The Invite – Il piacere è tutto nostro. Voto ***(*).
Prima della proiezione di The Invite – Il piacere è tutto nostro c’è stata la premiazione dell’ottantaseienne attore svizzero Jean-Luc Bideau, che ha ricevuto il premio alla carriera, per il suo ultimo lavoro in Ah que le bonheur est proche! (t.l.: Ah, quanto è vicina la felicità!) di François-Christophe Marzal (Fuori concorso). L’attore ginevrino ha raccontato come la realtà della cinematografia in Svizzera sia diversa rispetto a quella europea, o di quella francese dove ha lavorato a lungo. Questa leggenda del cinema svizzero ha raccontato gli inizi casuali della sua carriera nel cinema: nel suo primo film, Les Bons Vivants (1965) di Gilles Grangier e Georges Lautner gli è stato chiesto di improvvisare e tale improvvisazione gli è piaciuta e lo ha portato a recitare in altri tre film e poi a tutti gli altri che sono seguiti.

Dopo la cerimonia, i riflettori sono stati puntati sul nuovo film, il terzo, diretto e interpretato da Olivia Wilde, The Invite – Il piacere è tutto nostro, che ha debuttato allo scorso Sundance Film Festival, ed è un remake del lungometraggio spagnolo Sentimental (2020) di Cesc Gay.
La storia ruota attorno a una coppia in crisi, Angela (Olivia Wilde) e Joe (Seth Rogen) e i loro vicini del piano di sopra Piña (Penélope Cruz) e Hawk (Edward Norton).
Tutto si svolge a San Francisco, nell’appartamento della coppia in perenne ristrutturazione…
Joe è il tipico marito, che dopo un giorno di lavoro (che non lo soddisfa) vuole solo rilassarsi e stare in pace, mentre Angela è un’artista che ha lasciato la carriera per dedicarsi alla loro unica figlia. Senza dirlo al marito, la donna invita i vicini a cena, e così nasce una commedia degli equivoci. Una cena, che doveva essere l’occasione per scusarsi del rumore dovuto alle ristrutturazioni, si trasforma in un confronto diretto tra le due coppie.
Joe espone con onestà tutti i propri pensieri, e grazie a Piña e Hawk si scoprono man mano i loro desideri più intimi e nascosti, dato che le verità sembrano più facili da confidare agli estranei che non ai propri congiunti.

Molto emozionata di essere a Locarno a presentare il suo film nella Piazza più grande d’Europa, Olivia Wilde, ha spiegato come questo film, dopo Don’t Worry Darling (2022), costituisca l’“Highlight” della sua carriera, e che è stato un progetto nato dalla stretta collaborazione tra i quattro protagonisti.
Gli attori costruiscono in The Invite una progressiva tensione narrativa rotta anche da momenti di imbarazzo, rendendo elettrizzante una semplice situazione domestica, quella di una banale cena. La struttura è quasi teatrale, ma permette ai personaggi di vivere la loro storia, senza che venga voglia di giudicare quale coppia abbia la relazione “più sana”. A ciò si aggiunge che, grazie al lavoro della macchina da presa, anche lo spazio in cui si sviluppa tutta la storia, l’appartamento, diventi un vero e proprio “personaggio”, importante quanto i dialoghi, che, in bilico tra il comico e il drammatico, esprimono insieme ironia e disagio.
The Invite non vuole offrire una risposta univoca alle crisi matrimoniali, né pretende di stabilire chi abbia ragione. Osserva i quattro protagonisti, li mette a nudo e lascia che siano le loro contraddizioni a parlare. Ci espone la tragicità delle relazioni, ma in forma di commedia, con umorismo e allegria, lasciando che il pubblico avverta non tanto il peso e le pesantezze del matrimonio bensì la gioia di essere una coppia.
In sala dal 16 settembre 2026 (vedi l’approfondimento).
The Invite – Il piacere è tutto nostro (The Invite)– Regia: Olivia Wilde; sceneggiatura: Will McCormack e Rashida Jones; fotografia: Adam Newport-Berra; montaggio: Yorgos Mavropsaridis, Ant Boys; interpreti: Seth Rogen, Olivia Wilde, Penélope Cruz, Edward Norton; produzione: Annapurna Pictures, FilmNation Entertainment, Permut Presentations, Thunder Road; origine: USA, 2026; durata: 107 minuti; distribuzione: I Wonder Pictures.
Foto di Gabriella Anzalone.
