Bruce Willis, duro a morire

L’attore americano Bruce Willis ha un volto tra i più simpatici del cinema: è sornione, ironico e autoironico. Netflix propone due suoi film, The Jackal (1997) e Il giustiziere della notte – Death Wish (2017). In questo ultimo film, Bruce non sembra essere in grande forma, soprattutto è evidente che non usa bene la spalla e il braccio destri. Sapendo del suo ritiro dalle scene dall’inizio del 2022 a causa dell’afasia, il disturbo che colpisce il linguaggio nella comprensione e nella produzione della parola, viene da chiedersi se Bruce già nel 2018 accusasse altri sintomi di quella malattia o di un’altra.

Nonostante questo, nel film di Eli Roth è sempre forte, pronto all’azione: è duro a morire, in lotta contro un mondo violento che deve fare i conti ancora una volta con John McClane, con il personaggio che lo ha reso famosissimo e che si è fortunatamente portato dietro per tutta la sua prolifica carriera. Il titolo, Il giustiziere della notte, e il regista, Eli Roth, non possono mentire: il regista vuole omaggiare la storia e lo spessore di John McClane, un tipo che mentre le prende sembra sempre sorridere perché sa che la parola fine alla storia la metterà lui. E speriamo con tutto il cuore che sia così anche con questa brutta malattia che lo ha costretto a ritirarsi.

The Jackal è uno spasso:  Bruce, spietato killer, si traveste in ogni modo possibile e seduce chiunque per i suoi fini, regalandoci delle scene esilaranti in cui si può ammirare il suo prendersi poco sul serio, il suo giocare con lo spettatore. Richard Gere, coprotagonista, è affascinante, ma Bruce sembra prendere un po’ in giro anche lui. Insomma, siete belli, eleganti, ricchi e cattivi, ma io sono Bruce Willis e di voi me ne frego. L’essenza di questo attore sta nell’ironia e nell’autoironia, il suo bello e simpaticissimo volto ci invita a non montarci la testa, a mantenere un saggio basso profilo nell’affrontare la vita e le altre persone.

I due film sono un ottimo modo per passare del tempo con questo grande attore, che già nel 1994 era stato reso immortale da Tarantino con il personaggio del pugile fallito nel celeberrimo Pulp Fiction. L’aderenza dell’attore al personaggio, la perfezione dell’interpretazione sono magie di entrambi, Bruce e di Quentin, un regista che riesce sempre ad offrire agli attori la parte della loro vita e quindi a ricevere da loro il meglio.

Ma tornando ai film proposti da Netflix, siamo grati di vedere ancora in azione Bruce e ci auguriamo di vederlo ancora in forma, il nostro esagitato, folle e presuntuoso mondo ha bisogno di non prendersi troppo sul serio.

Se John McClane esistesse davvero, forse qualche politico potrebbe imparare a sorridere sornione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.