44° Edizione del Bergamo Film Meeting (7-15 marzo 2026) – Il programma

Bergamo Film MeetingIl Bergamo Film Meeting (BFM), uno dei più importanti festival cinematografici italiani, nonostante i tagli imposti da chi dovrebbe, invece, sostenere una delle manifestazioni culturali più longeve e riconosciute anche in ambito internazionale, arriva alla sua 44esima edizione. Al riguardo, il presidente del Festival, il regista Davide Ferrario, ha sintetizzato alcuni dei nodi cruciali che purtroppo stanno caratterizzando il clima generale che si respira nel settore: “ringrazio – ha detto – i finanziatori pubblici e privati, e anche il Ministero, anche se devo dire che a tutt’oggi il contributo del Ministero per l’edizione del 2025, quindi non di questa del 2026, ma di quella dello scorso anno, non è stato ancora deliberato”. Il Comune di Bergamo, in risposta alla palude governativa, ha deciso invece di anticipare la propria parte di contribuzione.

Con la direzione di Fiammetta Girola e Annamaria Materazzini, dal 7 al 15 marzo si avvicenderanno nelle sale di Bergamo oltre 173 film, tra corti e lungometraggi. Le due direttrici, nel corso della conferenza stampa, a proposito delle scelte riguardanti anche i dispositivi con cui si fruiscono le immagini e il tipo di esperienza visiva, percettiva e conoscitiva che ne consegue -una volta si sarebbe detto come a ogni fisica corrisponda una metafisica-, mettendo insieme il Truffaut del «soudain la lumière s’éteint, du fond de la salle s’élève le ronronnement du projecteur», e le nuove frontiere del digitale, così si sono espresse: “La bellezza di un festival come Bergamo Film Meeting non sta solo nelle scelte artistiche, nei film selezionati, nelle retrospettive curate, ma anche nella possibilità di vedere film di ogni epoca sul loro supporto originale o nella migliore versione in 4K. E’ ancora possibile apprezzare la grana ruvida della pellicola e sentire in lontananza il rumore del proiettore, così come vedere una bellissima copia digitale, nitida e perfetta” –ça va sans dire.

Due le sezioni competitive del Bergamo Film Meeting, quella dei lungometraggi di fiction e quella dei documentari.

Tra i primi si segnalano Subsuelo di Fernando Franco, thriller psicologico di derivazione letteraria; Maricel di Elias Demetriou, girato tra le Filippine e Cipro; L’étrangère di Gaya Jiji, con protagonista una profuga siriana; Der Frosch und das Wasser di Thomas Stuber, che racconta di un uomo affetto da sindrome di down e della sua fuga dal centro di assistenza dove vive al seguito di un gruppo di turisti giapponesi, incontrati per caso. Nella sezione dei documentari curiosità suscitano Padrone e sotto di Roberto-C., che dopo lavori collettivi (firmati cyop&kaf) sorprendenti come Il segreto, stavolta, da solo, presenta un’opera, urgente e poetica, sulle classi subalterne napoletane; Päivien lumo della finlandese Karin Pennanen, sulla storia misteriosa e avvincente dello zio Markku, artista visivo, musicista e compositore; To close your eyes e and see fire del duo austriaco Nicola von Leffern e Jakob Carl Sauer, un toccante racconto corale sul trauma causato dall’esplosione nel porto di Beirut.

Ma il Bergamo Film Meeting è celebre anche per l’offerta raffinata, e fuori da perimetri rigidi, che vede il cinema contemporaneo accanto ai classici, e soprattutto per la cura riservata agli omaggi e alle retrospettive, in questo senso ricordiamo, tra le altre, quella dedicata a Márta Mészáros, nel 2021, e a Catherine Breillat, nel 1998. Questa edizione dedica la sua retrospettiva alla grande regista polacca Agnieszka Holland, da poco omaggiata anche al Trieste Film Festival, con film sorprendenti e seminali come Attori di Provincia (1979), Raccolto amaro (1985), La febbre (La storia di un proiettile) (1981), Una donna sola (1987), fino ad arrivare ai più recenti Charlatan – Il potere dell’erborista (2020) e Franz (2025). Gli omaggi, invece, sono per il comico francese Louis de Funès, fuoriclasse di un cinema dichiaratamente popolare che ha avuto il suo apice in Francia tra gli anni ‘60 e i primi anni ‘80, ma soprattutto, nel decennale della scomparsa anzitempo – e in un momento in cui lo stesso Iran rischia di scomparire, per mano di un occidente orribile, non solo dallo scacchiere politico ma prima ancora dalla geografia e cultura millenaria di un luogo e dalla materialità delle vite che lo abitano -, per il meraviglioso regista iraniano Abbas Kiarostami (Teheran, 1940 – Parigi, 2016). Regista, sceneggiatore, artista visivo e poeta, figura centrale della seconda “nuovelle vague” iraniana e linfa inesauribile per il cinema d’autore contemporaneo, l’omaggio, realizzato con il patrocinio della Kiarostami Foundation, darà la possibilità di vedere sul grande schermo opere imprescindibili e magnifiche, che hanno contribuito a ridefinire il rapporto, esperenziale e ontologico, tra realtà, finzione e sguardo, come Close-up (1990), E la vita continua (1992), Il sapore della ciliegia (1997), Il vento ci porterà via (1999), fino ad arrivare ai più recenti Copia conforme (2010) e 24 Frames (2017).

Infine, nella sezione Europe, Now!, vedremo due focus di notevole spessore, ovvero quello sulle opere della regista Ildiko’ Enyedi, figura centrale del cinema ungherese contemporaneo, suo il recente, e sorprendente, Silent Friend (2025), e l’altro sul cinema, caustico e intriso di humor nero e surreale, dell’olandese Alex van Warmerdam, con lavori che vanno da Abel (1986) a Nr. 10 (2021).

Senza dimenticare che al BFM ci sarà anche la possibilità, come di consueto, di assistere al focus sul cinema di animazione, quest’anno dedicato, come leggiamo nelle note del programma, a una “tecnica tanto affascinante quanto complessa nella realizzazione, capace di collocarsi al confine tra cinema, incisione, fotografia e scultura, e il cui nome coincide con lo strumento con cui viene realizzata: la pinscreen.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *