Election Day di Giorgio Amato

Election Day. Voto **(*).


Molto si sfotticchia il Pd nel film Election Day, che esce il 9 luglio nelle sale targato Medusa, la società berlusconiana: forse per caso, forse no, preferisco non avventurarmi in dietrologie. Ad ogni buon conto una commedia atipica, pure curiosa, di impianto teatrale, scritta e diretta dal regista sardo Giorgio Amato, classe 1969, che scopro essere al suo sesto lungometraggio (ma s’è occupato, da saggista, anche del filosofo tedesco Walter Benjamin).

Se il titolo è in inglese, la storia è tipicamente italiana. Si vota alle elezioni politiche, centrosinistra e centrodestra sono testa a testa, per la deputata dem Renata Innocenti, destinata a tornare in Parlamento, sono ore di intensa preoccupazione. L’abbiamo vista negli ultimi comizi, con dietro la foto rassicurante e il simbolo del partito (Dp al posto di Pd, stessi colori), mentre parla di transizione ecologica, diritti degli omosessuali, sanità pubblica eccetera. Adesso non resta che attendere i risultati, mentre la segreteria del partito Elisa (Elly?) la informa che, in caso di vittoria progressista, lei sarà la nuova ministra dell’Istruzione.

Ma, appunto, in quelle ore concitate, con lei rinchiusa nella lussuosa villa con piscina accudita dalle due donne del suo staff, s’intende lesbiche, qualcosa sta per rovinare la possibile festa. La figlia indocile s’è fidanzata con un ex divo del porno, nero, detto in arte “Furia” per le dimensioni; il nuovo compagno, Carlo De Santis, un noto giornalista sportivo, ha dato di matto in televisione sputando commenti razzisti su un calciatore di origine africana; dal partito mandano l’ex marito di Renata, l’alto dirigente Giulio, per mettere una toppa a possibili gogne mediatiche.

Avrete capito che Amato, il quale nel 2016 girò un’altra commedia a sfondo sociologico intitolata Il ministro, stavolta prende di mira un certo progressismo di conio radical chic, come si diceva un tempo, per affondare il bisturi satirico nella carne dell’ipocrisia, della menzogna, del revenge porn, del politicamente corretto più o meno “woke”, a dirci le contraddizioni di chi predica bene e razzola male. E il peggio deve ancora venire attraverso un pernicioso virus di origine magiara.

Election day

Praticamente girato in un interno (sembrerebbe un teatro di posa a osservare gli arredi), Election Day parte bene, spigliato, con notazioni non peregrine sulla politica attuale condizionata dai social, ma presto lo psicodramma buffo affonda nel luogo comune, tra schermagliette, bugie, scorciatoie e rivelazioni a tema sessuale.

Sicuramente il film è stato girato prima che il generale Vannacci salisse così tanto nei sondaggi col il suo Futuro nazionale, ma nei dialoghi torna comunque qualcosa di quelle tesi orribili e razziste, solo che a dirle…

Angela Finocchiaro fa della sua Renata Innocenti una deputata scaltra e maldestra allo stesso tempo, forse non così salda sul piano dei comportamenti; le fanno da coro Giulia Gualano, Crisula Stafida, Antonio Gerardi, Giorgio Tirabassi e Camilla Icardi, nei rispettivi ruoli delle due assistenti, del giornalista sportivo impazzito, dell’ex marito politico e della figlia Chiara. Tutti recitano un po’ sopra le righe e fanno le facce, come se fossero su un palco teatrale: magari è stata una scelta precisa del regista.

In sala dal 9 luglio 2026.


Election Day – Regia, sceneggiatura e montaggio: Giorgio Amato; fotografia: Andrea Gabriele; scenografia: Massimiliano Mereu; musica: Eugenio Vicedomini; interpreti: Angela Finocchiaro, Giorgio Tirabassi, Antonio Gerardi, Crisula Stafida, Giulia Gualano, Livio Kone, Camilla Icardi, Maria Amelia Monti, Domenico Ruggiero, Maximiliano Gigliucci; produzione: Alessandro Carpigo, Bruno Frustaci per Sunshine Production, Medusa Film; origine: Italia, 2026; durata: 90 minuti; distribuzione: Medusa.

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