Affrontare a viso aperto la crisi, guardarla negli occhi. Per oltre sessant’anni il Festival dei Popoli si è fatto straordinario osservatorio dei sommovimenti che scuotevano il terreno della realtà. Questa 66ª edizione non si sottrae a questo storico proposito. Lo fa in un contesto difficile, segnato da una crisi che investe da vicino il suo stesso campo industriale, quello del cinema italiano, e ne mette in discussione il ruolo nel Paese. E se da un lato la programmazione si concentra in una settimana, dall’altro non riduce certo il suo respiro, la mole di visioni e la molteplicità di sguardi sul globo, per un viaggio di oltre 90 film che intreccia impegno civile, ricerca artistica e urgenza della testimonianza.
Ad aprire il festival, lunedì 3 novembre al cinema La Compagnia, sarà l’anteprima nazionale di With Hasan in Gaza del regista palestinese Kamal Aljafari. Il film trasforma tre nastri MiniDV del 2001 in un commovente e spettrale atto di memoria, dedicato a un luogo e un tempo che la guerra ha cancellato. L’attenzione del festival si posa quindi sulle crisi che attanagliano il mondo umano, ma non solo. In Checkpoint Zoo, ad esempio, Joshua Zeman filma l’eroico salvataggio di oltre 5.000 animali dallo zoo di Kharkiv. Attraverso questi e altri sguardi, il Festival dei Popoli conferma la sua vocazione alla testimonianza, facendo proprio il monito del presidente onorario Ken Loach: “Dobbiamo fare da testimoni e raccontare la verità”.
Accanto alla cronaca più urgente, il festival esplora il potere eversivo dell’arte. In Ai Weiwei’s Turandot di Maxim Derevianko, l’artista cinese trasforma il suo debutto nella lirica alla Roma Opera in un manifesto sulla libertà d’espressione. Mentre Alkan Avcıoğlu punta dritto alla provocazione con Post Truth, il primo documentario interamente generato dall’intelligenza artificiale, che sfida le nostre certezze su realtà e finzione. La dissidenza corre anche lungo i fili della musica, con il ritratto intimo e fragile di Piero Pelù nel biopic Piero Pelù. Rumore dentro di Francesco Fei, e con il racconto della scena new wave fiorentina degli anni ‘80 in Uscivamo molto la notte di Stefano Pistolini e Bruno Casini. Ritrattista di autori fuori norma (Genesis P-Orridge, The Residents) anche la regista Marie Losier, a cui è dedicata una delle due retrospettive di quest’anno. A lei si affianca Sarah Maldoror (1929-2020), prima cineasta africana e voce rivoluzionaria del cinema panafricano, le cui opere verranno presentate dalla figlia Annouchka de Andrade.
Come di consueto, il Festival propone il suo doppio concorso (italiano e internazionale) dedicato al documentario di creazione. Sguardi indiscreti sul mondo, sulle sue violenze e trasformazioni, sui suoi volti sconosciuti o dimenticati. Il Concorso Internazionale, con 9 lungometraggi in anteprima, affianca maestri riconosciuti a nuove voci della non-fiction. Il Concorso Italiano, composto da sette opere, intreccia invece “periferie, professioni di ieri e di domani, sogni e lotta politica”. Si spazia dalle operaie vietnamite di She (Lei) di Parsifal Reparato, alle rovine industriali di Taranto in Queste cose non avvennero mai ma sono sempre di Pierluca Ditano, fino al viaggio terapeutico in Sardegna di Cumpartia di Daniele Gaglianone.
Particolare attenzione è riservata alle questioni ambientali con la sezione Habitat, che affronta le sfide globali e locali della sostenibilità, tra migrazioni e schiavitù moderne. Feminist Frames, in collaborazione con Calliope Arts, riunisce opere di registe sulla liberazione delle donne, come il manifesto No Mercy di Isa Willinger. E per guardare al futuro, il concorso Discoveries è dedicato ai giovani filmmaker di tutto il mondo, mentre Future Camps porta a Firenze le opere delle migliori scuole di cinema europee.
Ritratti, confini, memorie. La 66esima edizione del Festival dei Popoli riafferma il suo ruolo come luogo di scoperta e riflessione, capace di dare voce a chi vive le emergenze del nostro tempo. Un’edizione che, nonostante le crisi, mantiene vivo il valore del documentario come forma d’arte e strumento di impegno civile.
