Teatro: Il Ministero della solitudine di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni

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Dopo aver registrato il sold-out al Teatro Argentina di Roma, Il Ministero della solitudine per la regia di Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni, è andato in scena al Piccolo di Milano, confermandone il successo, ma in particolare si apprezza l’originalità e la fascinazione che esercita sugli spettatori.

Lo spettacolo trae ispirazione da fatti realmente accaduti: infatti nel gennaio 2018, la Gran Bretagna, aveva nominato ufficialmente un ministro della “Solitudine”, e l’anno dopo venne inaugurato il relativo Ministero, «istituzione dalla natura politicamente ambigua e dalle finalità incerte». Queste iniziative del governo britannico hanno costituito un elemento di forte ispirazione per la la “Compagnia lacasadargilla” inaugurando un iter di riflessioni sul rapporto tra reale e il pensiero immaginifico.

Lo spettacolo si sviluppa in maniera tale da poter assumere la forma di un viaggio, diremmo quasi psichedelico, tra l’ossessione e il flusso di coscienza, diviso in cinque storie, rispettivamente ognuna con un attore che la rappresenta da protagonista.  Sono tutte vicende che narrano di solitudine e che si intrecciano senza mai confondersi l’una con l’altra, dando vita a dei mondi che si collocano tra l’immaginifico e il reale, creando spesso delle “piacevoli distonie”, in cui la mente arriva laddove desidera la drammaturgia.

Alma vorrebbe smettere di fuggire dalla realtà per timore di viverla, sopravvivendo in una dimensione onirica; Simone vorrebbe essere altro rispetto al ruolo conformista e ripetitivo di impiegata del ministero; F. vorrebbe tanto liberarsi dalla paura di morire; Teresa vorrebbe chiudere con la maschera della scrittrice e liberarsi del ruolo di mamma; Primo vorrebbe disfarsi  di Marta, il manichino che lo affianca nell’unica vita di relazione di cui è capace, per poter finalmente incontrare qualcuno di reale. 

Il punto focale di questo spettacolo è proprio la bellezza della scrittura, intesa come come esperimento linguistico dagli stili più variegati passando per lo sperimentalismo scenico e l’uso centrale del corpo come mezzo interpretativo.

Tutto viene sostenuto da continue emozioni, ricordi e pulsioni che inverano una scena di tipo simbolico, corroborata dall’uso forsennato di musiche potenti, dai grandi significati come per sostituire il sotto-testo ed esplicitare il significato.

Quale modalità migliore per gli attori in scena Giulia Mazzarino (Alma), Emiliano Masala (Primo), Francesco Villano (F.), Tania Garribba (Simone), Caterina Carpio (Teresa), per poter esprimere concetti profondi, che dividono il pensiero tra ciò che è stato delle nostre vite e ciò che sarebbe potuto essere ma non lo sarà mai a causa della patologia o forse solo della paura: amori a cui si rinuncia, madri assenti, figlie che si allontanano dal materno ma che vorrebbero più amore, terrore di provare dei sentimenti.

Tutto questo è racchiuso nelle cinque storie che si intersecano dando vita ad una colorata carrellata di affollate solitudini.


Il Ministero della Solitudine– uno spettacolo di lacasadargilla;  Regia: Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni; drammaturgia: Fabrizio Sinisi; drammaturgia del movimento: Marta Ciappina; interpreti: Caterina Carpio, Tania Garribba, Emiliano Masala, Giulia Mazzarino, Francesco Villano;  cura dei contenuti: Maddalena Parise; spazio scenico e paesaggi sonori: Alessandro Ferroni; luci: Luigi Biondi; assistente al disegno luci: Omar Scala; costumi: Anna Missaglia; aiuto regia: Caterina Dazzi/Alice Palazzi; produzione: Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Metastasio di Prato.

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