Rosa Elettrica – In fuga con il nemico. Voto ***
Come forse sapete, ho una passione per Maria Chiara Giannetta, 33 anni, da Foggia, che trovo una delle nostre migliori giovani attrici. In attesa di vederla, probabilmente alla Mostra di Venezia, nel film Noi un po’ meglio di Daniele Luchetti accanto a Elio Germano, eccola su Sky Atlantic, in Rosa Elettrica – In fuga con il nemico, una miniserie poliziesca ispirata al romanzo omonimo (2007) di Giampaolo Simi. Non che Giannetta sia nuova alla serialità televisiva, molti la ricorderanno nelle due stagioni di Blanca, dov’era una perspicace consulente cieca della Polizia di Genova, ma oggi che è una piccola celebrità nello show-business italiano le cose per lei sono diventate, allo stesso tempo, più facili e difficili.
“Elettrica” a causa di un soprannome che le fu affibbiato da bambina e poi crescendo con ambizioni da musicista, Rosa Valera è una poliziotta trentenne di stanza a Ferrara, appena entrata nel delicato Nucleo protezione testimoni. È tosta, fiera, bella, indipendente, soffre di una fastidiosa cistite cronica, ha un fidanzato che ha derubricato a “trombamico” e spesso “parla” con una bambina saputella che è la proiezione di sé stessa.

Di colpo la coriacea capa le affida, nella sorpresa dei colleghi più esperti, un caso assai rischioso: proteggere un giovane boss camorrista, tal Daniele Mastronero detto “Cocìss”, trasferito in gran segreto da Napoli perché ha deciso di pentirsi e testimoniare, essendo accusato di aver ucciso una bambina e quindi braccato dal clan degli Scurante, nemici storici degli Incantalupo.
Siccome mi rimproverano di raccontare troppo sul piano delle trame, aggiungo solo pochi dettagli, del resto rivelati dai trailer. Rosa porta il giovanotto, s’intende iracondo e fanatico, in un monastero gestito da un frate capellone che si occupa di dipendenze varie, ma qualcosa subito non torna. Il nascondiglio è già stato scoperto dai killer, probabilmente c’è una talpa, sicché Rosa e “Cocìss” debbono scappare su una vistosa Ford Mustang blu, prestata dal padre di lei, in una corsa forsennata che li porterà prima a Chioggia, poi a Napoli, infine a Merano.
Prodotta da Cross Productions e scritta a otto mani da Giordana Mari, Fortunata Apicella, Serena Petrignanelli e Michela Straniero (tutte donne), la miniserie in sei puntate, due a settimana, porta la firma del cinquantenne regista e fotografo Davide Marengo, affettuosamente legato a Giannetta nella vita, così almeno ho letto. Lo sguardo femminile ogni tanto si sente, forse, in qualche dettaglio minore, ma in generale siamo dentro un canone piuttosto prevedibile di poliziesco all’italiana: ovvero tra coincidenze poco verosimili, vaghi toni da commedia, frasi stentoree del tipo «Basta cazzate, stai concentrata!» o «Era un cazzo di poliziotto», qualche sparatoria, camorristi in stile “Gomorra”, sospetti e depistaggi diffusi a piene mani sulla fedeltà alla legge dei personaggi…
Inutile fare paragoni con serie americane, inglesi o nordiche, dove tutto, di solito, è più livido e realistico, a partire dal versante privato, spesso incasinato, delle eroine protagoniste, per non dire di come le nostre attrici impugnano le pistole (non ci credi mai). Naturalmente Rosa custodisce i suoi problemi, anche di autoaffermazione, ma ho la sensazione che gli stereotipi legati al genere facciano aggio sulla sostanza delle psicologie, e parecchio si vede, anche se poi vuoi comunque sapere come andrà a finire la vicenda (io l’avevo capito…).
Senza trucco, capelli raccolti a coda di cavallo, anfibi, jeans attillati e canottiera con reggiseno a vista, Giannetta incarna Rosa con onesto mestiere, ma insomma ha fatto di meglio nella sua carriera d’attrice; Francesco Di Napoli è “Cocìss”, il criminale patentato e feroce che la sa lunga ma forse un po’ s’innamora del suo angelo protettore; il resto del cast principale è coperto da Elena Lietti, Francesco Foti, Federico Tocci e Antonia Truppo, ovvero la tosta vicequestore, il magistrato disincantato, il poliziotto buono che dà credito a Rosa e la feroce assessora napoletana.
«Il Male bisogna guardarlo diritto in faccia» è una delle frasi-chiave. D’accordo. Ma bisognerebbe anche variare un po’ la struttura drammaturgica di queste serie poliziesche. Non si può sempre partire da una scena shock, magari con voce narrante, e subito aggiungere la scritta: «Dieci giorni prima…».
Su Sky Atlantic dal’8 maggio 2026.
