A Noiva di Sergio Tréfaut

  • Voto
3.5

Ho avuto l’opportunità di viaggiare tra Mosul e Baghdad, spingendomi verso Sud e poi fino in Kurdistan. Il mio progetto documentaristico è naufragato con l’arrivo dell’ISIS e l’occupazione di Mosul. Il numero sbalorditivo di persone provenienti dall’Europa Occidentale che si sono unite ai combattenti stranieri di Daesh mi ha spinto a realizzare questo film

A Noiva,  interessante film  dal taglio documentaristico  diretto da Sérgio Tréfaut,  è la diretta conseguenza  del  viaggio del regista, nel 2012,  tra Mosul e Baghdad, e ancora  verso Sud e fino in Kurdistan.

Raccogliendo dettagli e spazi ( soprattutto di interni), il regista di origine brasiliana  parte dalla storia di una ragazza europea poco più che adolescente per svelare, lentamente i retroscena di un fenomeno più diffuso, ovvero “il numero sbalorditivo di persone provenienti dall’Europa Occidentale che si sono unite ai combattenti stranieri di Daesh, lo stato islamico”.

Barbara, dai lineamenti molto delicati e uno sguardo ancora da bambina, è nata in Belgio e vive in Francia. È fuggita da casa per sposare un guerrigliero Daesh ed è presto diventata una giovane sposa della Jihad.

Il film è strutturato in sezioni, che mostrano le varie tappe di vita della giovane donna, madre di tre bambini e vedova del marito. Ed ha assistito anche alla rapida esecuzione del suo compagno, in una bellissima scena che lascia intravedere gli occhi con un accenno di lacrima. Massima libertà di espressione consentita.

Lentamente,  infatti, durante il complicato percorso,  il suo sguardo si svuota di emotività e di vivacità  e la donna finisce per ritrovarsi a vivere in un campo di detenzione iracheno in attesa di essere processata per essere entrata nel paese ” illegalmente “. 

A parte qualche scena, il film è girato quasi esclusivamente in angusti e limitati spazi e il dialogo si traduce in poche ed essenziali parole, scambiate tra le donne del campo, unite dallo stesso destino. 

Dopo tre anni Barbara si è trasformata in una donna passiva alla quale resta l’ amore dei suoi bimbi, sempre con lei. Eppure qualcosa della sua vecchia vita,  le è rimasto appiccicato sulla pelle: il papà,  prima del giorno del processo le regala un paio di cuffiette per ascoltare la musica ” tempo fa ti piaceva questa”. E il giorno prima di presentarsi davanti al tribunale,  per così dire, lei,  si infila le cuffiette per ascoltare “Back to black” e la condivide  anche con una sua compagna di ” sorte”

“È peccato” sospira una giovane donna accanto a lei.

Ma Barbara con un sorriso sulle labbra appena accennato, assapora il suo momento di libertà seguendo con  la testa  un lieve movimento. E non c’è musica più azzeccata di “Back to Black”  per descrivere questo misto di ansia, claustrofobia, chiusura e assenza di vita.

Molto ben strutturato con un interprete femminile perfettamente a suo agio nel suo ruolo: misurata ed equilibrata nei gesti nei silenzi, negli sguardi e nei brevi dialoghi.

Un film riuscito e ancora attuale che riesce a catturare l’ attenzione e lo sguardo del suo pubblico.


A noivaRegia esceneggiatura: Sérgio Tréfaut; fotografia: João Ribeiro; montaggio: Pedro Filipe Marques;  interpreti: Joana Bernardo, Lola Dueñas, Hugo Bentes, Hossein Hassan; produzione: FAUX; origine: Portogallo, 2022; durata: 81′.

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