Pretend it’s a city (Miniserie) – Teste di Serie

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METROPOLITAN LIFE

Martin Scorsese e Fran Lebowitz sono molto amici. E si vede. Sia perché su Netflix è approdata questa miniserie in sette episodi in cui, a suo modo, alla scrittrice ormai considerata newyorkese “purosangue” viene lasciata carta bianca, sia perché non è la prima volta che Scorsese punta l’occhio della macchina da presa sull’intellettuale dall’umorismo contagioso.
Stavolta, però, intervistare Lebowitz non è un modo scelto dal regista di Taxi Driver per permetterle di parlare di sé o, almeno, non solo: stavolta l’oggetto del discorso è la città di New York e l’autrice di Metropolitan life (1978), scaltra e pirotecnica “Cicerone” travestita da Virgilio, accompagna lo spettatore in un viaggio a ritroso nel tempo, fino ai giorni nostri, alla scoperta della Grande Mela. Della sua Grande Mela.

Scorsese sposta il punto di vista, non più affiancandosi – lo fa solo nelle sporadiche scene di repertorio, estrapolate dal precedente incontro audiovisivo Public speaking , del 2010 -, ma posizionandosi frontalmente a Lebowitz, spingendola e guidandola a sua volta in un flusso di coscienza, alla ricerca del senso del vivere in una metropoli come New York che, facile dirlo, non è mai del tutto una città tra le mani e sotto gli occhi di Scorsese, bensì un vaso di Pandora nel quale immergersi ed essere risucchiati in un marasma incontenibile di cemento, grattacieli infiniti, storie e vite sfuggenti.
Con il garbo e l’acume di due maestri dell’intrattenimento, Scorsese e Lebowitz si affidano più alle parole e ai ricordi, che alla potenza delle immagini, lasciando allo spettatore la facoltà di immaginare ed evocare scorci di speranze e avvenire, spesso appassito e giudicato con svelato cinismo dalla scrittrice stessa, che lascia il passo con disinvoltura e consapevolezza alla grandezza evocativa di una città vestita da sempre di un fascino austero e ammaliante.

Nonostante Pretend it’s a city – in italiano Fran Lebowitz: una vita a New York – sia un prodotto realizzato con la cura che solo un grande artigiano del cinema possiede, minuzioso e appassionato come uno storico che ricerca i lati nascosti di un secolo di cui conosce vita morte e miracoli, la miniserie Netflix può essere recepita in due modi differenti: c’è chi non se la lascerà scappare, attirato come un orso dal miele dalla presenza della coppia Scorsese-Lebowitz e chi, d’altro canto, potrà scoprire una personalità vulcanica e travolgente come quella della scrittrice e intellettuale, certamente meno mainstream di una delle colonne portanti di Hollywood; e nel caso in cui non scocchi la scintilla, Pretend it’s a city potrebbe risultare un’operazione noiosa e autoreferenziale, dura da digerire, nonostante l’eclatante simpatia di una donna che si fa fatica a smettere di seguire, così magnetica da rubare la scena alla stessa New York.

Questo Scorsese dimostra di averlo ben chiaro e la scelta del formato e della breve durata di ogni singolo episodio, rendono la miniserie un viaggio a cuore stretto a metà tra la nostalgia e la voglia di lasciarsi incantare dalla gargantuesca e selvaggia bellezza delle infinite vie newyorkesi, dal passo incessante delle moltitudini che la vivono, dai colori tiepidi dei locali, dai pertugi quasi rimasti bloccati in una frazione indefinita dello scorrere del tempo. Perché è impossibile contenere o raccontare New York da cima a fondo e questo sia Scorsese che Lebowitz lo sanno alla perfezione. E una opera così, diffonde la stessa, dolceamara sensazione di un viaggio intenso ma troppo breve, prima di distogliere lo sguardo da qualcosa che non si è compreso del tutto, ma di cui non possiamo, forse, farne davvero a meno. Fino alla prossima volta.


Pretend it’s a city – genere: documentario; showrunner: Martin Scorsese; stagioni: 1 (miniserie); episodi miniserie: 7; interpreti principali: Martin Scorsese, Fran Lebowitz; produzione: Netflix; network: Netflix (8 gennaio 2021); origine: U.S.A., 2021; durata: 30’ per episodio; episodio cult: Episode 1 – Pretend it’s a city (Episodio 1 – Fa finta che sia una città)

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