, tra dolore e prigione; la ricerca della libertà per la persona fragile  di mente.

Infine – terzo sentiero – il documentario mostra il segno profondo che Basaglia ha lasciato: la sua eredità, il suo ruolo di coltivatore di una rivoluzione radicale portata avanti ancora oggi. Nel documentario, infatti, oltre a un infermiere e agli stessi malati, parlano  i suoi ex allievi: quelli che continuano a far vivere la sua  lezione ancora oggi. Coloro che sperimentarono un nuovo approccio alla malattia mentale collaborando con lui. Sono Franco RotelliPeppe Dell’Acqua e Roberto Mezzina, anch’essi direttori del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste. La loro testimonianza lega scienza e storia, quel che c’era, quel che accadde e quel che cambiò, grazie anche a tanta empatia ed umanità. È un viaggio doloroso e luminoso quello offerto da E tu slegalo, con diversi momenti forti e toccanti, tra cui la storia di una donna che in manicomio aveva perso l’uso della parola e che una volta fuori la ritrovó. È un viaggio necessario, quello proposto dal bel film di Maurizio Sciarra.

Su Rai Tre 


Regia: Maurizio Sciarra; produzione: Le Talee con Rai Documentari; origine: Italia, 2024; durata: 53 minuti. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *