Due spicci di Zerocalcare (su Netflix)

Due spicci. Voto **** – Ancora una volta,  Zerocalcare coglie nel segno riconfermandosi capace di dipingere il nostro tempo con un’analisi approfondita e con una buona dose di ironia.

L’evoluzione e la portata del lavoro di Zerocalcare  (pseudonimo di Michele Rech, Arezzo, classe 1983) è ormai noto al grande pubblico: dopo l’esplosione di Dimentica il mio nome, il bellissimo e combattivo Kobane Calling, i due volumi di Macerie Prime, la mostra al museo MAXXi di Roma, curata da lui stesso, l’artista racconta ancora una volta la sua prospettiva del mondo in tre serie imperdibili targate Netflix, sempre partendo dal microcosmo di appartenenza.

L’ emozionante Strappare lungo i bordi è stato il primo capitolo, il cupo Questo mondo non mi renderà cattivo il secondo e Due Spicci il lavoro più recente e maturo – e onestamente, pur amando tutte e tre le serie, chi scrive ha preferito la prima, più urgente, diretta, necessaria, spontanea.Due spicci

C’è, comunque, in tutti e tre i capitoli, un filo invisibile che li accomuna: la capacità di comunicare al grande pubblico in modo diretto, senza grossi giri di parole o inutili castelli filosofici. La dote più spiccata dell’autore aretino è infatti quella di parlare in modo semplice, ironico, schietto e profondo al tempo stesso di tematiche universali e intime che toccano ognuno di noi, e questo indipendentemente dall’età, dal genere e dalla cultura di appartenenza.

Tra Due Spicci e i capitoli precedenti esiste anzitutto un salto di consapevolezza: Zerocalcare e i suoi amici sono nel pieno dell’età adulta, con le sue complessità e le problematiche non più delegabili ad altrui responsabilità. I protagonisti, hanno ormai superato i quarant’ anni e si ritrovano a dover affrontare la vita con una spinta diversa da quella postadolescenziale. Non ci si può più aggrappare a inutili scuse, all’ inerzia che blocca la spinta vitale o rimandare in continuazione sperando in un aiuto provvidenziale. È necessario un salto di maturità e una consapevolezza adulta.Due spicci

La storyline principale coinvolge Cinghiale, un tempo solido punto di riferimento del gruppo, ora alle prese con un debito insaldabile e con un gruppo di delinquenti alle calcagna. Il gruppo però è sfilacciato e ognuno è perso nel proprio mondo: se nei capitoli precedenti si dava spazio soprattutto alle fragilità di Zerocalcare (che comunque rimangono ben rappresentate), in questa serie anche gli amici, un tempo castelli incrollabili dove rifugiarsi, mostrano vulnerabilità non da poco.

E lo spirito del gruppo che supporta, purtroppo non basta perché l’essere adulti porta problematiche di ben altro spessore ed è necessario metterci la testa e il nome, battendosi in prima persona. Smeralda, Secco (personaggio sempre più interessante), Cinghiale, il disperato Montini, sono isole che tentano di fare fronte comune davanti ad urgenze di difficile risoluzione. E i debiti con individui poco raccomandabili non sono l’unica realtà difficile: la sottotrama della relazione tossica e violenta dell’amica Smeralda costringe Zero e tutti noi a un bagno di realtà da affrontare con decisione e solidità, ma in punta di piedi, cercando di non rendere più tossica una situazione già compromessa in partenza.

Da sfondo, poi, c’è sempre l’irrisolta incapacità di Zerocalcare di mostrare i suoi veri sentimenti, di lasciarsi andare, portando allo scoperto quella botola invisibile racchiusa in un posto lontano dal mondo.Due spicci

Se nei primi due episodi spiccava l’inquietudine giovanile e lo scontro con una realtà spesso difficile, in Due spicci  è la resa dei conti, il tempo che scorre, bussa alla porta e ti presenta il conto. E stavolta, serve una determinazione diversa, e tanta, tanta ironia. Il tempo, infatti,  a volte scioglie nodi inestricabili,  chiede immediate risoluzioni,  più spesso decide per te se non sei tu a farlo.

Zerocalcare si conferma ancora una volta capace di dipingere il suo tempo con un’analisi approfondita e con una punta di onnipresente sarcasmo, dotando i suoi personaggi di sfumature emotive complesse e ben ancorate alla realtà.

Su Netflix dal 27 maggio 2026.


Due spicci – Ideatore: Zerocalcare; regia: Zerocalcare, Davide Rosio (regia tecnica), Giorgio Scorza (regia tecnica); sceneggiatura: Zerocalcare; character design: Elisa Tulli; direzione artistica: Erika De Nicola; musiche: Giancane;  voci: Zerocalcare, Valerio Mastandrea; produzione: Davide Rosio, Giorgio Scorza per Movimenti Production, BAO Publishing; origine: Italia, 2026; numero episodi: 8; durata: 24-52 minuti; distribuzione: Netflix

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