Festival di Cannes (12-23 maggio 2026): Nostalgia for the future di Brecht Debackere (Cannes Classic – Concorso)

Nostalgia for the future – non una semplice biografia del grande regista francese Chris Marker ma una cartografia celeste in cui le coordinate ci trascinano nella scia gravitazionale di un eterno vagabondo. Voto ***(*)

Nostalgia for the future del regista belga Brecht Debackere torna sulle orme, meglio dire le tracce di una tra le più grandi figure, quasi leggendaria, del cinema e della sua storia: Chris Marker , nome d’arte di Christian François Bouche-Villeneuve (1921 –2012). Per chi non lo conoscesse, non era solo un regista. Era un filosofo del cinema. Noto soprattutto per La jetée (1962), una suggestiva meditazione foto-romanza sulla memoria, sul tempo e sul senso dell’apocalisse, Marker a modo suo ha ridefinito il concetto stesso di cinema. La sua opera ha fuso documentario e finzione, saggio e narrazione, ruotando sempre attorno al fragile rapporto tra passato e futuro. La sua influenza nel corso del tempo è stata profonda, in particolare in quegli autori a lui successivi che hanno osato trattare il tempo come qualcosa di elastico, soggettivo e politico. Nell’intera storia del cinema, Chris Marker rimane una figura imponente, colui che ha elevato l’arte dell’occultamento di sé a un livello superiore, persino alla grandezza delle sue stesse creazioni. Spesso definito “l’autore più famoso di film sconosciuti”, Marker credeva che l’identità di un regista dovesse risiedere unicamente nella sua opera, non nel suo volto. La sua vita, quindi, era un sacro rituale di invisibilità: un viaggio percorso attraverso pseudonimi e lo sguardo enigmatico di un gatto, sempre protetto dal freddo vetro del mirino.

In questo suo lavoro, Debackere tenta di tracciare le costellazioni di questa divinità fantasma. Eppure, non si tratta di una semplice biografia. È come una cartografia celeste in cui le coordinate non conducono a un porto finale, ma ci trascinano nella scia gravitazionale di un eterno vagabondo. Nostalgia for the Future vuole chiaramente inserirsi in quella tradizione, prendendo in prestito le “magnifiche ossessioni” di Marker: immagini d’archivio, voce fuori campo frammentata, struttura ellittica. L’aspetto forse più interessante di questo film è il suo “riutilizzo” delle opere di Marker e lo fa proprio impiegando quelle immagini come in una macchina del tempo.

Nostalgia for the future

Qui, l’archivio non è un deposito morto, ma un paesaggio vivo. Il tema centrale è in fondo il paradosso di come un’immagine persa e poi raccolta dal passato guidi la nostra immaginazione del domani, o di come il nostro guardare indietro rimodelli effettivamente il nostro futuro. Il titolo, Nostalgia for the Future, trova qui il suo vero significato: è un ricordo che non si ritira, ma guarda avanti. In quest’opera emerge anche il lato profondamente umano del grande regista francese. Non amava semplicemente i gatti: amava gli animali nella loro essenza. Il suo amato felino, Guillaume-en-Égypte, ritorna frequentemente come personaggio fortemente dall’espressività figurativa. Per Marker, un gatto rappresentava un mistero che era allo stesso tempo presente e assente. “Interrogando” con cautela la vita di Marker si scopre un uomo che ha viaggiato, osservato e filmato. Lui, infatti, possedeva una capacità acuta e penetrante di osservare e tradurre quell’osservazione in cinema.

Nostalgia for the future
Chris Marker

Ciò che rende Nostalgia for the Future contemporaneo più che mai oggi sta nel fatto che “cattura” il Marker meditativo, colui che si soffermava sulle domande piuttosto che sulle risposte. Quando troviamo una risposta precisa, gli ingranaggi del nostro pensiero si fermano. Ma quando indugiamo sulle domande, continuiamo a osservare e a cercare. Che la risposta venga trovata o meno diventa irrilevante. È davvero pochissima cosa. Al centro di tutto c’è Charlotte Rampling che con la sua voce narrante interpreta un’archivista semi-fittizia. Il suo racconto ci guida attraverso i documenti personali di Marker, frammenti di film inediti e le pagine dei suoi diari. Sembra così uno scavo archeologico, dove ogni frammento di immagine sepolto sottoterra sussurra una nuova storia tutta da raccontare, da tornare a montare. Rampling, come sempre, è magnetica nella sua immobilità. Attraverso la sua voce, fredda e misurata, l’archivio cessa di essere una montagna di oggetti sparsi e diventa un organismo vivente che infonde esperienza. Come spettatori, condividiamo la sua ricerca, assistendo al processo di indagine che si dispiega: un ritratto costruito con schegge di memoria piuttosto che seguendo il tempo cronologico. L’indagine si trasforma in un percorso tra immagini, memoria, tempo e nostalgia.

“In assenza di interviste tradizionali – annota il regista belga – ho scelto di seguire la logica associativa dell’opera stessa: i fili invisibili che collegano storia, filosofia e folklore. Così facendo, mi sono trovato di fronte all’archivio non come a un cimitero, ma come a un sistema vivente di memoria. Questo film non è un registro di date e luoghi: è un ritratto in astratto. È un tentativo di catturare uno stato d’animo che univa l’immaginazione lirica alla profondità etica. Un occhio scruta il passato, l’altro il futuro, ed entrambi i piedi ben piantati nel presente. In un mondo di media patinati e confezionati in modo confezionato, sono attratto dalla tenace insistenza di Marker sul frammento, sulla tangente e sulla complessità umana dell’immagine”.

Con questo film facciamo Ritorno al futuro e siamo ancora lì, in un fermo-immagine proprio di Marker, aspettando “l’ultima luna” per “l’uomo di domani” (così come cantava Lucio Dalla).


Nostalgia for the FutureRegia: Brecht Debackere; sceneggiatura: Brecht Debackere; fotografia: Alexi Van Hennecker, Jerome De Gerlache; montaggio: Giuseppe Leonetti; musica: Rutger Zuydervelt; interpreti/ voce narrante: Vanessa Rampling; produzione: Steven Dhoedt, Marc Thelosen, Daniel De Valck, Erika Rossi per Visualantics, SeriousFilm, Cobra Films, Ghirigori; origine: Belgio/ Paesi Bassi/ Italia, 2026; durata: 75 minuti.

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