Crime 101 – La strada del crimine di Bart Layton

Crime 101 – La strada del crimineVoto ***


Proprio come Mike (Chris Hemsworth), protagonista del suo ultimo film, Crime 101 – La strada del crimine, Bart Layton pare seguire degli schemi comportamentali ben definiti: è evidentemente attratto, infatti, da un certo tipo di figure (in una zona liminale tra realtà e finzione) di cui ama narrare le storie. Persone legate a vario titolo al mondo del crimine, del furto in particolare: di identità (The Imposter, 2014), di libri , (American Animals, 2018),  di gioielli. Protagonisti dalla personalità controversa, dall’identità gassosa, non data una volta per tutte, che cercano nella loro fuga dal sistema un modo per auto-definirsi. Dunque, come vedremo, è proprio attorno al tema dell’identità che va ricercato il nodo centrale della filmografia del regista inglese.

La U.S. Highway 101 è una strada che, correndo lungo tutta la costa ovest degli Stati Uniti D’America, da nord a sud, collega, alle sue estremità, gli stati di Washington e della California, terminando la propria corsa a Los Angeles. Proprio nella città degli angeli, la Route 101 diviene il palcoscenico sul quale sono messe in scena le esistenze del ladro di gioielli Mike (Chris Hemsworth), del Detective Lou Lubesnick (Mark Ruffalo) e dell’assicuratrice Sharon Colvin (Halle Berry). Il Det. Lubesnick, un matrimonio in crisi di cui pare non accorgersi, è da tempo sulle tracce di un imprendibile rapinatore che, secondo lui, agisce come un lupo solitario, pianificando i colpi con assoluta meticolosità e precisione, proprio a ridosso della famigerata Highway. In fatto di meticolosità, ai confini con l’ossessione per il proprio lavoro, Lubesnick  non gli è certamente secondo, come, a suo modo, non lo è nemmeno Sharon: brocker assicurativa in crisi, abituata un tempo a prendere all’amo pesci di grossa taglia. Durante l’ultimo colpo messo a segno in una gioielleria qualcosa va storto e Mike, complice anche l’incontro con la giovane Maya (Monica Barbaro),  comincia a riflettere sulla possibilità di smettere con la propria attività, programmando un ultimo grande furto. Il suo ricettatore Money (Nick Nolte, che a 85 anni suonati ancora giganteggia, sebbene in sequenze fin troppo brevi), è però di diverso avviso e, intenzionato a tradirlo, mette alle costole di Mike la scheggia impazzita Ormon (un Barry Keoghan forse troppo overacting). Le vite dei quattro, sospese tra le luci notturne della città e le ombre del giorno, in una Los Angeles già testimone di altri epici scontri tra banditi imprendibili e poliziotti ossessionati, sono dunque fatalmente destinate a incrociarsi, con esiti imprevedibili.

Nelle doppia veste di sceneggiatore e regista, partendo dall’omonimo racconto scritto da Don Winslow  e pubblicato nella raccolta intitolata Broken del 2020, Layton cuce addosso ai tre ottimi protagonisti (e all’altrettanto ottimo cast di comprimari di cui si è scritto), delle parti che paiono uscite da un manuale di sceneggiatura per film polizieschi e Heist Movies. E, in questo caleidoscopio dichiaratamente citazionista, pare non mancare proprio nulla. Sul finale del film, infatti, non a caso vengono citati due titoli emblematici, entrambi interpretati da Steve McQueen: Il caso Thomas Crown e Bullit, entrambi del 1968. La broker assicurativa, il ladro con un ferreo codice deontologico, l’investigatore ossessionato dalla verità, le loro vite solitarie e insofferenti nei confronti dell’autorità, gli inseguimenti automobilistici adrenalinici, la preparazione maniacale dei colpi, la partita a scacchi (metaforica) tra ladro e poliziotto e, ultimo ma non ultimo, le belle auto (ora d’epoca), sono i topoi di genere, qui tutti utilizzati a dovere.

Ma quello dell’Heist Movie è però anche un vestito che Layton utilizza per parlare dei temi che in qualche modo percorrono, sotterranei neanche troppo, la propria produzione filmica. Esistono due mondi speculari, che si guardano ma non si riconoscono, proprio come la Los Angeles notturna, ripresa dall’alto, illuminata e glamour,  e la sua controparte diurna, le cui strade assolate e trafficate sono percorse in macchina, i cui marciapiedi fanno da casa a stuoli di senzatetto mentre le persone facoltose possono permettersi grandi ville o bellissimi appartamenti in riva al mare.  Una città, un’America, dalla doppia veste, dalla doppia identità (opulenta e misera), dove non tutti riescono ad avere “la propria fetta di sogno americano”.

Crime 101
                    Chris Hemsworth

Mike, Sharon e Lou, forse loro malgrado, lasciano che siano fattori esterni a definirli come persone, principalmente il lavoro: essi sono quello che fanno. Il primo manca di aderire al patto sociale che prevede la divisione gerarchica tra le persone a seconda del censo, anzi lo sabota, mentre la seconda vi aderisce in pieno, o perlomeno sogna di farlo nelle poche ore di sonno travagliato che il suo subconscio in fermento gli concede.  Lou, d’altro canto, fa storia a sé, portando sulle proprie spalle il peso più gravoso, quello di salvaguardare il sistema e quel patto sociale messo a repentaglio da Mike. Nel suo essere tutore del sistema (non semplice ingranaggio) non gode dei benefici di entrambi, ma nemmeno di quelli che gli spetterebbero per il proprio ruolo, essendo egli alieno a qualsiasi compromesso morale. A tutti e tre, quello che hanno (che hanno avuto e che avranno) sta stretto.

E’, quella dei protagonisti, al contempo una ricerca e una fuga da un’identità eterodeterminata e messa continuamente in crisi, nascosta, dissimulata, protetta o rubata, definita da numeri, statistiche, modelli comportamentali o, più prosaicamente, dal conto in banca.

E’ un film solido quello di Bart  Layton, con una sceneggiatura sfaccettata e una confezione curata, cui giova la fotografia di Erik Wilson. Uno di quei film di genere che se ne vedono pochi oggigiorno al cinema. E non aggiungiamo altro.

In sala dal 12 febbraio 2026.
Dal 1 aprile su Amazon Prime.


Crime 101 – La strada del crimine  (Crime 101 )  Regia: Bart Layton; Sceneggiatura: Bart Layton (tratto da Crime 101 by Don Winslow); fotografia: Erik Wilson; montaggio: Jacob Secher Schulsinger, Julian Hart; musica: Blanck Mass; interpreti: Chris Hemsworth, Mark Ruffalo, Barry Keoghan, Monica Barbaro, Corey Hawkins, Jennifer Jason Leigh, Nick Nolte, Halle Berry; produzione: Tim Bevan; Eric Fellner; Derrin Schlesinger; Dimitri Doganis; Bart Layton; Shane Salerno; Chris Hemsworth; Ben Grayson; origine: USA/ Gb., 2026; durata: 140 minuti; distribuzione: Eagle pictures.

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