Until the Day Ends. Voto ***. Per raccontare le rivolte a Belgrado, Jelena Maksimović attinge a diversi generi cinematografici. Un’opera prima convincente che, attraverso le vicende di Lena e Stefan, racconta ideali, disillusioni, lotte e fughe di una giovane generazione che desidera un mondo diverso.
Lena è una studentessa, ha vent’anni, fa parte dei movimenti studenteschi che si sono formati in Serbia dopo il crollo della pensilina alla stazione ferroviaria di Novi Sad, il primo novembre 2024. Un incidente che provocò la morte di sedici persone e del quale come spesso accade ovunque, nessuno si è assunto la responsabilità. Come molte sue compagne e compagni, Lena lotta contro il governo e vede nel presidente Aleksandar Vučić il simbolo di un potere ostinato che non molla la presa, nonostante proprio in questi giorni si stia parlando di scioglimento dell’Assemblea nazionale e di elezioni parlamentari anticipate indette per il prossimo autunno.
Stefan è poco più grande. Non è un anarchico, nemmeno un oppositore del governo, anzi è indicato come un lealista, anche se non pare troppo convinto nell’assecondare i suoi amici quando si tratta di infiltrarsi nelle manifestazioni per creare scompiglio e generare quel tipo di incidenti che permettono a militari e polizia di compiere ogni genere di abuso, portando lo scontro sul terreno preferito del regime.
Per quanto strano possa sembrare, le circostanze hanno condotto Lena e Stefan sullo stesso sentiero. E Until the Day Ends (titolo internazionale dell’originale: Do kraja dana), opera prima di Jelena Maksimović in concorso nella sezione Orizzonti, è il racconto del loro primo giorno da possibili innamorati o da qualcosa che si avvicina a questa definizione.
In effetti, Until the Day Ends è un sovrapporsi di generi e situazioni che riguardano l’amore, la politica, la violenza, l’idealismo, lo spaesamento. È un romanzo di formazione, una storia sentimentale, ha persino i tratti della commedia con delle tonalità noir, perché nel corso degli eventi qualcuno potrebbe essere morto.
Tutto ha origine dal fratello di Lena, brutale nel suo maschilismo e nel sostenere chi detiene il potere, che decide di dar via il pianoforte del padre. Ed è proprio Stefan a ritirarlo con Lena che tenta di opporsi. Sembra l’inizio di un conflitto senza soluzione, ma non per Maksimović, poiché per la regista e per chi insieme a lei ha scritto la sceneggiatura, i confini tra individui evidentemente sono meno marcati.

I suoi protagonisti si muovono tra ideali e istinti, più fluidi che rigorosi. Così, accade che durante la manifestazione serale, i due invece che porsi su fronti opposti, si ritrovino nella stessa parte della barricata, aiutandosi, facendosi forza. Abbandonati al loro destino, iniziano una fuga, aggiungendo un altro genere alla narrazione, il road movie.
Con un cast composto prevalentemente da attori non professionisti, Until the Day Ends è un lavoro ben diretto da una regista che riesce a catturare i diversi ritmi dell’esistenza, quelli convulsi di una protesta sulle strade e quelli quieti provocati da una fuga in un ambiente rurale, lontano dal caos cittadino, quelli rabbiosi e ciechi dello scontro ideologico, quelli sensuali dell’attrazione fisica.
Come anticipato, in Serbia, la protesta sociale si è intensificata. Gli studenti, in particolare, hanno saputo reagire al tentativo di repressione. Un movimento capace di avvicinare celebrità come Novak Djokovic, spesso accostato a membri del governo, di certo non una figura prossima agli anarchici. Al di là dei riferimenti alla cronaca, Maksimović ha dimostrato in Until the Day Ends, suo primo lungometraggio (in precedenza aveva scritto e diretto corti e documentari), di saper lavorare su diversi registri narrativi, sia nelle oscurità della notte, sia nelle luci di un’alba quasi fiabesca, per certi versi magica o, all’opposto, distopica.
L’interrogativo che lascia in eredità questo Until the Day Ends riguarda il progressivo allontanamento dal mondo dei due protagonisti. In un paesaggio quasi incontaminato, Lena e Stefan sono divisi tra il ritiro dalla vita collettiva, spettri tra gli spettri, destinati all’inazione e forse a (soprav)vivere in una dimensione privata, o l’opportunità di ricostruire da capo, lasciandosi definitivamente alle spalle le macerie e le devastazioni prodotte da umani ottusi e spietati.
Do kraja dana (Until the Day Ends) – Regia: Jelena Maksimović; sceneggiatura: Jelena Maksimović, Ivan Salatić, Olga Dimitrijević; fotografia: Paul Spengemann; montaggio: Jan Klemsche; interpreti: Lena Trifunović, Andrija Krivokapić, Irina Hotomski, Stefan Tarabić, Miodrag Miša Dragičević; produzioni: Taurunum Film (Jelena Angelovski), PREMIERstudio (Nikolay Mutafchiev), Staragara (Miha Černec, Jožko Rutar), Meander Film (Dušan Kasalica, Ivan Salatić); origine: Serbia, Bulgaria, Slovenia, Montenegro, Croazia, Germania. 2026; durata: 91 minuti.
