L’illusione perfetta – Now You See Me: Now You Don’t di Ruben Fleischer

I Quattro Cavalieri, dopo le prime due apparizioni  nel 2013 e nel 2016 e nonostante l’età da boomer, sono ritornati una terza volta sul luogo del delitto, richiamati, in ciò, e con appeal fresco e suadente, da tre nuovi maghi di forgia 3.0. Il nemico, tal Veronica Vanderberg, stavolta è di una perfidia assoluta, sicché è qualcuno che va giustamente abbattuto senza se e senza ma (una Rosamund Pike in parte, domina perfetta asservita al capitalismo psicocriminale più in voga). Che va alleggerita  di alcuni preziosissimi diamanti tra innumerevoli peripezie varie.

Apparentemente in gioco c’è di nuovo sia il rispolverare in chiave pop il mito di Robin Hood (ma in una prospettiva che vedremo presto essere rimasta orfana di una effettiva causa rivoluzionaria o quantomeno redistributiva), sia il dover perseguire il senso dell’onore che vede ristabilire nell’happy end l’ordine del Bene. Sì perché questi maghi – vecchi e nuovi – sicuramente performano, e in spolvero da super budget, sia un po’ di trucchi della magia d’antan che un bel po’ d’illusionismo ipermoderno (in un climax immersivo quando non fracassone); ma quello di cui altrettanto siamo certi è ciò che, questi disinibiti performer, non sono capaci di fare: non sanno fare altro – non sanno fare poesia. Che è ciò (la poesia appunto) che non dovrebbe mai mancare quando il mistero e l’inganno incontrano l’arte e in particolare il movimento misterioso del visibile – a dirlo è stato probabilmente Orson Wells.

Il cinema è magia, si è detto a ogni dove. Ma se pure lo fosse, lo sarebbe in virtù di una interdizione anch’essa sacrale: non mostrare mai i trucchi di ciò che sembra stia davvero accadendo davanti ai nostri occhi. E invece qui, e fuori da ogni intento (sia mai!) decostruttivo, accade anche questo. Si rompe, cioè, l’incantesimo a favore di una ragione spiegona. Si vive non poeticamente, parafrasando ancora Wells, perché si è arrivati a fare a meno del mistero. D’altronde, non fosse chiaro abbastanza, Now You See Me: Now You Don’ t-  come dice il titolo. Tutto torna, tutto logico. Tertium non datur.

E in questo modo anche la ripetizione, elemento implicito nel concetto di “saga”, non riuscendo mai a farsi differenza, si arresta al più al giro di déjà vu col pilota automatico -“avvicinati, più vicino, perché più credi di vedere, più facile sarà ingannarti”, tale e quale lo stesso motto con cui 14 anni dopo il dominus, e maniaco del controllo, J. Daniel Atlas (un posticcio Jesse Eisenberg), si appresta ad arringare il suo pubblico.

Al centro: Jesse Eisenberg

Il film, terzo appuntamento del noto, e a dire il vero assai amato, franchise Now You See Me, trova i suoi riferimenti più evidenti, oltre alla magia, nel genere dell’heistmovie, con lo schema astuto e trino: preparazione, esecuzione e conseguenze; e in quello più classico dell’action, con inseguimenti cinetici e prodezze temerarie di varia specie. Mentre, per altro aspetto, i Quattro Cavalieri originari, interpretati da Jesse Eisenberg, Woody Harrelson, Dave Franco e Isla Fisher (la migliore della reunion), in questo pastiche ipermoderno finiscono per mettere da parte, come anticipato, le illusioni etiche o comunque solidali dirette verso la collettività, preferendo volgere il proprio favore verso le chimere di una dimensione più domestica e privata, vale a dire la famiglia seppure allargata a tre nuovi membri della Generazione Z, Justine Smith, Ariana Greenblatt e Dominic Sessa, tutti insieme uniti per riuscire a rubare il diamante più grande del mondo alla spietata criminale (Rosamund Pike), a sua volta figlia di spietato criminale. E così via. C’è da dire, inoltre, che una buon parte del film si svolge al chiuso delle pareti di una villa che più che a un labirinto fa pensare a una stanza da gaming, inclusi i rompicapi da risolvere. Con buona pace della magia e delle illusioni.

Occorre ammettere che di questo film non sembra rimanere proprio nulla (ma forse è voluto?). O piuttosto bisogna essere dei fan appassionati per vederci inopinatamente qualcosa. Fatevi avanti!

In sala dal 13 novembre 2025.


L’illusione perfetta  – Now You See Me: Now You Don’t (Now You See Me: Now You Don’t )Regia: Ruben Fleischer; sceneggiatura: Michael Lesslie, Paolo Wernick, Rhett Reese, Seth Grahame-Smith; fotografia: George Richmond; montaggio: Stacey Schroeder; musica: Brian Taylor; interpreti: Jesse Eisenberg, Woody Harrelson, Dave Franco, Isla Fisher, Justine Smith, Ariana Greenblatt, Dominc Sessa, Rosamund Pike, Morgan Freeman,  Mark Ruffalo; produzione: Bobby Cohen, Alex Kurtzman, Summit Entertainment; origine: USA, 2025; durata: 112 minuti; distribuzione: 01 Distribution.

 

 

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