In fuga con Babbo Natale di Volfango De Biasi

  • Voto


Da qualche anno ha preso piede un’abitudine ormai consolidata: l’adattamento di commedie dei francesi, i quali – si dice – sono oggi capaci di fare meglio di noi i film ironici dolceamari con messaggio socio-politico, che però noi esportammo qualche decade fa col format “commedia all’italiana”. Il caso forse più eclatante è Il nome del figlio di Francesca Archibugi, tratto da Cena tra amici di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte; oppure, su un versante più farsesco, Benvenuti al sud di Luca Miniero, remake di Giù al Nord di Dany Boon.

Ora è la volta di In fuga con Babbo Natale, diretto da Volfango De Biasi e basato su Un amico molto speciale di Alexandre Coffre. Il lavoro di “traduzione” dal francese è stato affidato allo sceneggiatore Fabio Bonifacci, che di tale filone è un maestro, essendosi finora già dedicato agli adattamenti, tra gli altri, di Benvenuti al Nord (sequel del quasi omonimo titolo summenzionato) e de L’agenzia dei bugiardi, ancora diretto da De Biasi e interpretato da Giampaolo Morelli, protagonista anche del film di cui adesso parliamo.

Il rendiconto apparentemente arido dei credits e delle reference è invece qui fondamentale per comprendere il senso dell’operazione commerciale (si tratta di una produzione del papà delle Winx, Iginio Straffi e di Alessandro Usai per la “Colorado Film”, casa di produzione fondata negli anni ’80 da Gabriele Salvatores e Diego Abatantuono) e delle ambizioni artistiche della pellicola.

Siamo in pieno mood “film di Natale”; non, però, la versione nazional-popolare un po’ pecoreccia passata alla storia come “cinepanettone” (di cui De Biasi ha diretto proprio per la “Filmauro” tre titoli che hanno cercato di innovare la formula, affidandosi alla comicità più sofisticata di Lillo e Greg), ma quella di derivazione anglosassone che ha il suo esempio più magnifico nell’immortale Una poltrona per due di John Landis. Ovvero storie “dickensiane” concepite nei codici di un messaggio edificante e costruite sui canoni di uno stile ai confini della realtà e al limite del cartoonesco; con un pesante retrogusto dolciastro, alternato a sferzanti scarti satirici a un passo dal politicamente scorretto.

Vi si narra la storia di Antonio, orfano di 7 anni che la sera della Vigilia di Natale vorrebbe gli fosse regalata la possibilità di volare a bordo della slitta di Babbo Natale sulla stella dove vive il papà: così le ha fatto credere sua mamma, in ragione di una pietosa bugia tesa ad occultare la morte del genitore. Questa magica prospettiva gli piomba sul tetto nei panni di un ladro vestito da Santa Claus per realizzare i suoi illeciti scopi. Tra i due nascerà una complice simpatia a base di avventure rocambolesche e furti acrobatici, pessime intenzioni fondate però su nobili ragioni.

Date le premesse e declinate le identità degli interpreti, sarà facile per il lettore indovinare cosa aspettarsi: un “Canto di Natale” 2.0 in cui i furfanti si dimostrano in definitiva delle simpatiche canaglie, capaci di redimersi a causa dello spirito natalizio e della saggia innocenza infantile; tra risate a denti stretti, profluvi di note stucchevoli e descrizioni socio-piscologiche piuttosto bidimensionali. Un film dolcemente edificante, appunto, che affida la morale della favola a battute così: “meglio i fessi che i troppo furbi. I troppo furbi non hanno amici”. Un’opera leziosa che non disturba ma non graffia, in cui si stagliano però le prove da fuoriclasse dei due protagonisti: Giampaolo Morelli, che occupa lo schermo con una presenza scenica magnetica, in cui fonde l’innata simpatia partenopea col fascino gaglioffo del personaggio; e il piccolo Enea Indraccolo, ennesima versione d’enfant prodige, qui prodigioso in tutti i sensi (vedi alla voce parkour).

Su Netflix dal 15 dicembre 29023


CREDITS & CAST

In fuga con Babbo Natale Regia: Volfango De Biasi; soggetto: tratto da Un amico molto speciale di Alexandre Coffre; sceneggiatura: Volfango De Biasi e Fabio Bonifacci; interpreti: Giampaolo Morelli, Ilaria Spada, Mario De La Rosa, Elisa Di Eusanio, Michela Andreozzi, Enea Indraccolo; produzione: Iginio Straffi e Alessandro Usai per Colorado Film; origine: Italia, 2023; durata: 102 minuti; distribuzione: Netflix.

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *