Rooney di Matt Smith

  • Voto

È un uomo di trentasei anni che racconta, con la m.d.p., alternando immagini di repertorio alla presa diretta, il primo pezzo di strada fatta. Quest’ultima si biforca in due lingue, da un lato il calcio e le prodezze, dall’altro i problemi e le paure che fagocitano tutto quanto in un buco nero. Il talento selvatico distilla i punti cardine della narrazione e ci troviamo a provare empatia nei confronti di un grande atleta che potrebbe, in un’epoca di patina, realmente aver confessato la sua prima fermata.

Wayne Rooney, attualmente coach del Derby County in Championship (la serie B inglese), è tra i giocatori più forti del calcio inglese e mondiale. È colui che ha segnato più reti nella storia del Manchester United e della nazionale dei tre leoni e ha vinto, durante la sua ventennale carriera, diciotto trofei tra cui cinque Premier League, una Champions League e un Mondiale per Club.

Parliamo dunque, come oggi il carrozzone mediatico certificherebbe, di un top player. Il documentario di Matt Smith ci racconta, seguendo precisamente le dichiarazioni, affermazioni del nostro, la nascita e il fiorire di un diamante grezzo capace di emozionare un’intera nazione. Ad affiancare il protagonista troviamo i ricordi della moglie Coleen, dei suoi allenatori, dei compagni del Manchester United e dei giornalisti che, nel corso degli anni, hanno vissuto le sue gesta.

Un atleta precoce, un enfant prodige che brucia le tappe nell’Everton e che diventa, senza volerlo, il nucleo centrale del sogno inglese di riconquistare il Mondiale dopo decenni di vacche magre. La pressione, la stampa, le scelte sbagliate e le paure diventano lentamente, nel corso del documentario, le tematiche esistenziali, esperienziali da affiancare alla bellezza carsica del gesto tecnico, della forza e della potenza caratterizzanti il gioco del calcio di Rooney.

Il ragazzo della middle class di Liverpool, che a dodici anni beveva sidro e si azzuffava continuamente con i coetanei, tornando a casa con un occhio nero, si mostra sincero davanti alla m.d.p.; il documentario vive un ritmo che svolta repentinamente dalla gloria al fallimento, dal gesto tecnico del passato al presente fatto di una “necessaria” attività, pena l’arrivo dei pensieri ossessivi amici del collasso. Quest’ultimo si verifica, e il film lo presenta ciclicamente, sotto forma di tradimenti nei confronti di Coleen, di abuso di alcool, di fallimenti sportivi, principalmente con la nazionale, ingigantiti oltremodo dalla stampa, quest’ultima vera matrigna che esalta e fagocita.

Disponibile su Amazon Prime, si mostra un Rooney sincero, che potrebbe emozionare anche coloro i quali sono distanti anni luce dal mondo del calcio. Il ragazzo di Liverpool è ormai un uomo e ha paura, nonostante sia milionario e abbia una famiglia pronta a sostenerlo, di ciò che verrà e di ciò che è stato.

La regia racconta il tutto con la necessaria discrezione e a noi spettatori restano le immagini dei goal e la lieta consapevolezza, se mai ce ne fosse bisogno, che anche una star del calcio mondiale è in fondo testimone dell’enorme mistero della vita.

Su Amazon Prime


Rooney– regia: Matt Smith;  sceneggiatura: Matt Smith; produzione: Lorton Entertainment; origine: Regno Unito, 2022; durata: 103’; distribuzione: Amazon Prime.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.