Coincidenze d’amore di Meg Ryan

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Due cristalli di neve danzano in cielo. Su un piccolo aeroporto, una bufera, e un incontro. Tra due persone che molto tempo prima si sono amate. Ma rendere la dolcezza della regia di Meg Ryan in Coincidenze d’amore (What Appens Later) è quasi impossibile, e le nostre poche righe possono solo servire a scriverle una lettera d’amore e di gratitudine. Per un film delizioso, intelligente, romantico e … vero. In una atmosfera sospesa e magica, la vita sembra semplice per i due che si ritrovano, ma la vita invece non lo è mai. E solo l’amore vero e il sacrificio può redimerla. La vita non è semplice per nessuno, anche se a volte si è portati a credere che per qualcuno lo sia, e il film di Meg Ryan, il suo secondo da regista, dopo Ithaca del 2015 – anch’esso da vedere come un interessante e prezioso esordio di un’attrice dal talento non comune e non univoco – descrive questa verità delicatamente, sottovoce, come noi, di nuovo, non sappiamo fare.

Ci proviamo, e, nell’ipotesi che qualche nostro lettore si convinca a vedere in sala il film e condivida il nostro entusiasmo, sottolineiamo, perché si possano apprezzare meglio, alcuni espedienti della direzione. Come ad esempio delle scene con inquadratura fissa dove intuitivamente si dovrebbe puntare alla velocità, come il movimento che non porta da nessuna parte nonostante si sia in un aeroporto, come la neve che sfiora le vetrate rendendo la sala d’aspetto un caldo caffè parigino, come l’amore tra i due adulti sia sempre quello dei due ragazzi, come la loro alchimia immediata non sia una coincidenza priva di significato, ma la verità di un amore mai spento e di una seconda possibilità. I due protagonisti, la stessa Meg Ryan e David Duchovny, sono naturali, sobri, belli e simpatici, commoventi quando si confessano i traumi delle loro esistenze, ma anche le gioie che la magia della vita sa donare a chi sa accoglierla. La loro conversazione è quasi perfetta, come lo è appunto la vita, quasi perfetta, che noi tutti conduciamo.

Coincidenze d’amore, grazie a delle dolcissime scenografie e a un montaggio tanto difficile quanto riuscito, alla interpretazione dei due soli protagonisti, parla alla nostra anima, non di spettatori, non di critici, non di cinefili, ma di uomini e donne alle prese con la vita, in questa valle di lacrime, che solo l’amore può sostenere e, forse, rendere felice.

A volte il film fa pensare a un piccolo film, ma trovare l’ispirazione in pochi passi non è forse più difficile che trovarla in scenografie mirabolanti, non è forse più stimolante? In effetti, in questo sta il mistero dell’amore, nella sua dimensione microscopica, e il cinema, a volte, lo comprende, lo descrive, lo fa vedere, grazie all’ingrandimento del grande schermo. Che non smetteremo mai di amare proprio per questo. Insomma, tra Scorsese e i film Marvel, a volte, compare il terzo non dato, come Coincidenze d’amore di Meg Ryan. Grazie infinite.

In sala dal 11 aprile


Coincidenze d’amore-Regia:  Meg Ryan; sceneggiatura: Steven Dietz, Kirk Lynn, Meg Ryan; fotografia: Bartosz Nalazek; musica: David Boman; montaggio: Jason Gourson; interpreti: Meg Ryan, David Duchovny; produzione: Prowess Pictures; origine: USA, 2023; durata: 103 minuti; distribuzione: Universal Pictures 

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