Una intervista esclusiva al Signor Campionato

Se ne è andato un campionato mesto: il primo – e speriamo anche l’ultimo – interamente senza tifosi negli stadi. Il primo dopo nove anni senza la Juventus vincitrice. L’auspicio é di ripartire con la gente nuovamente sulle gradinate, quando sarà. In qualche modo, però, tra tamponi, casi di positività, tribune vuote, partite posticipate e immancabili polemiche, alla fine, però, è andato in porto.
E allora ho provato a contattarlo, il signor Campionato, come ai tempi delle mitiche interviste di Gianni Mura, dopo essermi detto:  “Non parla da tempo, magari mi attacca il telefono in faccia, ma magari ha voglia di fare due chiacchiere”.  Ho aspettato stamattina lunedì, ormai concluso tutto e ho fatto il numero: squillava.
Pronto?
Buongiorno, la contatto per Close-up.it
Che non conosco..
Una rivista di cinema.. 
Di cinema?
Sì ma abbiamo una rubrica di calcio. Ci vediamo delle somiglianze: motions ed emotions, movimento ed emozioni…
Anche senza traduzione: fino a qui ci arrivo.
Sarebbe per una chiaccherata, un’intervista…
Le rilasciavo solo al grande Gianni Mura…
Lo so. Diciamo che vorrebbe essere un omaggio a lui. Manca tanto anche a me. 
Cosa vorrebbe sapere?
Come sta, come si sente..
Stanco. Di una stanchezza strana, grigia. Alla fine di ogni anno arrivo con la lingua per terra. Stremato. Però stavolta è diverso. Sono triste, cupo.
Un anno senza pubblico, la minaccia continua della sospensione..
Non so se è solo quello..
Certo, anche la storiaccia della Superlega non ha aiutato.
Lei come si sentirebbe al mio posto? Non andava tutto bene, sarei un bugiardo a dirlo, ma da qui a ricevere una pugnalata da un momento all’altro, nel cuore della stagione, in un tempo già così difficile...
Non se l’aspettava..
Ma di una cosa sono contento: che in tanti abbiano compreso e testimoniato quanto sono importante. C’è stata una reazione forte. Io sono la provincia che vuole mettersi in mostra, sono i campanili, i dialetti, sono le grandi città che si contendono il potere. Sono il Sud e il Nord che si combattono e si abbracciano. Sono il caffè, la pizza ma anche il caciucco e l’anguilla, la pastiera, il panettone e la nduja. Sono il sale della domenica, sono dei grandi e dei piccini. Io sono l’Italia, me lo lasci dire. 
Un’Italia di destra o di sinistra?
Sono per la bellezza e la democrazia, ma anche per la difesa del territorio, per la tutela della nostra unicità e delle nostre tradizioni, delle nostre eccellenze. Però sono anche un europeista convinto. Sono per le relazioni giuste tra tutto il mondo, nel rispetto e nella salvaguardia delle diversità.
Diceva che non tutto va bene. Cosa cambierebbe?
Sono un po’ radicale. Lavorerei sui una percentuale obbligatoria, e piuttosto alta, di giocatori dai vivai. Metterei un tetto (vero) ai budget di spesa per gli stipendi. Limiterei a quattro il numero degli stranieri, uno per continente. Costruirei delle fasce di top player e li dividerei in parti uguali per ogni squadra.
Sì abbasserebbe la qualità..
Sarebbe solo meglio distribuita. Dovrebbe essere un progetto almeno europeo, e comunque sto solo indicando una direzione, bisognerebbe studiare tutto nei dettagli per  uscire dalla logica del denaro padrone di tutto.
Però siamo l’Italia: fatta la legge trovato l’inganno.
Nessuno vorrebbe trovarlo, se si capisse che la bellezza del gioco é proprio questa: idee, lavoro, creatività, da un base di partenza comune.
Sulle strutture?
Servono stadi nuovi, più simili a teatri che a grandi astronavi nel deserto, con la gente vicina al prato, prezzi bassi, spazi per i bambini allo stadio. Sogno stadi verdi dentro la città, utili tutta la settimana.
Metterebbe clausole anche sugli allenatori?
No, penso possano aiutare a diminuire le distanze tra grandi e piccoleLi lascerei liberi
A proposito, il ritorno di Mourinho?
Dà movimento, pepe, brio, ne abbiamo bisogno.
Porterà risultati alla Roma?
Non lo so. Finora ha portato entusiasmo e grande impatto mediatico. Ha portato i romanisti fuori dalla crisi sportiva, ma siamo alle solite: parole, pensieri in assenza di campo.
E quando si inizierà a giocare?
Vedremo che squadra gli faranno. In ogni caso sarà una lotta tra lui e Roma. Vedremo se lei divorerà lui, come ha fatto con tutti, o se lui saprà schienarla e dominarla.
La Roma ha deluso. Qual è stata la sorpresa?
Non l’Atalanta, perché da tempo non lo è più. È una grande realtà, ormai. Avrei detto Gattuso fino all’ultima giornata, per come si era messa, per gli infortuni e i problemi con de Laurentiis. Sembrava fatta, però alla fine contano i risultati e lui non è andato in Champions. Peccato.
Quindi?
Quindi dico Ranieri, guardi un po’. Prese la Samp un anno e mezzo fa che era più morta che viva, e l’ha portata a navigare in acque tranquille senza troppo clamore. Bravissimo, più di quanto si dica. Bravo anche Pioli che alla fine ha fatto arrivare il Milan al secondo posto. Bravo De Zerbi. Bravo lo Spezia. Bravo Juric, bravo Conte e brava l’Inter, ovviamente.
E di Pirlo cosa diciamo?
Ci sta un anno storto dopo tante vittorie. Non credo sia solo colpa sua. Gli darei del tempo. E poi ha vinto la Coppa Italia, una Supercoppa e ha portato la squadra in Champions League.
A proposito di Coppa Italia, per la finale é tornata la gente allo stadio..
Poca, ma è stato bellissimo. Una finale importante.
Vi siete sentiti?
Con chi?
Con la Coppa Italia
Sì, al telefono. Era al settimo cielo. Lei che è sempre in secondo piano, stavolta ha avuto questo grande onore. É stato un bel momento. Se lo merita. Si sentiva in colpa poverina. “Dovevano rientrare con te”, mi ha detto. “Ma scherziamo, con tutto quello che passi ogni anno”. Sono contento che sia accaduto con lei.
Ha sentito anche l’Europeo?
No, non siamo molto intimi.
Però lo vedrà?
Penso di si, senza esagerare. Ho bisogno di riposo.
L’Italia come la vede?
Una buona squadra senza grandi campioni, ma può fare molto bene. Sono fiducioso. 
La tiferà?
Che domande
A proposito di campioni. Stiamo ancora con Ibrahomovic a sette milioni a stagione, un calciatore di quarant’anni
Platini smise a trendadue, Stromberg a ventotto, se non sbaglio. Oggi i calciatori prima che atleti sono aziende.. Ci sono aspetti che non  comprendo, ma forse é un problema mio..
Ė cambiato tutto. Anche i presidenti. Le mancano i Costantino Rozzi, gli Anconetani? 
Le direi di sì, che con loro era più facile parlare, che ci capivamo meglio. Che adesso non mi fido più di nessuno, guardi il passato recente.. Però poi penso anche che il passato appare facilmente idilliaco, e comunque eravamo tutti più giovani, più ottimisti e più allegri. 
Oggi tutto va veloce. Ora c’è anche questa Conference League.
Mi ha scritto, si é presentata in modo gentile. Diceva che spera in una bella collaborazione e che da lei avrà la massima disponibilità. Vedremo.
Le crede?
Preferisco crederle. Potrei anche pensare che tra un po’ diventerà arrogante, ma non lo voglio fare.
Si sente solo?
Un po’. Sento la Bundesliga spesso, parliamo, ma con la Liga e la Premier ci sentiamo sempre meno. Trent’anni fa mi cercavano tutti, ero sua maestà, adesso passo anche giorni senza una telefonata.
Era considerato il campionato più bello del mondo, lo diceva anche Abatantuono in un film di Salvatores , “Puerto Esconido”. L’ha visto?
No.
Film sul calcio che le piacciono? O che conosce? Non mi dica “Fuga per la vittoria”
Fuga per la vittoria
“Il Maledetto United” l’ha visto?
No.
“Ultimo minuto” di Pupi Avati? 
Mi pare di no.
“L’allenatore nel pallone?”
Quello si. Bellissimo.
Grande fotografia del campionato italiano primi anni ottanta. Oronzo Caná era ogni italiano davanti a questo giocattolo.
Era un calcio fatto ancora, almeno in parte, di poesia. Li ricordo come gli anni più belli.
Il futuro come lo vede. Me lo dica con una battuta.
Chi vivrà vedrà. Ma anche quando barcollo, non mollo
In fondo il pallone è rotondo.
Giusto
Buona estate e grazie per questa intervista
A lei

1 thought on “Una intervista esclusiva al Signor Campionato

  1. Simpatica, leggera ma non superficiale, altamente descrittiva del momento calcistico italiano….. Romantica, nostalgica ma allo stesso momento realistica!!!!

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