Dexter: New blood di Clyde Phillips

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Le colpe dei padri.

Nel 2013, il finale della serie con protagonista Dexter Morgan, il più amato antieroe del piccolo schermo, deluse le aspettative di così tanti spettatori affezionati, da intaccare perfino la riverenza dei fan più accaniti. E a ben vedere, poiché davvero solo i più pessimisti avevano presagito una conclusione tanto scalcagnata e priva di mordente, come quella costruita dallo showrunner James Manos Jr.: un epilogo che venne affossato per settimane dalle critiche feroci dei fan, tanto da calamitare, nel giro di qualche tempo, anche le prime dichiarazioni a mezza bocca di Micheal C. Hall, definitosi dubbioso sul reale destino toccato al personaggio da lui interpretato con furore per ben otto stagioni.

Così, prima o poi, qualcuno avrebbe dovuto riesumare il sociopatico Dexter Morgan, per scrivere più che riscrivere un finale che consegnasse definitivamente ai posteri la giusta quadratura del cerchio della vita del killer di serial-killer. E Dexter: New blood è una miniserie revival che non si preoccupa di originare un nuovo punto di ripartenza – e si spera vivamente che sia così! -, ma un tentativo di portare a conclusione uno svolgimento mal gestito in fase di scrittura, se non addirittura monco.
Così, ritroviamo un Dexter Morgan ammansito, che ha cambiato identità – ora si fa chiamare Jim Lindsay, cognome preso in prestito dall’autore dei romanzi da cui sono tratte le precedenti fortune del killer di Miami – e fa praticamente di tutto per tenere a bada, sepolto sotto la neve, il suo passeggero oscuro. Fin quando il redivivo e vagabondo Harrison, suo figlio ormai adolescente, bussa alla sua porta e il buon Jim sarà costretto a confrontarsi nuovamente con un passato e un’identità che non vogliono proprio lasciarlo in pace.

Dexter: New blood ha innanzitutto il pregio salvifico di non voler rimettere a posto i pezzi per infondere nuova linfa vitale al suo protagonista. Dexter Morgan non ne ha bisogno, perché è un uomo che non esiste più, è solo un’eco di un’icona ormai appartenente al passato, che deve trovare unicamente il passaggio verso il suo compimento finale. In questo caso, l’entrata in scena di Harrison offre la giusta spinta emotiva e narrativa per permettere allo spettatore di chiudere i rapporti con un personaggio intrappolato in un limbo insieme allo sterile fantasma di sua sorella Debra, voce della coscienza razionale e contraltare di un’indole rancorosa, ossessionata e deleteria. A Dexter Morgan e al suo passeggero oscuro non è più chiesto di evolvere, né di cambiare ulteriormente, perché la loro morte è già avvenuta: e New blood si preoccupa solo di stringere l’inesorabile morsa del cappio intorno al loro collo, mentre va in scena la caccia vendicativa tra genitori – Dexter vs. Kurt Caldwell, villain interpretato con la giusta dose di affabile macismo da Clancy Brown, ma in fin dei conti macchiettistico fin quasi a passare inosservato -, intervallata da alcuni frammenti di autoanalisi, in cui lo show riesce a fare il verso ai migliori momenti intimisti a cui la serie originale ci aveva abituato.

Così si giunge alla fine di Dexter Morgan. Per mano di suo figlio Harrison e di quei princìpi di giustizia che per tutta la vita il killer di Miami ha sempre tentato di edulcorare alle spalle della legge stessa. Il cerchio si chiude e, a onor del vero, non ci si poteva aspettare poi tanto di più. Restano le scorie del finale della serie regolare e l’idea di New blood lo dimostra nella sua incapacità di mettere in scena situazioni e personaggi rilevanti, se non stereotipati, al di fuori di Harrison; ciò che interessava era chiudere definitivamente i conti con “l’alter-ego” di Micheal C. Hall, con un prodotto a metà tra esigenze di fanservice e di responsabilità, certamente in maniera anche frettolosa e un tantino stonata se messa in rapporto all’acume e alla capacità di sopravvivenza a cui il nostro antieroe ci aveva abituati. Un lavoro sporco, ma qualcuno doveva pur farlo.

Dal 12 gennaio 2022 in onda su Sky Atlantic


Dexter: New blood –  genere: thriller, drammatico; showrunner: Clyde Phillips; stagioni: miniserie; episodi miniserie: 10; interpreti principali: Michael C. Hall, Jack Alcott, Julia Jones, Johnny Sequoyah, Alano Miller, Jennifer Carpenter, Clancy Brown; produzione: Clyde Phillips Productions, John Goldwyn Production, The Colleton Company, Showtime Networks; network: Showtime (U.S.A.), Sky Atlantic (Italia); origine: U.S.A., 2021; durata: 45′-60′ minuti; episodio cult: 1×08; distribuzione: Sky Atlantic.

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