Arco – Un’amicizia per salvare il futuro di Ugo Bienvenue e Gilles Cazaux

Arco – Un’amicizia per salvare il futuro. Vista la realtà di oggi, che ci costringe ad incubi quotidiani e ci toglie lo spazio necessario per organizzare un qualsivoglia futuro di pace su questa terra, sembra proprio arrivato il momento di lasciarsi andare alle fantasie più disparate, a dei sogni fantastici e perché no, anche alla visione di non uno, ma addirittura due mondi futuri possibili, lontani magari anni luce, ma legati fra loro da un raggio luminoso. Un raggio che nasce come fonte di luce e viene scomposto in tanti colori fino a formare l’arco dell’arcobaleno. Proprio da questa metafora dell’arcobaleno come ponte – non solo fra due mondi ma anche fra diversità – prendono spunto i disegnatori francesi Ugo Bienvenue e Gilles Cazaux per il loro primo film d’animazione dal titolo appunto Arco – Un’amicizia per salvare il futuro.

In Arco la terra del futuro, martoriata da incendi e uragani, avrebbe proprio bisogno di un eroe, un superman che viaggi alla velocità della luce, e compia imprese fantastiche ed eroiche. Eppure, i registi non reputano necessario che per salvare la terra serva scomodare l’universo della Marvel, anzi, potrebbero bastare le più comuni forze dell’amicizia e del rispetto. Pur vestito da una calzamaglia e viaggiando alla velocità della luce, Arco, il nostro eroe che dà il nome al titolo del film, non è un supereroe, e il suo mantello non è quello rosso di Superman, ma contiene tutti i colori dell’arcobaleno. Il protagonista è solo un “normale” ragazzino del futuro, che vive in un mondo paradisiaco e utopico costruito come tante terrazze fra le nuvole, insieme ai genitori e alla sorella. Quando questi ultimi sono in viaggio – Arco ancora non ha l’età per spostarsi nel tempo cronologico – si prende cura degli animali di casa, ma muore dalla voglia di poter viaggiare anche lui nella preistoria del tempo, con il mantello arcobaleno e il diamante luminoso in fronte, come fanno loro.

Una notte, trovato il mantello della sorella incustodito, lo indossa e lo prova.

Solo che qualcosa non funziona e si ritrova sì indietro nel tempo, ma non nel periodo preistorico del Triceratopo, che tanto avrebbe voluto vedere, ma nel più tardo 2075. Atterrato in un bosco, viene salvato da Iris, una bambina della sua stessa età, che vive con il fratellino Peter e il robot balia Mikki, in una casa altamente tecnologica, mentre i genitori, troppo occupati con il lavoro, si materializzano solo in forma di ologrammi. Iris fa di tutto per aiutare Arco a scappare a tre tipi dagli occhiali colorati che lo inseguono e a ritornare nel suo mondo, ma è allo stesso tempo contenta di aver finalmente trovato un compagno d’avventure e qualcuno in carne ed ossa con cui poter parlare.

Il film d’animazione di Bienvenue e Cazaux riprende temi ecologici senza sbandierarli troppo, ma usandoli come sfondo per la loro storia sull’amicizia fra due ragazzini molto diversi fra loro. A quanto sembra gli autori hanno interiorizzato molto bene gli insegnamenti di Miyazaki, e, come nelle storie originali di quest’ultimo, evitano di contrapporre i buoni contro una schiera di cattivi, anzi i cattivi proprio non ci sono. Esistono però le forze della natura ormai fuori dal controllo umano e che solo grazie alla tecnologia di pannelli protettivi si riescono a dribblare. Gli autori non tralasciano inoltre di richiamarsi ad altre animazioni uscite negli ultimi anni, come per esempio al Robot selvaggio (2024) di Chris Sanders, in particolare per il personaggio della balia Mikki, e a Flow – Un mondo da salvare (2024) diretto da Gints Zilbalodis, dove al posto dell’inondazione troviamo un grande incendio che brucia il bosco e mette in fuga gli animali.

Anche stilisticamente Arco riprende la linea bidimensionale e semplice del mondo delle anime giapponesi, aggiungendo qua e là qualche effetto coloristico in più e trasformando con sagacia le organiche invenzioni di Miyazaki in futuristiche e ultramoderne visioni architettoniche. Inoltre, tornando al mondo dei fumetti, la figura di Arco con i capelli arruffati, vestito del pigiama di Iris, con il suo continuo cadere nel vuoto, riprende senza dubbio il Little Nemo di Winsor McCay e la sua propensione al viaggio fra vari mondi fantastici. E quindi torniamo, come dicevamo all’inizio, all’immaginario del mondo onirico, tanto più che Arco scappa di casa nella notte, alzatosi dal letto mentre tutta la sua famiglia dorme sonni profondi.

Grazie a strategie situazionistiche il cartone animato invita all’accettazione e al rispetto della diversità: Arco, per esempio, pur essendo un maschietto indossa i vestiti rosa di Iris con grande noncuranza, e la balia Mikki è all’opposto del freddo robot che esegue ordini, ma possiede un gran buon cuore pieno d’affetto, un’incredibile memoria visiva ed eccellenti doti d’artista.

Mentre Bienvenue è autore di diversi graphic novel, fra i quali System Preference pubblicato nel recente 2023 dalla Titan Comics, Cazaux, vanta l’importante collaborazione ad un’opera cult dell’animazione francese, che è Il pianeta selvaggio (1973) di René Laloux, e del cui spirito utopico, Arco ha sicuramente approfittato.

Presentato in anteprima a Cannes l’anno scorso, vincitore del Grande Premio al festival del cinema di animazione di Annecy, Arco – Un’amicizia per salvare il futuro è ora candidato agli Oscar nella categoria dei film di animazione. Inutile dire che terremo le dita incrociate.

 

In sala dal 12 marzo 2026.


Arco – Un’amicizia dal salvare (Arco)Regia: Ugo Bienvenu e Gilles Cazaux; sceneggiatura: Ugo Bienvenu, Félix de Givry; montaggio: Nathan Jacquard; musica: Arnaud Toulon; voci interpreti: Swann Arlaud, Alma Jodorowsky, Margot Ringard Oldra, Oscar Tresanini, Vincent Macaigne, Louis Garrel, William Lebghil, Oxmo Puccino; produzione: Remembers, MountainA, France 3 Cinéma, Fit Via Vi Film Productions, Sons of Rigor; origine: Francia, 2025; durata: 89 minuti; distribuzione: I Wonder Pictures.

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