48° Cinéma du Reél (Parigi, 21-28 marzo 2026): Concorso cortometraggi e Premio miglio corto

Il video del film vincitore del Concorso cortometraggi: Local Sensations

Cosa determina la durata di un documentario? La storia raccontata? L’approccio visivo? Lo si può decidere in anticipo o è la materia stessa che determina la sua giusta lunghezza? In tutti i festival, il minutaggio di un film non è più importante. Anche il passaggio dalla televisione generalista alle piattaforme ha reso meno stringente il doversi adeguare a durate standard: pezzature da inserire in palinsesti prefissati. È così che anche al Cinéma du Reél si passa dal film di quasi tre ore a quello da sette minuti.

Concorso cortometraggi
El León

Al festival sono stati selezionati 11 corti. Tra questi, El Leon di Diana Bustamante, colombiana, precedentemente produttrice, che solo da pochi anni ha debuttato nella regia. Al centro della sua ricerca c’è il periodo più violento della storia recente del suo paese, gli anni ’80 degli scontri tra militari, paramilitari e cartelli della droga. A farne le spese la società civile. L’idea di questo film nasce da una breve sequenza che la regista ha trovato mentre visionava archivi di telegiornali per un progetto precedente. All’improvviso, ecco che si ritrova a visionare l’immagine di una bara esposta in un auditorium universitario e riconosce la sua università. Un luogo di concerti trasformato in uno spazio funerario. A partire da questa presa di coscienza,  Bustamante sviluppa una riflessione – impressionista, emotiva – sulla maniera in cui la violenza trasforma gli spazi e ne altera il significato. La vittima che si commemora non è un narcotrafficante ma un professore universitario, e comunque non è importante conoscere il fatto di cronaca o la storia della Colombia per essere toccati emotivamente. Il film lavora sull’emozione suscitata dalla giustapposizione di immagini e suoni, tutti materiali d’archivio: un cantante lirico che prova con una pianista nell’auditorium vuoto, poi nello stesso posto la folla che scandisce slogan contro la violenza – i volti coperti da un foulard o da un libro o un maglione quando la macchina da presa del telegiornale panoramica su di loro. Il film produce una “conversazione aperta nella quale lo spettatore proietta la propria memoria”, dice la regista. El Leon è un confronto con la memoria del trauma storico che il Cinema aiuta ad affrontare, metabolizzare, superare.

Concorso cortometraggi
     Local Sensations

Shot Reverse Shot, terza coregia del celebre regista rumeno Radu Jude con lo storico Adrian Cioflâncă, lavora anch’esso sui traumi della Storia e anche in questo caso si confronta con materiali d’archivio, ma l’approccio è totalmente diverso: narrativo. L’idea del film nasce dal ritrovamento fatto da Cioflâncă negli archivi della Securitade – la polizia politica degli anni del regime di Nicolae Ceausescu – di un dossier su un fotografo americano, Edward Serotta, che a metà degli anni ’80 era stato in Romania per documentare la vita quotidiana nel paese. Aveva ottenuto il permesso ma era stato seguito e fotografato “segretamente” da agenti che controllavano i suoi movimenti. A distanza di quarant’anni i due archivi si incontrano: da un lato le foto e la voce narrante di Serotta, intervistato per il film, dall’altro le veline e le foto degli agenti di polizia, con una voce neutra che legge i contenuti dei rapporti.  Un campo e controcampo che rivela tutta l’ironia della Storia e di un sistema di sorveglianza che diventa esso stesso oggetto di osservazione. Una meditazione lucida e caustica sul controllo e sul tentativo – da entrambe le parti – di captare il reale che sfugge sempre.

A vincere il premio per il migliore cortometraggio, un film ancora diverso: Local Sensations del tailandese Tulapop  Saenjaroen. Niente archivi, nessuna dimensione narrativa, apparentemente un documentario di osservazione che segue i visitatori nel giardino botanico di un’università, alcuni apprendisti dell’arte del vetro soffiato, un musicista che prepara gli strumenti per un concerto, ma questi materiali sono associati senza alcun apparente filo logico. A tenerli insieme una voce off tratta da un saggio di architettura: « Come concepire un monumento moderno senza che diventi un santuario», scritto all’indomani del colpo di stato del 2006 quando la politica si pose l’obiettivo di eradicare quello che considerava un eccessivo senso del sacro dalla società tailandese imponendo dall’alto la sua visione. Inevitabilmente, e seguendo un’altra strada, ecco che anche Saenjaroen sviluppa una riflessione sulla violenza dell’autorità e sui traumi provocati, anche se in un modo più laterale e non diretto. Lo fa usando il bianco e nero e il 16mm. “Io volevo lavorare con dei limiti, con l’incontrollabile”, spiega il regista, e la pellicola gli poneva queste condizioni. Un film in cui i confini tra gli ambiti della fotografia, del montaggio, della scrittura, non sono definiti e anche la musica della colonna sonora nasce da un’improvvisazione (del musicista filmato dal regista) su cui Saenjaroen non ha voluto avere controllo.

Il cortometraggio ha il dono della sintesi. È un sasso lanciato in uno specchio d’acqua: anche quando scompare sotto la superficie i suoi cerchi continuano ad allargarsi, la vibrazione continua a propagarsi nella memoria. Un cortometraggio documentario può dirsi riuscito quando riesce a fare di un dettaglio, di un singolo episodio o suggestione, un’occasione di riflessione sulla realtà che ci circonda, senza voler spiegare nulla.


El Leon  Regia: Diana Bustamante; montaggio: Felipe Guerrero; suono: Carlos García; musica: Jabbath Roa; produzione: Burning; origine: Colombia, 2026; durata: 14 minuti;

Shot Reverse Shot  Regia: Radu Jude e Adrian Cioflâncă; montaggio: Câtâlin Cristuțiu; suono: Sebastian Zsemlye; produzione: Saga Film; origine: Romania, 2026; durata: 22 minuti;

Local Sensations  Regia: Tulapop Saenjaroen; fotografia: Parinee Buthrasri; montaggio: Tulapop Saenjaroen; suono: Chalermrat Kaweewattana; musica: Ham Tanid; produzione: Electric Eel Films; origine: Tailandia, 2025; durata: 25 minuti.

 

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