Il programma completo del Festival di Cannes 2026 (12-23 maggio 2026)

Festival di Cannes 2026

Festival di Cannes

Due sono le cose che sono balzate subito agli occhi scorrendo i titoli dei film in lista nel programma ufficiale del 79° edizione del Festival di Cannes: la completa assenza di film italiani e la ridotta presenza di star hollywoodiane. Il primo fatto riprende una tendenza che avevamo già notato alla passata Berlinale e che sembra purtroppo confermata. Questo a segnalare un profondo, già preannunciato disagio nell’attuale cinema italiano che, per quanto alcuni buoni film vengano prodotti, non riesce a superare lo scoglio dei canali ufficiali. La mala e inefficace gestione dei finanziamenti pubblici nel settore cinematografico ormai è nota tanto che più volte ne hanno parlato bravi attori, in primis Elio Germano o Pierfrancesco Favino, e importanti registi quali Nanni Moretti e Andrea Segre; ne abbiamo parlato anche noi  sulle nostre pagine nell’ Chi ha paura della memoria? a proposito di un vento di protesta svoltosi all’Aamod di Roma poche settimane fa. Fino ad ora purtroppo non è cambiato nulla e, anzi, le ultime notizie sui fondi pubblici negati a progetti, che parrebbero quantomeno interessanti o di interesse pubblico, genera dubbi sulla qualità delle competenze degli addetti ai lavori chiamati a giudicare.

Per quanto il cinema italiano non sia rappresentato, la linea editoriale del festival francese quest’anno sembra privilegiare un cinema d’autore europeo e internazionale, e come dicevamo a discapito dei grandi blockbuster hollywoodiani, cosa decisamente inconsueta per la Croisette. Ma Hollywood in verità non è del tutto assente – e non poteva esserlo vista la dedica al Thelma e Louise di Ridley Scott nel poster ufficiale! – e qualche nome stellato lo troviamo, anche se gli unici registi americani in concorso sono Ira Sachs (Passages) con un musical che affronta il dramma dell’AIDS dal titolo The Man I Love, al quale last minute si è aggiunto James Gray con il film Paper Tiger che vede la partecipazione di Scarlett Johansson e Adam Driver, e la nomina in Giuria dell’attrice Demi Moore. Poi ritroviamo Fuori concorso le star americane Brendan Fraser, Bill Murray e Dustin Hoffman che presenteranno il film Diamond di Andy Garcia e inoltre incuriosisce il debutto alla regia di una grande icona hollywoodiana come John Travolta con il film Propeller One-Way Night. Non possiamo dimenticare in ogni caso l’atteso John Lennon: The Last Interview per la regia di Steven Soderbergh. Infine già è nota da qualche settimana la decisione di assegnare le due Palme d’oro onorarie di quest’anno all’attrice Barbra Streisand e al regista Peter Jackson.

La riduzione delle star americane lascia in ogni caso più spazio ad un cinema che gioca ‘in casa’, tanto che sono ben 15 le presenze solo in concorso di film francesi, fra coproduzioni e produzioni. Fra questi Parallel Tales del regista iraniano già ben due volte premio Oscar Asghar Farhadi che vede fra i suoi interpreti Isabelle Huppert, Vincent Cassel, Pierre Niney, Catherine Deneuve, Virginie Efira e che prende spunto dal Decalogo di Krzysztof Kieślowski.

L’attrice Catherine Deneuve come anche Léa Seydoux sono presenti  con più film  sulla Croisette, mentre vedremo Monica Bellucci in The Birthday Party diretto da Léa Mysius.

Festival di Cannes
               Gentle Monster

Saranno due le produzioni austriache, con Gentle Monster di Marie Kreutzer  e Das geträumte Abenteuer  di Valeska Grisebach a rinforzare la presenza femminile che vede quest’anno solo cinque registe donne in concorso.

A sottolineare l’europeismo dei temi troviamo forti coproduzioni come Fjord del regista rumeno Cristian Mungiu, che ha girato un film ‘nordico’ con Renate Reinsve e Sebastian Stan, mentre l’ungherese László Nemes presenta con Moulin un film su una figura di spicco della resistenza francese, Jean Moulin, con la star francese Gilles Lellouche nel ruolo principale e l’attore tedesco Lars Eidinger nel ruolo del suo oppositore.  Il regista polacco Paweł Pawlikowski ci racconta in Fatherland del viaggio di rientro in Germania dello scrittore Thomas Mann con la figlia Martha, interpretati dai bravi attori tedeschi Hanns Zischler e Sandra Hüller.

Sempre in Concorso è ben rappresentato anche il cinema spagnolo, con ben tre film. Mentre Pedro Almodóvar, dopo l’ultimo successo internazionale di The Room Next Door, torna al grande schermo con Amarga Navidad  – una produzione spagnola già uscita in patria il mese scorso nei cinema  -,  Rodrigo Sorogoyen presenta El ser querido con Javier Bardem; infine il duo Javier Ambrossi e Javier Calvo ha realizzato La bola negra  che vede nel ruolo di protagonista la star Penélope Cruz.

Inoltre la forte presenza del cinema asiatico non può passare inosservata, anche perché vede in prima fila il presidente di giuria sudcoreano Park Chan-wook  (l’anno scorso in Concorso a Venezia con No Other Choice), mentre in concorso troviamo tre registi giapponesi: Hirokazu Kore-eda con Sheep in the Box, Ryusuke Hamaguchi con All of a Sudden e Kōji Fukada con Nagi Diary, e non ultimo il sudcoreano Na Hong-jin con Hope.

Un’edizione che si preannuncia varia ed eterogenea e che, soprattutto, rappresenta un ambito trampolino di lancio per molti dei film che raggiungeranno le sale cinematografiche nel corso dei prossimi mesi; perché non dimentichiamolo, il cinema non è solo glamour, ed i festival con i film e le star, sono solo la punta visibile di un iceberg che celebra i risultati di tutto un settore, quello cinematografico, di lavoratori altamente specializzati. E al momento, ribadiamo ancora, in Italia ciò sembra venir trascurato. Lo stesso Federico Fellini non poteva negare che alla fin fine «sono i soldi che fanno venire delle idee». E comunque sempre per chiudere con il nostro paese e il cinema classico almeno un nostro film è presente:  Vittorio De Sica – La vita in scena di Francesco Zippel  in Concorso nella sezione Cannes Classic.

Non ci resta quindi che rilanciare un invito a seguirci e ad andare al cinema: «Evviva il cinema! Che si spengano le luci e inizi lo spettacolo!»

Festival di Cannes

Film d’apertura
La Vénus électrique, regia di Pierre Salvadori (Francia, Belgio)

Concorso
Amarga Navidad, regia di Pedro Almodóvar (Spagna)
La bola negra, regia di Javier Ambrossi e Javier Calvo (Spagna, Francia)
Coward, regia di Lukas Dhont (Belgio, Francia, Paesi Bassi)
Fjord, regia di Cristian Mungiu (Romania, Francia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Svezia)
Garance (Another Day), regia di Jeanne Herry (Francia, Belgio)
Gentle Monster, regia di Marie Kreutzer (Austria, Germania, Francia)
Das geträumte Abenteuer, regia di Valeska Grisebach (Germania, Francia, Bulgaria, Austria)
Hako no naka no hitsuji (Sheep in the Box), regia di Hirokazu Kore’eda (Giappone)
Histoires de la nuit (The Birthday Party), regia di Léa Mysius (Francia)
Histoires parallèles (Parallel Tales), regia di Asghar Farhadi (Francia, Italia, Belgio)
Hope, regia di Na Hong-jin (Corea del Sud)
L’Inconnue (The Unknown), regia di Arthur Harari (Francia)
Kyū ni guai ga waruku naru (All of a Sudden), regia di Ryūsuke Hamaguchi (Giappone, Francia, Germania, Belgio)
The Man I Love, regia di Ira Sachs (Stati Uniti d’America)
Minotavr (Minotaur), regia di Andrej Zvjagincev (Francia, Lettonia, Germania)
Moulin, regia di László Nemes (Francia)
Nagi Diary (Nagi Notes), regia di Kōji Fukada (Giappone)
Notre Salut (A Man of His Time), regia di Emmanuel Marre (Francia)
El ser querido (The Beloved), regia di Rodrigo Sorogoyen (Spagna, Francia)
Vaterland (Fatherland), regia di Paweł Pawlikowski (Polonia, Regno Unito, Germania, Francia, Italia)
La Vie d’une femme (A Woman’s Life), regia di Charline Bourgeois-Tacquet (Francia)
Paper Tiger, regia di James Gray (Stati Uniti d’America)

Festival di Cannes
          Isabelle Huppert in Histoires parallèles

Fuori concorso
L’Abandon, regia di Vincent Garenq (Francia)
La Bataille de Gaulle: L’Âge de fer, regia di Antonin Baudry (Francia)
Diamond, regia di Andy Garcia (Stati Uniti d’America)
Her Private Hell, regia di Nicolas Winding Refn (Stati Uniti d’America)
Karma, regia di Guillaume Canet (Francia)
L’Objet du délit, regia di Agnès Jaoui (Francia)

 

Festival di Cannes

Un Certain Regard
Teenage Sex and Death at Camp Miasma, regia di Jane Schoenbrun (Stati Uniti d’America) film di apertura
Ben’imana, regia di Marie-Clémentine Dusabejambo (Ruanda, Norvegia) (opera prima)
Club Kid, regia di Jordan Firstman (Stati Uniti d’America) (opera prima)
Congo Boy, regia di Rafiki Fariala (Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana, Francia)
Le Corset, regia di Louis Clichy (Francia)
El deshielo, regia di Manuela Martelli (Cile)
Elephants in the Fog, regia di Abhinash Bikram Shah (Nepal, Germania, Brasile, Francia, Norvegia) (opera prima)
Everytime, regia di Sandra Wollner (Austria)
I’ll Be Gone in June, regia di Katharina Rivilis (Germania) (opera prima)
La más dulce, regia di Laïla Marrakchi (Spagna, Francia, Marocco, Belgio)
Quelques mots d’amour, regia di Rudi Rosenberg (Francia)
Siempre soy tu animal materno, regia di Valentina Maurel (Costa Rica, Belgio, Francia)
Subete mayonaka no koibito-tachi, regia di Yukiko Sode (Giappone)
Ula, regia di Agnieszka Iwańska (Polonia)
Yesterday the Eye Didn’t Sleep, regia di Rakan Mayasi (Palestina, Libano, Belgio) (opera prima)
Victorian Psycho, regia di Zachary Wigon (Stati Uniti d’America)
A Girl’s Story, regia di Judith Godrèche (Francia)
Titanic Ocean, regia di Konstantina Kotzamani (Grecia, Giappone, Germania)  (opera prima)
Ulysse, regia di Laetitia Masson (Francia)  Film di chiusura

Proiezioni speciali
Reharsals for a Revolution, regia di Pegah Ahangarani (Iran) (opera prima)
L’Affaire Marie-Claire, regia di Lauriane Escaffre e Yvo Muller (Francia)
Avedon, regia di Ron Howard – documentario (Stati Uniti d’America)
Vesna, regia di Rostislav Kirpičenko (opera prima)
Cantona, regia di David Tryhorn e Ben Nicholas – documentario (Regno Unito)
John Lennon: The Last Interview, regia di Steven Soderbergh – documentario (Stati Uniti d’America)
Les Matins merveilleux, regia di Avril Besson (Francia) (opera prima)
Les Survivants du Che, regia di Christophe Dimitri Réveille – documentario (Francia) (opera prima)
Ashes, regia di Diego Luna (Messico, Spagna)
Tangles, regia di Leah Nelson (Stati Uniti d’America) (opera prima) animazione
Le triangle d’or, regia di Hélène Rosselet-Ruiz (Francia, Belgio, Canada) (opera prima)
Groundswell, regia di Joshua et Rebecca Tickell (Stati Uniti d’America) documentario

Cannes Première
Heimsuchung, regia di Volker Schlöndorff (Germania)
Kokurōjō, regia di Kiyoshi Kurosawa (Giappone)
El partido, regia di Juan Cabral e Santiago Franco – documentario (Argentina)
Propeller One-Way Night Coach, regia di John Travolta (Stati Uniti d’America) (opera prima)
La Troisième Nuit, regia di Daniel Auteuil (Francia)
The End Of It, regia di Maria Martinez Bayona (Regno Unito, Spagna) (opera prima)
Mary Magdalene, regia di Gessica Généus (Francia)
Aqui, regia di Tiago Guedes (Portogallo, Francia)
Mariage au goût d’orange, regia di Christophe Honoré (Francia)
Si tu penses bien, regia di Géraldine Nakache (Francia)

Midnight Screenings
Full Phil, regia di Quentin Dupieux (Francia, Belgio, Lussemburgo)
Gun-che (Colony), regia di Yeon Sang-ho (Corea del Sud)
Jim Queen, regia di Marco Nguyễn e Nicolas Athané (Germania) (opera prima)
Roma elastica, regia di Bertrand Mandico (Francia, Italia)
Sanguine, regia di Marion Le Corroller (Francia) (opera prima)

Family Screening
Lucy Lost, regia di Olivier Clert (opera prima)

Festival di Cannes

Cannes classics (Concorso)
L’âge d’or, regia di Bérenger Thouin (Francia/Italia)
Dernsie: The Amazing Life of Bruce Dern, regia di Mike Mendez (Usa)
Goodnight Lamby, regia di Dustin Yellin (Usa)
Maverick: The Epic Adventures of David Lean, regia di Barnaby Thompson (Gb)
Mon coluche à moi , regia di Michel Denisot, Camille Bruere, Julie Lazare (Francia)
Nostalgia for the Future, regia di Brecht Debackere (Belgio)
Playground, regia di Amirhossein Shojaei (Iran/Francia)
The Story of Documentary Film (The 1970s), regia di Mark Cousins (Gb)
Torino Shadow, regia di Jia Zhangke (Italia/Cina)
Une vie manifeste, regia di Jean-Gabriel Périot (Francia)
Vittorio De Sica – La vita in scena, regia di Francesco Zippel (Italia)

 

Cannes classics /Restauri
Pan’s Labirinth, regia di Guillermo del Toro (Messico 2006)
Pelechian Project (Land of the People, The Beginning, We, The Inhabitants, Seasons), regia di Artavazd Pelechian (Armenia, Belorussia, Russia 1966-1975)
Sierra de Teruel, regia di André Malraux (Francia 1938)
Moonlighting, regia di Jerzy Skolimowski (Regno Unito 1982)
Metti una sera a cena, regia di Giuseppe Patroni Griffi (Italia 1968)
Amma Ariyan (Report To Mother), regia di John Abraham (India 1986)
Bawang bieji (Farewell My Concubine), regia di Chen Kaige (Hong-Kong 1993)
Man of Iron, regia di Andrzej Wajda (Polonia 1981)
Eva, regia di Maria Plyta (Grecia 1953)
Ken Russell’s the Devils, regia di Ken Russell (Regno Unito, Stati Uniti 1971)
La casa del angel, regia di Leopoldo Torre Nilsson (Argentina 1957)
La dérive, regia di Paula Delsol (Francia 1964)
La Symphonie Pastorale, regia di Jean Delannoy (Francia 1946)
L’innocente, regia di Luchino Visconti (Italia 1976)
Lu bing hua (The Dull-Ice Flower), regia di Yang Li-Kuo (Taiwan 1989)
Machine Gun Kelly, regia di Roger Corman (Stati Uniti 1958)
Meuween sterven in de haven (Seagulls Die in the Harbour), regia di Roland Verhavert, Rik Kuypers, Ivo Michiels (Belgio 1955)
Sugata sanshiro, regia di Akira Kurosawa (Giappone 1943)
Tilaï, regia di Idrissa Ouedraogo (Burkina Faso, Svizzera, Francia 1990)
The Stranger, regia di Orson Welles (Stati Uniti 1945)

 Cinéma de la plage
Signore e Signori, regia di Pietro Germi (Italia, Francia 1966)
Les Caprices de l’Enfant Roi, regia di Michel Leclerc (Francia 2026)
Top Gun, regia di Tony Scott (Stati Uniti d’America 1986)
Viva Maria!, regia di Louis Malle (Francia, Italia 1965
Tutti gli uomini del president, regia di Alan J. Pakula (Stati Uniti d’America 1976
The Bullet Train, regia di Junya Sato (Giappone 1975)
Cría Cuervos, regia di Carlos Saura (Spagna 1976)
Io odio gi attori, regia di Gérard Krawczyk (Francia 1986)
Terra e libertà, regia di Ken Loach (Regno Unito, Spagna, Germania, Italia, Francia 1995)
Un uomo, una donna, regia di Claude Lelouch (Francia 1966)
Mon Oncle, regia di Jacques Tati (Francia, Italia 1958)

Festival di CannesQuinzaine des cinéastes
Butterfly Jam di Kantemir Balagov  (film d’apertura)
9 Temples To Heaven  di Sompot Chidgasornpongse
Atonement di Reed Van Dyk
Clarissa (Arie Esiri & Chuko Esiri
Death has no master (La muerte no tiene dueño) di Jorge Thielen Armand
The Diary of a Chambermaid di Radu Jude
Dora di July Jung
Double Freedom (La libertad doble) di Lisandro Alonso
Gabin di Maxence Voiseux
I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard
Low Expectations (Lave Forventninger) di Eivind Landsvik
Once Upon a Time in Harlem di William Greaves & David Greaves
La Perra di Dominga Sotomayor
Shana, regia di Lila Pinell
Thanks for Coming (Merci d’être venu) di Alain Cavalier
Too Many Beasts (l’Espèce Explosive) di Sarah Arnold
Viva Carmen (Carmen, L’Oiseau Rebel) di Sebastian Laundenbach
We Are Aliens di Kohei Kadowaki
Red Rocks, regia di Bruno Dumont (proiezione speciale)
Le Vertige di Quentin Dupieux  (film di chiusura)

 

Festival di Cannes

Semaine de la critique 
A Girl Unknown (The Second Daughter), regia di Zou Jing (Cina)
The Station (Al Mahattah), regia di Sara Ishaq (Yémen)
Dua, regia di Blerta Basholli (Kosovo)
La Gradiva, regia di Marine Atlan (Francia)
Seis meses en el edificio rosa con azul, regia di Bruno Santamaría Razo
Tin Castle, regia di Alexander Murphy
Viva, regia di Aina Clotet

Proiezioni speciali:
In Waves, regia di Phuong Mai Nguyen (Francia, Belgio) film d’apertura
La Frappe, regia di Julien Gaspar-Oliveri
Du fioul dans les artères, regia di  Pierre Le Gall
Spring, regia di Rostislav Kirpičenko (opera prima)
Adieu monde cruel, regia di Félix de Givry film di chiusura

Festival dio Cannes

ACID
Barça Zou, regia di Paul Nouhet
Blaise, regia di Jean-Paul Guigue e Dimitri Planchon
Cœur Secret, regia di Tom Fontenille
Dans la gueule de l’ogre, regia di Mahsa Karampour
La Détention, regia di Guillaume Massart
Living Twice, Dying Thrice, regia di Karim Lakzadeh
Mauvaise Étoile, regia di Lola Cambourieu e Yann Berlier
Promised Spaces, regia di Ivan Marković
Virages, regia di Céline Carridroit e Aline Suter

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