Il fuoco che ti porti dentro. Voto ***(*). Dopo il problematico Comandante, Edoardo De Angelis si ripresenta alla Mostra di Venezia con uno dei migliori film, tra quelli italiani, in Concorso. Un ritratto (dal romanzo di Antonio Franchini, da cui il film è tratto) che il regista sente intimamente: quello di un familiare dal quale è necessario fuggire, mettere della distanza, per evitare di venire annientati, ma che nondimeno contiene una parte nella quale ci si rispecchia, ci si riconosce, e si devono fare i conti.
Ci troviamo, in questo cupo ed esilarante dramma familiare, a Milano, la sera della vigilia di Natale. Antonio (Lino Musella), editore di successo, si accinge, assieme alla moglie (Elena Radonicich) e ai due figli, ai preparativi tipici della media borghesia, ma l’atmosfera è avvelenata, già da diversi giorni, da un’ospite alquanto ingestibile: Angela, la madre di lui, una donna invadente, ingombrante, sadica, verbalmente violentissima, che cucina malissimo ma impone a tutti i suoi abomini culinari.
Durante i preparativi, si viene sballottati continuamente tra recriminazioni, insulti e accuse, in un gioco di logoramento che si protrae per tutto il film e che ruota con disperazione attorno a questo sadico Cariddi: una matriarca impresentabile, oscena, interpretata magistralmente da Vanessa Scalera, che tiene tutti in pugno, noi compresi, con i suoi capricci, le sue lamentele, le sue invettive. A nulla servono le risposte aggressive dei familiari: la donna è inscalfibile, beffarda ed inesorabile.
Entra poi in scena in Il fuoco che ti porti dentro una delle due sorelle di Antonio (la brava Ivana Lotito) anche lei subito umiliata da Angela, e, a rendere la situazione ancora più delicata, giunge un’ospite che si autoinvita e che ha un’importante relazione lavorativa con Antonio: tale Simoncini, scrittore popolarissimo (e qui sospettiamo che lo sceneggiatore Francesco Piccolo attinga a piene mani dal personale vissuto), che inizialmente sembra capace di sedare miracolosamente la donna con un innocente e divertito flirt. Ma il fuoco che si porta dentro questa donna è troppo violento e, come dice lei stessa, brucia chiunque le si avvicini, lei compresa.

In Il fuoco che ti porti dentro le atmosfere e il canone non hanno nell’originalità la loro forza, ma comunque Edoardo De Angelis – il cui capolavoro rimane, a parere di chi scrive, il bellissimo Indivisibili – riesce a inserire anche in questo caso un elemento di suggestione molto potente grazie alla musica (brani straordinari composti da La Niña) e al suono, che interviene a intervallare con cori, silenzi extradiegetici, scricchiolii e ossessivi tic, tutti volti ad aumentare la tensione. A questi si aggiungono dettagli, quasi horror, di cibo molestato, fritto in olio che pare una salamoia infernale, ed imposto brutalmente: attraverso il cibo questa donna perpetra ed opera un soggiogamento inesorabile di tutti i presenti.
Lino Musella e Vanessa Scalera sono perfetti nei loro botta e risposta, Ivana Lotita si prende il suo momento di gloria durante uno scambio di cattiverie con Angela che sembra quasi una partitura musicale in napoletano. Più in generale, gli attori sono affiatati e convincenti; rimane un poco indietro Elena Radonicich, meno convincente degli altri: recita in maniera troppo scolastica e non lascia che la rabbia fluisca in lei come dovrebbe.
Si soffre, si ride, si rimane nauseati e si esce rigenerati da Il fuoco che ti porti dentro.
Il fuoco che ti porti dentro – Regia: Edoardo De Angelis; sceneggiatura: Ilaria Macchia, Francesco Piccolo, Edoardo De Angelis (dal romanzo di Antonio Franchini); fotografia: Vladan Radovic; montaggio: Lorenzo Peluso; musiche: La Niña; scenografia: Carmine Guarino; interpreti: Vanessa Scalera, Lino Musella, Elena Radonicich, Ivana Lotito, Nicole Malaj, Samuele Mazza, Tony Laudadio, Tommaso Ragno; produzione: Picomedia, Rai Cinema; origine: Italia, 2026; durata: 94 minuti; distribuzione: 01 Distribution
