Festival di Locarno 2026 (5-15 agosto): Guerrilha no Asfalto di Edgar Pêra (Fuori Concorso)

Guerrilha no Asfalto (Asphalt Guerrilla) . Voto ***  Un film che ci inganna, rivendicando di fare cinema senza lasciarsi inscatolare dalle limitate possibilità dei generi.

Guerrilha no Asfalto

Non è facile parlare del film sperimentale Guerrilha no Asfalto del regista portoghese Edgar Pêra soprattutto per la quantità di temi e spunti che racchiude in sé, tanto che farebbe pensare ad un’opera prima, di un regista giovane, nuovo al mezzo filmico e ancora quindi così pieno di progetti e creativo nel lavorare solo per associazione di idee, che arriva fino quasi a rischiare di perdere il controllo del racconto, pur di esaurire tutte le possibilità che il cinema gli mette a disposizione.

Invece Edgar Pêra è un regista con una lunga carriera alle spalle, per non parlare del voluminoso numero di produzioni e lavori pubblicati, e il suo stile, seppur poco ortodosso di fare cinema, gli ha permesso di farsi un nome come autore innovativo non solo nella cinematografia portoghese ma anche internazionale. Le sue opere spaziano dal videoclip, alla fiction fino al documentario. Sono lavori che Pêra non si stanca di prendere in mano più volte, in un lavoro di taglia e cuci, smontando e rimontando, tanto che molti progetti sono stati abbandonati o sono tutt’ora in cerca di una sistemazione. Ne escono elaborati assemblaggi, come appunto accade di trovare in Guerrilha no Asfalto, dove fatti storici reali si mescolano ad altri meno reali e concorrono sullo stesso piano di eventi biografici ed interessi politici e professionali del regista.Guerrilha no Asfalto

Tratto da un libro scritto dallo scrittore Manuel Ricardo de Sousa, autore del bestseller Guerrilha no asfalto – AS FP- 25 e o tempo português e membro di un’unità di comando dell’organizzazione guerrigliera FP- 25, il film si apre con una sequenza di finzione che racconta l’assalto ad una banca ed il seguente linciaggio di uno dei militanti raccontato in chiave personale da una voce narrante. La seconda sequenza rivela appunto la fase di registrazione in post produzione della stessa voce e descrive in soggettiva la situazione storica del Portogallo che, dopo la caduta del regime di Salazar, ha visto la nascita delle bande armate terroriste degli anni Ottanta. Edgar Pêra satireggia con benevolenza sul livello amatoriale e sulla natura tragicomica di queste brigate rivoluzionarie costruendo un nesso fra il loro impegno di combattenti del popolo con il suo approdo militante nel cinema.

Guerrilha no Asfalto

Arrivato a questo punto il regista trasforma il film da trasposizione letteraria ad una riflessione sul proprio percorso artistico che vede il cinema come arma e la propria opera come una forma di resistenza equivalente a quella delle unità d’azione. Sennonché ai tanti tentativi di fare film di genere ed ai variegati progetti dagli incredibili titoli seguono i problemi dovuti alla mancanza di risorse economiche. Per racimolare finanziamenti il regista scende a compromessi con produzioni che arrivano a snaturare l’impulso rivoluzionario dei suoi film che da opere creative, sia per formato che per narrazione, finiscono per esaurirsi in sequenze generate dall’intelligenza artificiale.

Forse è esagerato definire quello di Pêra un cinema che fagocita sé stesso, fatto sta che si nutre e vive di cinema e di sequenze già esistenti, come le scene finali di zombie e cannibali danno ben ad intendere. Riutilizzando e reiterando sé stesso ci propone una valida riflessione sul cinema d’oggi, che si nutre di immagini già viste e di storie già raccontate.

A parte alcuni momenti di stanchezza dovuti al continuo balzare da un registro all’altro e l’elasticità mentale necessaria per sforzarsi di non cercare di trovare un filo conduttore ad ogni costo, Guerrilha no Asfalto presenta diversi ed interessanti spunti di discussione che, come dicevamo, hanno più a che fare con la forma filmica e le future possibilità del cinema che non con l’argomento politico di cui si parla nel titolo. Anche quest’ultima nient’altro che una tattica destabilizzante cercata dal regista.

Tanto più che nei titoli di coda la produzione ha voluto ben sottolineare come l’opera sia una fiction basata su fatti surreali. Di reale, invece, rimangono le interessanti riprese con lo scrittore botanista Terence McKenna, quasi pezzi di un’intervista, girate durante la lavorazione di un vecchio film di Pêra, Manual of Evasion LX94 (1994) che naturalmente rimane una presenza aliena, proprio perché reale, in questo affastellamento di finzioni ingannevoli. Affascinante!


Guerrilha no Asfalto (Asphalt Guerrilla) Regia: Edgar Pêra; sceneggiatura: Edgar Pêra, Rodrigo Areias, tratto da Guerrilha no Asfalto di Manuel Ricardo de Sousa; fotografia: Jorge Quintela; montaggio: João Mora; musica: The Legendary Tigerman; interpreti: Miguel Moreira, Maria Leite, Ivo Arroja, Albano Jerónimo, Bernardo Santo Tirso; produzione: Bando à Parte; origine: Portogallo, 2026; durata: 77 minuti.

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