Yulia Lokshina, l‘autrice di Active Vocabulary è nata a Mosca nel 1986, è venuta in Germania da bambina e vi ha frequentato le scuole per poi studiare cinema documentario alla celebre scuola di cinema (la HFF) di Monaco. All’inizio degli anni ’10 decide di tornare in Russia per filmare le proteste contro la distruzione dell’ampia foresta che diventerà “Novaya Moskva” (la Nuova Mosca), ovvero l’estensione territoriale di Mosca risalente al 2012, che ha raddoppiato le dimensioni della capitale russa facendola diventare la città più grande d’Europa.
Dopo aver mostrato dall’alto i nuovi edifici, Lokshina comincia a filmare giovani operai che stanno abbattendo alberi, apparentemente per la costruzione di una nuova scuola, ma una volta che la scuola sarà lì, gli oppositori, i manifestanti sanno benissimo che ben presto seguiranno gli speculatori edilizi. Lokshina inizialmente aveva in programma di limitarsi a realizzare un film su questa speculazione, ma poi nel febbraio 2022 è arrivata l’invasione dell’Ucraina e la portata del suo film si è ampliata, per così dire, al pari della capitale.
La protagonista diventa allora Maria, un’insegnante russa denunciata dai suoi stessi alunni adolescenti per aver criticato l’invasione. Costretta all’esilio, Maria ora vive in Germania, continua a fare l’insegnante e decide, con una singolare forma di re-enactement, di allestire un ingegnoso esercizio teatrale in cui i suoi studenti tedeschi ricostruiscono gli eventi che hanno portato alla denuncia, interpretando i loro omologhi russi e le autorità, insomma tutti coloro che hanno tradito, essendo stati o fingendosi amici, l’insegnante, costringendola ad andarsene. Piuttosto che dare vita a una tradizionale intervista con la sua interlocutrice, Lokshina ha dunque voluto inserire la storia di Maria in un contesto più ampio, nel suo nuovo ambiente tedesco.
Non c’è un collegamento evidente tra l’esproprio delle foreste e le esperienze dell’insegnante, ma la regista, tramite la voce fuori campo, vuol farci intendere che così non è: alla scuola in costruzione sono/saranno state imposte nuove rigide regole, che fanno parte delle misure spesso sinistre introdotte in tutto il paese in seguito all’aggressione in Ucraina e che appunto obbligheranno Maria all’esilio. Un’omologia forse un pochino forzata.
A questi due elementi – le proteste dei manifestanti che si oppongono alla deforestazione e le vicende di Maria – si aggiungono frequenti rendering della scuola che verrà costruita, un inserto animato e tante tante scene girate nella scuola tedesca, un po’ ripetitive, che intendono didascalicamente mostrare un tipo di scuola e di attitudine formativa decisamente diversa, illuminata e dialettica, sequenze queste ultime un po’ noiosette, che mostrano scene della non esattamente esaltante vita scolastica di adolescenti.
I film girati nelle scuole si assomigliano un po’ tutti, ma negli ultimi anni ne ho visti di molto più belli, due di lingua tedesca avanti a tutti, ovvero Herr Bachmann und seine Klasse di Maria Speth e Favoriten di Ruth Beckermann, qui il tutto zoppica un po’. E se non mi sono distratto, francamente non ho capito il titolo.
Active Vocabulary – Regia, sceneggiatura: Yulia Lokshina; fotografia: Nina Wesemann; montaggio: Yulia Lokshina, Maya Klar; produzione: Oficina de Objetos Perdidos; origine: Germania 2025; durata: 81 minuti.
