The Dog Stars – Le Stelle dopo la fine. Voto ***. Dall’omonimo romanzo apocalittico di Peter Heller che parla di un virus letale antesignano, il veterano Ridley Scott ha tratto il suo ultimo film di Sf distopica dal tono quasi gentile e ottimista, pur trattando della lotta brutale per la sopravvivenza e del sogno di una rinascita collettiva.
A 88 anni, se si sta ancora bene in salute, l’urgenza del fare diventa una specie di comandamento. Infatti, l’inglese Ridley Scott continua a sfornare un film dopo l’altro: neanche due anni fa Il Gladiatore II, adesso The Dog Stars – Le stelle dopo la fine, ora nelle sale con 20th Century Studios.
Alla base c’è un romanzo di Peter Heller del 2012, l’ennesimo incentrato su un’Apocalisse prossima ventura, in questo caso provocata da un mortale virus influenzale che ha riportato il pianeta a una specie di Medioevo o quasi. Ma certo il pensiero va alla pandemia da Covid-19, e il film, sia pure tra le righe, sposa la causa dei vaccini contro un certo oscurantismo anti-scientifico di ritorno, non solo negli Stato Uniti.
Siamo nel 2035, dalle parti di una Denver semidistrutta, anche se il Colorado delle Montagne Rocciose è stato “ricostruito” quasi tutto qui in Italia, tra Friuli Venezia Giulia, Veneto, Abruzzo e Cinecittà, immagino per risparmiare sul budget.
Il buono della situazione in The Dog Stars è il trentenne Hig, un ex meccanico che sa aggiustare tutto, soprattutto provetto pilota di aerei ultraleggeri. Con il suo sbidonato Cessna, il giovanotto s’allontana ogni tanto dal piccolo aeroporto dove vive insieme al roccioso Bangley, un ex soldato, pieno di armi, deciso a non farsi sopraffare dai predoni, i cosiddetti “mietitori”, che cercano cibo, benzina e fucili. Vedovo inconsolabile, Hig ha trovato nel cane Jasper l’amico più fedele, l’unico che l’accompagni nei suoi giri di perlustrazione e di rifornimenti vari (medicine, bibite, merendine, carburante).
Ma il pilota è stanco di quella vita, si sente come imprigionato, sicché, lasciando Bangley e una piccola comunità agricola di Mennoniti, decide di volare verso Grand Juction, che esiste davvero in Colorado. Sarà l’inizio di un’avventura dai toni quasi western, alla fine si torna sempre lì nel cinema americano, nella quale l’uomo farà conoscenza con la bella Cima e il burbero padre Pops…
Tutto in buona misura già visto in decine di film post-apocalittici, da fantascienza distopica, dialoghi inclusi; anche se Scott ci mette in The Dog Stars del suo, in una chiave sentimentale e malinconica, da speranza possibile, nonostante massacri e atrocità. E mi fermo qui perché ne succedono di cose, anche piuttosto strambe.

La neo-star Jacob Elordi, alto quasi due metri, fa del suo Hig un eroe controvoglia, che scruta le stelle di notte e vorrebbe smettere di uccidere, mentre Bangley, Cima e Pops sono interpretati rispettivamente da Josh Brolin, Margaret Qualley e Guy Pearce. Chi ama il genere, rilanciato nel 1979 dall’australiano Interceptor, troverà in The Dog Stars quanto ci si aspetta dai film sul tema: la lotta brutale per la sopravvivenza e il sogno di una rinascita collettiva.
Elordi, che fu Elvis Presley in Priscilla, sembra a tratti autocitarsi; l’eroe veste Carhartt dalla testa ai piedi, per contratto e per dare l’idea di essere un rude campagnolo; non sfuggirà agli esperti di musica l’utilizzo interessante, quasi per antifrasi, della toccante canzone folk “The Long Black Veil” qui nella versione di Mick Jagger con i Chieftains.
Ho letto sul “Corriere della Sera” che Ridley Scott non legge recensioni da quando il suo Blade Runner fu stroncato da Pauline Kael sul “New York Times” con ben quattro pagine. «Una regola ferrea. Perché se quel che scrivono è positivo, penso di possedere il mondo e non è vero. Se è negativo, mi deprimo e basta». Posso stare tranquillo, quindi.
In sala dal 26 agosto 2026.
The Dog Stars – Le Stelle Dopo la Fine (The Dog Stars) – Regia: Ridley Scott; sceneggiatura: Mark L. Smith, Christopher Wilkinson; fotografia: Erik Messerschmidt; montaggio: Sam Restivo, Claire Simpson; musica: Harry Gregson-Williams; interpreti: Jacob Elordi, Margaret Qualley, Josh Brolin, Guy Pearce, Allison Janney, Benedict Wong, Alara-Star Khan; produzione: Ridley Scott, Michael Pruss, Mark L. Smith, Cliff Roberts per 20th Century Studios, Scott Free Productions; origine: Usa/ Gb, 2026; durata: 118 minuti; distribuzione: The Walt Disney Company Italia.
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