Festival di Locarno 2026 (5-15 agosto): D’ici là di Sarah Leonor (Concorso)

D’ici là. Voto ***. In un’alta valle dei Vosgi, si intrecciamo, in tre stagioni diverse, i destini di tre personaggi e delle loro storie alla difficile ricerca di se stessi. 

D'ici là

 Il nuovo film della francese Sarah Leonor, D’ici là, ripercorre tre storie e tre stagioni in un’alta valle dei Vosgi.

La prima storia si svolge in autunno e riguarda Lucien, un uomo che cerca la pace nella solitudine assoluta, vivendo ai margini della società, nei boschi in cui scova, quotidianamente, degli espedienti per sopravvivere di giorno in giorno.

In inverno, troviamo, invece, Aline, una giovane ricercatrice, che segue le tracce di un misterioso lupo ma si ritrova d’improvviso difronte ad una diagnosi molto brutta riguardo alla salute, proprio mentre il suo compagno Martin si trova in viaggio. Le uniche persone al suo fianco sono due giovani vicini di casa, a cui ovviamente non può confidare le proprie paure.

Infine, vediamo la giovane Jade, che si sta preparando ad affrontare il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, e a scoprire la sua vera natura. Lei simboleggia molto bene la stagione in cui si trova, la primavera con il grande sogno di lasciare il paesino per andare a studiare in una scuola di Parigi.

Queste persone, molto diverse fra loro, potrebbero non incontrarsi mai, ma i loro destini si incrociano nello stesso paesaggio dei Vosgi, che incarna il quarto protagonista della storia, un protagonista però che non può essere che statico e senza tempo.

D’ici là è, dunque, un’opera corale, in cui si mostrano sia i percorsi esteriori, come il vagabondaggio nei boschi, sia quelli interiori e che grazie all’eccezionale fotografia en plein air di Laurent Desmet, riesce a evocare la sensazione di infinito, provata dai tre protagonisti. Il film di Sarah Leonor ci descrive come i personaggi stiano alla ricerca della risposta ai propri dilemmi, ma soprattutto come stiano gradualmente vedendo il mondo aprirsi davanti a loro.D'ici là

La transizione da una stagione all’altra viene sempre accompagnata da un Haiku, da un frammento lirico, il che, assieme al paesaggio, rende l’atmosfera di D’ici là particolarmente poetica. In uno di essi, viene introdotto il concetto di “lago interiore”, di come noi esistiamo nella natura, e di come essa esista dentro di noi – è questa l’idea filosofica che governa questo interessante film di finzione, dal taglio narrativo molto documentaristico.

L’atmosfera è insieme ipnotica e incantevole, ma le storie ci riportano alla realtà: la solitudine, l’identità, la malattia, … esperienze umane ed emotive.

Alle volte la narrazione di D’ici là risulta un po’ enigmatica, e il ritmo sembra un po’ lento rispetto a quello di un film tradizionale alla Netflix, ma se fossimo noi i protagonisti che affrontano un viaggio psicologico e personale del genere, non avremmo bisogno di altrettanta pazienza?


D’ici là Regia e sceneggiatura: Sarah Leonor; fotografia: Laurent Desmet; montaggio: Sarah Leonor, Thomas Marchand; interpreti: Frank Beauvais, Dinara Droukarova, Louiza Aura, Dimitri Doré, Laetitia Dosch, Jean-Louis Scheidecker, Fatou Dicko, Adrien Michaux, David Faivre; produzione: Michel Klein, Florence Borelly per Les Films Hatari; Sésame Films; origine: Francia, 2026; durata: 105 minuti.

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