La vendetta perfetta – Bear Country. Voto **(*). Un film che gioca con i materiali del genere action-thriller, a tratti in chiave quasi comica, e con un Russel Crowe sempre carismatico pur col ventre gonfio. Ma da lui forse ci si poteva aspettare di più.
Pochi mesi fa l’abbiamo visto nel ruolo impegnativo del gerarca nazista Hermann Göring in Norimberga, adesso si trasforma nel saggio criminale Manco Kapak, albanese d’origine con affari a Los Angeles, nel poliziesco La vendetta perfetta – Bear Country.
Avendo una passione per Crowe, sin dai tempi di Master and Commander e anche prima, non mi perdo un suo film; ma certo l’attore, pure un discreto regista, sembra muoversi con crescente difficoltà nel giro hollywoodiano, o forse non gli interessa più granché far parte dello star-system che conta.
Il titolo italiano del film, La vendetta perfetta – Bear Country, appare un po’ incongruo, meglio suonava quello originale, The Get Out, che in questo caso sta per tirarsi fuori. Da cosa? L’uomo, per sua ammissione, fa «un bel lavoro, un po’ stressante ma non troppo»: gestisce un locale alla moda, un tempo popolato di donnine nude sul palo, e ricicla denaro per un cartello messicano, senza mai dare nell’occhio. Ma qualcosa comincia ad andare storto.

Due pillole di Viagra prese insieme per soddisfare la giovane moglie e socia lo portano dritto in ospedale, insomma deve cominciare a darsi una regolata se non vuole che il cuore gli scoppi; e come se non bastasse uno sciroccato inesperto l’ha appena rapinato mentre s’avvicinava a un bancomat per depositare l’incasso della serata. Il giovane boss Rodriguez comincia a non fidarsi più di lui, ma il peggio deve ancora arrivare: un tizio vuole acquistare il suo locale, non si capisce bene perché, però l’idea non sembra malvagia. I dollaroni nascosti in casa potrebbero garantirgli una vita più tranquilla altrove…
L’orso evocato dal titolo italiano La vendetta perfetta – Bear Country torna due volte nel film, in forma di statua e in carne ed ossa, e in fondo anche Kapak assomiglia a un orso: non cerca guai ma se lo si provoca…
Tra insistiti omaggi al classico Point Break (1991, diretto da Kathryn Bigelow) e digressioni buffe che coinvolgono un’impiegata di banca in cerca di emozioni forti, La vendetta perfetta gioca con i materiali del genere, a tratti in chiave quasi comica. Il regista tedesco Derrick Borte s’è ispirato al romanzo Strip (2010) di Thomas Perry, e son saprei dire che la trasposizione risulti fedeli: il povero Manco vorrebbe solo mollare l’attività rischiosa e godersi una vita più calma, invece – l’avrete capito – dovrà ricominciare a sparare e uccidere.
Crowe è carismatico anche col ventre gonfio in La vendetta perfetta – Bear Country, certo la meditazione zen non può fare per lui; mentre attorno a lui si scatena l’inferno, che coinvolge pure uno sbirro corrotto e addirittura l’Fbi. Teresa Palmer, Nina Dobrev, Aaron Paul e Luke Evans sono i comprimari di questa storia a tratti surreale, forse con tocchi alla Tarantino nei dialoghi, che viaggia verso un inatteso lieto fine. Nel suo genere il film si lascia vedere, ma francamente da Russell Crowe mi aspetterei qualcosa di meglio.
Presentato come Evento speciale al Taormina Film Fest 72° Edizione (10-14 giugno 2026).
In sala dal 26 agosto con anteprime nelle arene estive.
La vendetta perfetta – Bear Country (The Get Out) – Regia: Derrick Borte; sceneggiatura: Derrick Borte, Daniel Forte; fotografia: Brendan Galvin; montaggio: Mark Warner; musiche: Bryan Senti; interpreti: Russell Crowe, Teresa Palmer, Aaron Paul, Luke Evans, Nina Dobrev, Daniel Zovatto, Benedict Hardie, Ever Love Hope, Josh McConville, Yasmin Kassim; produzione: Mark Fasano, Jeffrey Greenstein, Deborah Glover, Mark Bower per A Higher Standard, Life & Soul Pictures, Nickel City Pictures; origine: Usa, 2026; durata: 90 minuti; distribuzione: 01 Distribution.
