Non è chiaro, nei primi 20-30 minuti, che genere di film si stia svolgendo davanti ai nostri occhi: l’inizio è caotico, con un montaggio alternato che intreccia diverse situazioni, molti personaggi, e una confusa esposizione degli accadimenti tramite dialoghi sfilacciati e confusi.
L’anno nuovo che non arriva di Bogdan Mureşanu non promette bene per nulla, si teme il peggio. Però il peggio non solo non arriva, ma si esce dalla sala, dopo due ore e venti, rinfrescati ed entusiasti per un film che si ricorda di essere tale dopo circa quaranta minuti. Da lì in poi si trasforma completamente, in un dialogo tra black humour e tensione che crescono in parallelo e culminano in una magistrale sequenza finale, in cui tutte le vicende raggiungono il loro apice sull’incedere maestoso del Bolero di Ravel. Una grande esplosione simbolica ed emotiva che coincide con la storica caduta del regime di Ceaușescu.
Facciamo però un passo indietro: anche se nell’aria si avverte già il profumo della rivoluzione, i nostri protagonisti si muovono ancora all’interno di una realtà di regime, con severi controlli della Securitate, la temuta polizia segreta. Siamo nel 1989, anche se nessuno se ne rende conto e nonostante la televisione continui a trasmettere messaggi di propaganda, il regime è uno zombie barcollante, che avanza chiedendosi quando verrà il suo momento. Fino ad allora però, lo show deve continuare, e così abbiamo un’attrice costretta a recitare gli auguri al presidente con un sorriso che non riesce a produrre, un padre disperato perché il figlio, nella letterina inviata a Babbo Natale, ha espresso il desiderio della morte del dittatore per il genitore, e un ragazzo che, mentre cerca di attraversare il confine via Danubio, viene catturato e si trova in una situazione molto problematica. Nel mentre centinaia di migliaia di manifestanti si stanno radunando spontaneamente nel centro di Bucarest; arriva il 22 Dicembre, il volto della Romania sta per cambiare per sempre.
Basta un petardo per scatenare il finimondo e la grande festa di rivolta che rappresenterà un “liberi tutti” per i protagonisti: l’attrice non dovrà più cantare, il padre non dovrà preoccuparsi delle conseguenze della lettera, e il ragazzo verrà liberato.

Come afferma il regista, questo è un film che tiene la vicenda storica come sfondo, concentrandosi sull’adesso. Ed è proprio il Bolero di Ravel a raccontare l’avanzata della rivoluzione fuori, nel paese, mentre le immagini continuano a focalizzarsi sul presente dei singoli protagonisti. Proprio queste vicende si fanno via via più lucide, fresche, coinvolgenti, intense e, soprattutto, girate con una grande attenzione alle soluzioni visive e di montaggio: stacchi e raccordi inaspettati si affiancano alle riprese mosse della camera a mano, atte ad illustrare le situazioni sempre più grottesche e divertenti, in cui si trovano i protagonisti.
Bogdan Mureşanu è anche sceneggiatore e produttore del film, che è stato girato principalmente a Bucarest e dintorni. La fotografia, curata da Boróka Biró, ha contribuito a creare un’atmosfera nostalgica degli anni ’80; anni che per molti rappresentano tempi andati di gioventù, ma il regista invita a ricordare l’effettiva realtà di quel periodo: “La gente tende a dimenticare, è così. Ricordano solo che erano giovani allora e probabilmente non era “così male”. Ma questo film dovrebbe fungere da promemoria di quanto sia stato davvero brutto“, osserva.
L’anno nuovo che non arriva ha vinto come miglior film della categoria Orizzonti al Festival di Venezia del 2024, concordiamo con il verdetto, aggiungendo che in questa occasione, come talvolta accade, il vincitore della sezione collaterale di Orizzonti si rivela essere un film migliore dei quello a cui è andato il blasonato Leone d’oro del Concorso ufficiale. E anche se con più di un anno di ritardo, per fortuna, esce ora nelle sale italiane.
In sala dal 4 dicembre 2025.
L’anno nuovo che non arriva (Anul nou care n-a fost) – Regia e sceneggiatura: Bogdan Mureșanu; fotografia: Boroka Biro, Tudor Platon; montaggio: Vanja Kovacevic, Mircea Lacatus; scenografia: Iulia Fulicea, Victor Fulicea; costumi: Dana Anghel; suono: Raza Studio; effetti visivi: Chainsaw Europe; interpreti: Adrian Vancica, Iulian Postelnicu, Emilia Dobrin, Nicoleta Hâncu, Andrei Miercure, Mihai Calin; produzione: Kinotopia (Bogdan Mureșanu), All Inclusive Films (Vanja Kovacevic); origine: Romania/Serbia, 2024; durata: 138 minuti.
