Creature luminose di Olivia Newman (su Netflix)

Creature luminose  ovverosia Quando, grazie a un animale straordinario, nascono nuovi e speciali legami e si torna ad aprirsi alla vita. Voto ***(*)

Diretto da Olivia Newmann, Creature luminose (Remarkably Bright Creatures) è tratto dall’omonimo libro di debutto dell’americana Shelby Van Pelt pubblicato nel 2022 (in Italia da Mondadori e ora ripubblicato negli Oscar per l’occasione), un testo dalla scrittura delicata e molto godibile che arriva in profondità ad accarezzare il cuore.
Così è anche il film della Newmann, sceneggiato dalla stessa regista insieme a John Whittington, che ha saputo qui raccontare, con la stessa tenerezza ed empatia del libro, la storia di una signora delle pulizie “in età”, che di sera lavora nell’acquario di un piccolo centro abitato vicino a Seattle, e dei personaggi con cui condivide lì la sua esistenza.
Per chi conosce e ricorda La ragazza della palude (2022, sempre della Newmann), ritroverà, nelle prime scene della narrazione, la stessa prorompente forza, lo sguardo appassionato della regista rivolto al mondo variopinto e lussureggiante delle profondità del mare mentre nella precedente opera il vero co-protagonista del film era costituito dalla vegetazione rigogliosa e selvaggia delle paludi della Carolina del Nord. Insomma, per entrambe le opere si tratta di una dichiarazione di amore verso la natura selvaggia (ben catturata dalla fotografia di Ashley Connor) che farebbe sicuramente intenerire lo scrittore naturalista britannico Sir David Attemborough, diventato, proprio nel giorno di uscita del film, guarda caso, centenario.

Ma andiamo a scoprire la trama di queste Creature luminose. Tova Sullivan, un’anziana signora interpretata da una Sally Field in forma strepitosa e ancora capace di farci emozionare nel profondo, è la figura centrale della storia insieme ad una creatura marina, Marcellus, un polpo gigante del Pacifico. I polpi, si sa, sono degli animali incredibilmente intelligenti e sensibili (questo poi parla anche in voice off a noi spettatori), e tra i due personaggi, nella pace e nel rassicurante silenzio delle ore serali o notturne quando l’acquario è chiuso al rumoroso e caotico pubblico, si instaura un legame speciale e di grande sintonia. Tova, raccontandosi mentre fa le pulizie, condivide con Marcellus i suoi pensieri, le sue preoccupazioni, anche l’insofferenza che le provoca il chiacchiericcio delle persone del paese – ad iniziare dalle amiche del circolo delle “mezze calzette” che portano e riportano ogni cosa amplificando e stravolgendo, talvolta, la verità con superficialità crudele.Creature luminose

Improvvisamente, nello scorrere tranquillo, metodico, di giornate sempre uguali, irrompe nella vita della donna ormai da tempo vedova, un ragazzo squattrinato, Cameron (Lewis Pullman), arrivato nella cittadina alla ricerca delle proprie origini e di risposte sulla propria famiglia. Tra i due, dopo un inizio non precisamente armonioso, nascerà una sintonia preziosa per entrambi, e decisiva nel percorso della loro evoluzione personale. A metterci il tentacolo, nemmeno a dirlo, sarà proprio il nostro Marcellus, che riconoscerà, precocemente, nei due una stessa malinconica tristezza, le cui radici affondano in un vissuto di sofferenza e di emozioni irrisolte e in parte misteriose.

Il racconto, dunque, parte da una base di dichiarata irrealtà, visto che non ci è ancora nota l’esistenza di un polpo capace di tanta saggezza e profondità come quello mostrato nel film, per giungere a toccare ed arpeggiare le corde del realismo magico.  E così Creature luminose ci conduce per mano nell’esplorazione profonda e delicata della solitudine, della perdita intesa come lutto, della bellezza dei legami improbabili e inattesi – quelli, insomma, in grado di restituire coraggio e voglia di vivere, rimettendosi in gioco, nel momento in cui la propria vita, triste e un po’ noiosa, sembrava non avere più molto da offrire.
Perché consigliare di vedere queste Creature luminose? Per immergersi nella tenerezza di un racconto fortemente intenso e profondo; per perdersi nella dolcezza dello sguardo di una Sally Field luminosa, convincente, disarmante; per lasciarsi trasportare nel gorgo di una storia che forse  potrebbe sembrare prevedibile, ma che riserva, invece, a nostro avviso, uno sviluppo inatteso e commovente; per riflettere sulla potenza delle relazioni umane e sull’aprirsi a nuovi incontri forieri di nuove energie e opportunità; e infine per continuare a credere ad ogni età – ne abbiamo bisogno sempre più, basta guardarci intorno – alla fantasmagoria delle favole. Magari con un polpo per amico.

Su Netflix dall’ 8 maggio 2026.


Creature luminose (Remarkably Bright Creatures) – Regia: Olivia Newman; sceneggiatura: Olivia Newman, John Whittington; fotografia: Ashley Connor;  montaggio: Tamara Meem; musiche: Dickon Hinchliffe; interpreti: Sally Field (Tova), Lewis Pullman (Camerun),Colm Meaney (Ethan), Alfred Molina (Marcellus – voce nella versione originale), Sasha Craig (Madre), Joan Chen (amica), Beth Grant (amica), Sofia Black-D’Elia (amica), Dan Payne (Adam Wright), produzione: Bryan Unkeless, Peter Craig, David Levine per Anonymous Content, Night Owl Stories; origine: Usa,2026; durata: 111 minuti; distribuzione: Netflix.

 

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