Il regista francese Rèmi Bezançon torna nelle sale ancora una volta con una commedia investigativa sentimentale, Il delitto del 3°piano, dopo quella del 2019, l’eccentrico film “letterario” Il mistero di Henri Pick. Qui Fabrice Luchini e Camille Cottin, rispettivamente un critico letterario e la figlia di un presunto geniale ma sconosciuto scrittore bretone, si mettono alla caccia del reale autore di un capolavoro inedito. La fascinazione di Bezançon per l’elemento colto ed erudito del racconto emerge anche in questo suo nuovo film già a partire dalla scelta dei personaggi: Colette (una bella e vivace Letitia Casta), professoressa universitaria di analisi del cinema specializzata nell’opera di Alfred Hitchcock, e il marito François, autore di gialli vittoriani ottocenteschi à la Poirot, interpretato da Gilles Lellouche, noto attore oltre che sceneggiatore e regista. L’immaginario di una esperta studiosa del maestro del brivido e di uno scrittore di trame poliziesche in costume risulta perfettamente funzionale alla costruzione di un giallo comico il cui tema centrale è il confine labile tra immaginazione e realtà nella scoperta di un possibile crimine da parte di una tranquilla coppia di borghesi intellettuali – una coppia fin troppo tranquilla come vedremo a breve.

Come nel capolavoro di Hitchcock La finestra sul cortile (Rear Window, 1954), a cui qui si fa omaggio, il crimine avviene sotto gli occhi dei coniugi protagonisti, nell’appartamento di fronte, osservato e spiato dapprima da lei, subito sospettosa perché edotta dagli intrighi noir del grande cineasta inglese, e solo in un secondo tempo dal marito, troppo alienato nello sforzo mitopoietico del suo nuovo romanzo per prestare attenzione a ciò che gli succede sotto al naso. La questione centrale de Il delitto del 3°piano però, sia nella commedia citazionista di Bezançon che nell’originale hitchcockiano, è la natura coniugale del crimine in atto. Nell’opera originaria del 1954 la bella e audace Lisa – Grace Kelly vuole sposare il recalcitrante Jeff alias James Stewart e per riuscirci è disposata a rischiare la vita introducendosi nella casa di fronte, appunto quella dell’uxoricida, mentre nella comedy gialla in questione, la bella e consapevole Colette cerca di risvegliare l’interesse assopito del marito verso il mondo, e verso di lei, mostrandogli ciò che di scioccante sta avvenendo proprio lì accanto. E in un classico gioco di rispecchiamento metaforico tipicamente hitchcockiano ciò che di mostruoso avviene tra le pareti della casa di fronte, è quanto in realtà sta avvenendo tra le quattro pareti domestiche: un crimine coniugale, ovvero la presa d’atto dell’elemento mortifero all’interno della coppia. Lo stesso che costringe Colette e François a dormire separati per problemi di russamento notturno, ma in realtà, per una criminale reciproca incuranza e indifferenza erotica. Ciò che infatti conta davvero al termine della divertente, e talvolta ansiogena, serie di appostamenti, inseguimenti, spionaggi, minacce e interrogatori travestiti da convenevoli di buon vicinato, non è tanto la scoperta, dapprima individuale e poi sinergica tra marito e moglie, del dirimpettaio uxoricida o presunto tale. Bensì il fatto che tale presunta scoperta ha il potere di riaccendere nella coppia la scintilla dell’eccitazione e dell’attrazione reciproca.
Il giallo comico dunque come panacea per la coppia annoiata dalla routine coniugale, ma anche per il pubblico mainstream annoiato dalla commedia comica tradizionale. Come ci insegna non soltanto Hitchcock ma anche Woody Allen, che della commedia poliziesca è stato un modello e un maestro. Alla commedia poliziesca sentimentale di Bezançon dobbiamo però lo sforzo autoriale e creativo nell’illustrare, attraverso l’approccio teorico – metodologico della sua erudita protagonista, le regole auree della suspence hitchcockiana. Prima fra tutte l’empatia con i personaggi protagonisti. Una regola che questo film, seppure originale e appassionatamente cinefilo, non sembra, però, saper applicare al meglio.
In sala dal 16 aprile 2026.
Il delitto del 3°piano (Le Crime du 3e étage) – Regia e sceneggiatura: Rémy Bezançon; fotografia: Pierre Cottereau; montaggio: Sophie Fourdrinoy; musica: Laurent Perez Del Mar; interpreti: Laetitia Casta, Guillaume Gallienne, Isabel Aimé Gonzalez Sola, Jenna Knafo, Katayoon Latif, Gilles Lellouche; produzione: SND; origine: Francia, 2026; durata: 104 minuti; distribuzione: Notorius Pictures.
