Berlinale 2021 – I premi di Encounters e della Fipresci

Anche se vissuta attraverso lo schermo di un computer, la Berlinale lascia sempre il segno e, una volta terminata, ci dona quel pizzico di sana malinconia che ogni Festival degno di tale nome riesce a portare con sé. Insomma, è un po’ come attendere febbrilmente un evento destinato, lo sappiamo già in partenza, a consumarsi in un batter di ciglia. Come dal 2020 quando è nata, la sezione Encounters raccoglie forse alcune fra le pellicole più stravaganti, bizzarre e concettose dell’intera rassegna, spesso ponendo lo spettatore di fronte ai propri limiti e aiutandolo a superarli (perché non ammetterlo? In fondo, il gioco del cinema consiste anche nello sfidare i cosiddetti preconcetti). L’annata 2021 si dimostra all’altezza della partita e le pellicole selezionate mettono gustosamente in difficoltà la nostra capacità di giudizio – in fondo, lo scopo è proprio quello di lasciarsi sorprendere, nonostante tutto e nonostante le infrastrutture private del singolo spettatore.

Ad aggiudicarsi il titolo di Miglior Film è l’occhio indagatore e loquace di Alice Diop, pronto ad immergersi nei suburbi parigini esibendo una certa mite consapevolezza. Nous (http://www.close-up.it/ecrire/?exec…) ci dona un’istantanea forse un po’ cacofonica ma sicuramente esaustiva dello spaziotempo periferico che ci circonda.

Il Premio Speciale della Giuria va ai silenzi ingombranti e oscuri messi in scena da Lê Bảo nel suo lungometraggio Vị/Taste (http://www.close-up.it/vi-taste), frutto di un immaginario distopico dai tratti disturbanti.

Grazie ad una tela di Carlotta meno favolistica e più cinica di quel che ci aspettavamo, Ramon e Silvan Zürcher ottengono il Premio per la Miglior Regia: articolatosi come un’opera teatrale, Das Mädchen und die Spinne (http://www.close-up.it/das-madchen-…) dona una voce ai parassiti che invadono le relazioni umane.

Sullo stesso podio troviamo anche Hygiène Sociale (http://www.close-up.it/hygiene-sociale) di Denis Côté, un’opera fra l’altro simile (tanto nella forma quanto nel contenuto) a quella girata dai fratelli Zürcher: fra i volti di Antonin, Solveig, Aurore, ma anche e soprattutto nelle campagne desertiche apertesi tutt’intorno, leggiamo l’isolamento ormai familiare su cui si basa la nostra quotidianità.

Infine, una Menzione Speciale va a Rock Bottom Riser di Fern Silva, vero e proprio essay cinematografico sul cosmo non solo in quanto habitat naturale, ma in quanto opera d’arte indipendente e svincolata dai propri inquilini.

Peccato per Azor (http://www.close-up.it/azor) e District Terminal (http://www.close-up.it/ecrire/?exec…), le due pellicole più marcatamente politiche in cui il tema della censura viene indagato attraverso espedienti originali e in parte inediti (dall’inquietante vernacolare burocratico di Andreas Fontana fino alla visionaria Teheran di Bardia Yadegari ed Ehsan Mirhosseini). Nel complesso, salutiamo quest’edizione del Festival con la consueta amara soddisfazione e incrociamo le dita per giugno, sperando questa volta di rivederci a quattr’occhi.

LAST BUT NOT LEAST: i due favoriti di Close-Up:

PREMI FIPRESCI

La Fipresci (Fédération Internationale de la Presse Cinématographique) ha assegnato al Festival Internazionale del Cinema di Berlino 2021 i seguenti quattro premi:

  • Nel Concorso: Ras vkhedavt, rodesac cas vukurebt? (Cosa vediamo quando guardiamo il cielo?, 2021) di Alexandre Koberidze (http://www.close-up.it/what-do-we-s…)
  • In Encounters: Das Mädchen und die Spinne di Ramon e Silvan Zürcher (http://www.close-up.it/das-madchen-…)
  • In Panorama: Okul Tiraşi/Brother’s Keeper , di Ferit Karahan.
  • In Forum: Esquí/ Ski di Manque La Banca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *