Jupiter’s Legacy (Stagione 1)

  • Voto
2

Supereroi stanchi

Provare a descrivere ciò che si prova dopo aver vissuto la prima stagione di Jupiter’s Legacy è avvilente. Per due motivi: in primis, perché attingere dalla penna e dall’estro creativo di Mark Millar è (quasi) sempre cosa buona e giusta e, per questo, le aspettative toccano vette abbastanza alte; in secondo luogo, perché queste attese vengono disilluse e disintegrate nel giro di una manciata di episodi, anche per chi con la serie a fumetti di Millar non ha mai avuto a che fare.

Se nel corso degli ultimi dieci anni Millar è conosciuto per aver dato vita a un suo universo supereroistico sfaccettato e strapieno di personaggi ed eventi davvero originali e bizzarri – su Amazon Prime Video è disponibile la prima stagione della serie animata Invincible -, la prima stagione di Jupiter’s Legacy, creata da Steven S. DeKnight, non riesce a mantenere per un tempo sufficiente né la solidità narrativa, né la stratificazione dei personaggi in primo piano, né tantomeno la spinta satirica dell’opera di Millar. Utopian e l’Unione sembrano caricature di personaggi solamente abbozzati, intrappolati in uno schematismo gonfiato ad arte per le nuove generazioni di spettatori, ma in verità già stantìo e svuotato di qualunque spunto emotivo o contestuale degno di alimentare interesse in ciò che si sta guardando. Nemmeno la scelta di procedere su binari inizialmente paralleli, raccontando la genesi e l’evoluzione dei fondatori dell’Unione, produce entusiasmo: si assiste al susseguirsi di eventi contaminati da una messa in scena e una scrittura che richiamano sottilmente l’eccitazione per l’avventura e l’angoscia e la paura dell’ignoto affini a quella letteratura del fantastico di fine/inizio Novecento – Lovecraft su tutti, anche se il genio creativo del “solitario di Providence” non è minimamente assimilabile all’universo della serie -, i quali trovano compimento attraverso sequenze prive di tensione e manipolate, per questo motivo, solo per ottenere un “effetto lieto fine” che vanifica i pochi sforzi compiuti fino al momento decisivo.
Una conduzione narrativa riproposta inevitabilmente dal punto di climax finale e scioglimento di questa prima stagione, quando i pochi nodi vengono al pettine e la conversione al lato oscuro di Brainwave – già ampiamente annunciata per tutti gli spettatori minimamente smaliziati – spingono la narrazione a capitolare in un’ennesima svolta mancata, occasione sfumata, sprecata, stuprata in un tentativo pretestuoso e fastidioso di riproporre materiale vecchio e morto da decenni.

Insomma, questa prima stagione di Jupiter’s Legacy è un fallimento su tutta la linea e una gran perdita di tempo, perfino non all’altezza in merito alla computer grafica – pessimi alcuni effetti mostrati durante lo scontro tra i protagonisti e il clone di Blackstar. Ma, soprattutto, risulta noiosa e superficiale, ingolfata da troppi spunti narrativi – l’incubo e il riscatto sociale americano, il contrasto tra giustizia e ciò che viene considerato giusto, il rapporto tra vecchie e nuove generazioni… -, ammassati senza avere il tempo e lo “spazio” per poterli sviluppare con metodo, così da trasmettere il giusto peso emotivo a un prodotto che senza dubbio dovrebbe prosperare più per i temi trattati, piuttosto che per la spettacolarizzazione del comparto supereroistico.
Nemmeno piacevole come semplice passatempo.


(Jupiter’s Legacy); genere: cinecomic; showrunner: Steven S. DeKnight; stagioni: 1 (in attesa di rinnovo); episodi prima stagione: 8; interpreti principali: Josh Duhamel, Ben Daniels, Leslie Bibb, Elena Kampouris, Andrew Horton, Mike Wade, Matt Lanter, Tyler Mane, Richard Blackburn, ; produzione: Di Bonaventura Pictures, DeKnight Productions, Millarworld Productions; network: Netflix (7 maggio 2021); origine: U.S.A., 2021; durata: 35-60’; episodio cult: 1×07 – Omens pro uno (1×07 – Omens pro uno)

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