Dal 7 al 15 aprile, la sedicesima edizione di Rendez-vous trasforma il Cinema Nuovo Sacher e il Centre Saint-Louis di Roma nel fulcro del nuovo cinema francese, dando il via a una manifestazione che celebra il legame storico e culturale tra Italia e Francia.
Patrocinata dall’Ambasciata di Francia in Italia e promossa da Unifrance, la rassegna si espande oltre la Capitale per toccare le sale di Torino, Milano, Bologna, Firenze, Napoli e Palermo, offrendo una selezione che alterna con maestria grandi autori e registi emergenti. Quest’anno, il festival si distingue per un’inedita fluidità tra le due culture: per la prima volta, i registi francesi dialogheranno direttamente con autori italiani in incontri esclusivi volti a rafforzare il confronto artistico tra le due nazioni. Si potrà assistere, ad esempio, al confronto tra Riccardo Milani e Vinciane Millereau dopo la proiezione di C’était mieux demain (Era meglio domani), o alla conversazione tra Marta Savina e Nathan Ambrosioni al termine di Les enfants vont bien. Un momento importante della manifestazione sarà la tavola rotonda Demain en vues, prevista per venerdì 10 aprile, dedicata ai giovani autori e alle narrazioni che esplorano i nuovi rapporti di genere, generazione e ambiente nel mondo contemporaneo.

Ad aprire il festival è La femme la plus riche du monde (La donna più ricca del mondo), regia di Thierry Klifa, presentato fuori concorso a Cannes 2025, con protagonista Isabelle Huppert, perfetta incarnazione di una donna manager a capo di una industria multinazionale che, nell’incontro con un fotografo omosessuale (interpretato da Laurent Lafitte, César come migliore attore), ritrova un senso alla sua esistenza. L’attrice sarà presente a Roma diventando in maniera simbolica la madrina della rassegna.
Il programma di questa edizione di Rendez-vous attraversa molteplici sensibilità cinematografiche, dal thriller politico al melodramma, fino all’animazione e al cinema musicale, con alcuni fili conduttori: il racconto delle trasformazioni familiari, le responsabilità collettive e la rappresentazione di personaggi femminili liberi e complessi. Opera prima della sceneggiatrice Alice Douart, Des preuves d’amour, percorso verso la genitorialità di una giovane coppia omosessuale – presentato alla Semaine de la Critique all’ultimo festival di Cannes. Love me tender dal romanzo autobiografico di Constance Debré, al secondo lungometraggio: il racconto di una battaglia legale, un ritratto femminile interpretato da Vicky Krieps tra ingiustizia, lotta per l’identità e la libertà personale – presentato a Un Certain Regard a Cannes 2025. Dites-lui que je l’aime, un film di Romane Bohringer: Da un testo letterario autobiografico si intreccia la storia di due madri e due figlie, di cui una la regista stessa. L’engloutie di Louise Hémon tra realtà e leggenda, temi della memoria, della trasformazione e della trasmissione – sapiente opera prima con protagonista Galatea Bellugi, perfetta incarnazione del dialogo tra Italia e Francia. Esordio nel lungometraggio anche per Amélie Bonnin con Partir un jour (Allora balliamo), film di apertura della 78esima edizione del Festival di Cannes: per la prima volta un’opera prima diretta da una regista donna apre il festival tra i più famosi del mondo – un film musicale sui ricordi e sulle possibilità mancate. Les enfants vont bien di Nathan Ambrosioni, enfant prodige del cinema francese, il ventiseienne fa un film sulla maternità voluta o imposta dal destino e sulle sue ambivalenze. Protagonista Camille Cottin, una delle protagoniste della serie Dix pour cent (Chiama il mio agente). Anteprima italiana di Couture, regia di Alice Winocour, racconto dall’interno del mondo della moda e della creazione artistica – cast di eccellenza con Angelina Jolie e Louis Garrell.

Classe moyenne (La festa è finita!) di Antony Cordier, commedia divertissment in cui lo scontro di classe si confronta con una borghesia estremizzata, un racconto comico ma ironicamente amaro con una irresistibile Laure Calamy nei panni della custode della villa e Élodie Bouchez in quelli della ricca snob. C’était mieux demain di Vinciane Milereau, regista e attrice, un cinema attento al quotidiano, primo lungometraggio da regista, un viaggio nel tempo sulla possibilità di ricominciare. Dossier 137 (Il caso 137), un’indagine della polizia diventa terreno di confronto etico personale, regia di Dominick Moll che, con La nuit du 12, 2022, ha vinto 6 César, tra cui miglior film e miglior regia. L’affaire Bojarski di Jean-Paul Salomé, un thriller ispirato a una storia vera su un falsario rifugiato polacco nella Francia del dopoguerra.
Al centre Saint-Louis due film di animazione per il pubblico più giovane: Angelo dans la forêt di Alexis Ducord e Vincent Paronnaud; Le secret des mésanges di Antoine Lanciaux.
Molte chicche da non perdere: viene l’acquolina in bocca per questo Rendez-vous. Buona visione.
