Willie Peyote – Elegia Sabauda di Enrico Bisi (2025) (Su Mubi)

Willie Peyote – Elegia Sabauda. Voto ***


Willie Peyote – Elegia Sabauda è il docufilm di Enrico Bisi che racconta il cantante e ne ripercorre la carriera artistica, senza ometterne i momenti di grande difficoltà e di cambiamento sino all’apparizione di Sanremo del 2025 con il brano Grazie ma no grazie.

Il documentario è un collage di interviste, riprese di momenti quotidiani del cantante e di suoi spettacoli. Il film inizia con Guglielmo Bruno, in arte Willie Peyote, che si muove per Torino e che, con i due amici, prepara uno spaghetto cacio e pepe in cucina discutendo sul numero di elementi necessari: una sorta di metafora della musica. Un aneddoto analogo è inserito anche in chiusura del film. Il rapper viene presentato in tutto il suo modo di essere genuino, con l’ironia che lo contrassegna per l’ intero documentario.

Vediamo anche i suoi genitori, che raccontano degli aneddoti sul ragazzo da piccolo: la madre, in particolare, ci mostra delle fotografie di lui da bambino, per esempio durante uno spettacolo teatrale. I genitori appaiono una coppia, diciamo così, ben eterogenea: lei testimone di Geova e lui ex batterista. Il cantante dichiara di essersi allontanato dalla fede della madre perché non ci credeva abbastanza, a differenza della sorella, pur rispettandone i valori. Gli stessi genitori raccontano di quando hanno trovato un quadernetto con i testi di Eminem tradotti in italiano, che parlavano di criminalità e suicidio.

Sembra che all’epoca si siano molto preoccupati per la vita di loro figlio, sebbene oggigiorno lo raccontino ridendoci sopra.
Il rapper descrive se stesso senza peli sulla lingua, anche nel raccontare  dei momenti molto difficile della sua vita oppure quando spiega gli errori commessi a ridosso di Sanremo. In quell’occasione, Willie ha mostrato tanti istanti di imbarazzo e la sua sostanziale insofferenza verso formalità o l’abbigliamento elegante, ma anche riguardo a interviste e dinamiche di marketing – il cantante si era esibito a Sanremo già nel 2021 con il brano Mai dire mai (La Locura).

Le interviste condotte da Enrico Bisi, che spesso e volentieri si intravede attraverso lo specchio, sono poi intervallate dalle domande di alcuni bambini e dai suoni di trombe e strumenti musicali. Willie, proprio come un bimbo, si contraddistingue per la sua forte spontaneità, in un mondo fatto di tante ipocrisie.

Vediamo poi il suo rapporto con gli altri componenti della band, che denotano rispetto e stima reciproca. Da parte di Willie traspare sempre un senso di grande responsabilità dovuto al suo ruolo di frontman.
Ovviamente non poteva mancare  la squadra di calcio del cuore, il Torino, nonostante non sempre lo renda orgoglioso del suo tifo. È come se il nostro protagonista debba sempre stare dalla parte di tutto ciò che non è mainstream e ciò fin dai tempi della frequentazione dei centri sociali.Willie Peyote

In definitiva, il lavoro di Enrico Bisi rappresenta un tentativo ben riuscito di raffigurare il rapper italiano, al di là di clichés e senza fossilizzarsi troppo sul fenomeno Willie Peyote, ma descrivendone anzi il processo di cambiamento dal periodo del Covid fino il 2025, che è quello poi cruciale per le sue ultime sue creazioni artistiche.

Lo stesso cantante, attualmente, riconosce che la fortuna della propria carriera sia stata legata soprattutto al contesto sociale riferibile ai dischi Sindrome di Tôret (2017) e Iodegradabile (2019). Bisogna, inoltre, sottolineare l’importanza del montaggio di Morena Terranova, che conferisce forza e organicità all’intero materiale girato. È, dunque, un film che  contemporaneamente fa sorridere gli spettatori e che celebra Willie per quello che è o vorrebbe essere: uno che sul palco canta, ma anche un fenomeno peculiare della città di Torino, come il Toro, la Mole Antonelliana o i gianduiotti.

Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma (15-26 ottobre 2025).
In sala il 3-4-5 maggio 2026.
Su Mubi dal 28 agosto 2026.


Willie Peyote – Elegia Sabauda – Regia sceneggiatura: Enrico Bisi; montaggio: Morena Terranova; musica: Willie Peyote; produzione: Enrico Bisi, Stefano Cravero – Base Zero; origine: Italia, 2025; durata: 94 minuti; distribuzione cinematografica: Wanted Cinema.

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