MedFilm Festival 2021: Before the Dying of the Light di Ali Essafi

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Before the Dying of the Light  è un collage cinematografico realizzato di  Ali Essafi che tenta di dipingere l’atmosfera del panorama artistico del Marocco degli anni ’70. Non aspettatevi la classica opera strutturata intorno ai tre atti aristotelici, si tratta di un film dal ritmo anticonvenzionale, proprio come la scena artistica in cui ci troviamo immersi. Si viene introdotti in questo mondo attraverso gli occhi degli artisti e degli attori stessi, vittime della censura e dell’ oppressione. Poco tempo dopo molti di loro finirono in prigione o sparirono senza lasciare traccia.

La storia ruota intorno a un film indipendente marocchino del 1974  About Some Meaningless Events di Mostafa Derkaoui, dove un gruppo di giovani registi ha esplorato il ruolo che il nuovo cinema marocchino dovrebbe svolgere nella società. La controcultura nacque dai movimenti studenteschi marxisti che vedevano il cinema come uno “strumento di sensibilizzazione” e di auto-scoperta. Dopo una sola proiezione pubblica, tuttavia, il film venne censurato e ritirato dal governo. Ma i negativi di questo lavoro a lungo perduto sono stati riscoperti in Spagna e sono stati recentemente restaurati.

Raccogliendo alcuni pezzi del film, Before the Dying of the Light li unisce, in modo che potremmo definire riottoso, a musica, opere teatrali ed interviste al fine di rievocare l’entusiasmo per il progresso prima che fosse estinto dagli anni della repressione sotto il re Hassan II. Gli anni ’70, infatti, furono l’ultimo periodo in cui le lotte e il desiderio di cambiamento sembravano poter diventare una realtà solida e tangibile nel paese africano. Detti anche “anni di piombo” a causa della violenza usata come strumento di repressione, viene considerato dagli storici il più importante periodo artistico e culturale che ha modellato la prima generazione di artisti marocchini post-coloniali.

L’opera a collage di Ali Essafi è a tutti gli effetti un omaggio alle vittime della censura che inizia ancora prima della distribuzione e della visione del film, parte dalla presa di coscienza, dal pensiero dietro al restauro dei negativi e dall’intento di riportare alla luce un processo creativo che la luce non l’ha mai vista. Dal rendere dignità e un entusiasmo creativo soffocato troppo presto e con troppa violenza. La decisione del regista di incorniciare la produzione di About Some Meaningless Events attraverso la musica, gli artisti, i poster e persino le animazioni di quel periodo non fa che amplificare la frustrazione per ciò che la repressione ha comportato lasciando lo spettatore affascinato e amareggiato allo stesso tempo.
E’ un film che comporta una certa consapevolezza e che si proietta fuori dalle sale di proiezione portandoci a una presa di coscienza difficile da digerire.


Before the Dying of the Light – Regia: Ali Essafi; soggetto e sceneggiatura: Ali Essafi; fotografia: Ali Essafi; montaggio: Chaghig Arzoumanian; suono: Kinda Hassan, Jean-Marc Schick; produzione: Laterit Productions; origine: Marocco, 2020; durata: 70’.

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