Demons. Voto ***. Trasformando una relazione distruttiva nell’allegoria del legame geopolitico tra Russia e Ucraina, Demons mostra un notevole slancio creativo, ma finisce per smarrirsi in un’incoerente frammentazione di stili e registri.
L’Ucraina Natalka Vorozhbyt esordisce nel 2020 alla regia cinematografica con Bad Roads (Pohani dorohy), adattamento del suo dramma teatrale del 2017 sulle conseguenze umane e psicologiche della guerra nel Donbass. Presentato alla 77ª Mostra del Cinema di Venezia nella Settimana Internazionale della Critica, il film vince il premio Verona Film Club e viene designato dall’Ucraina come candidato agli Oscar 2022 per il miglior film internazionale.
Anche questo Demons è tratto da un suo testo teatrale e racconta la storia d’amore tra un giovane russo e una donna ucraina più grande di lui. È un’opera che parte con una certa convinzione formale e narrativa, ma che in seguito si trascina leggermente, perde coerenza e risulta frammentata e discontinua; quasi mai appassiona realmente, ciononostante continua ad incuriosire fino alla fine.
I due protagonisti sono assortiti in maniera bizzarra: la compianta Ruslana Pysanka, che interpreta Nin’ka, esibisce un carisma notevole e un fascino aspro e fiero, mentre Slavik (Aleksey Mitin) oscilla ambivalente tra dolcezza e grettezza. La vicenda, ambientata nella regione di Poltava nel 1994 (data non casuale, poiché coincide con la firma del Memorandum di Budapest con cui l’Ucraina cedette l’arsenale nucleare alla Russia in cambio di garanzie di sovranità), si dipana lungo vari mesi in cui assistiamo a momenti felici, abbandoni, recriminazioni, tradimenti, allucinazioni e paranoie. Il sottotesto di questa relazione tossica si configura come un’allegoria politica del rapporto tra Russia e Ucraina: un legame geopolitico malato, una dipendenza reciproca fatta di risentimento, prevaricazione e incapacità di separarsi.
Il progetto è stato portato a termine come co-produzione tra Ucraina e Polonia dopo l’interruzione nel 2022 dovuta all’invasione e alla scomparsa della protagonista Ruslana Pysanka (deceduta a luglio 2022 quando circa il 90% delle sue scene era stato girato); la regia e la produzione hanno rielaborato il finale per completare il montaggio definitivo.
La regista tenta in Demons varie soluzioni visive e stilistiche, alcune interessanti, altre meno; il problema è che sovrappone anche registri differenti. Troviamo elementi di realismo magico che non sono sorretti da un’impalcatura narrativa capace di donar loro un respiro adeguato, e si dimenticano in fretta; abbiamo elementi surreali (come uno strano personaggio percepito come una sorta di oracolo urbano) privi però di una sufficiente cornice surrealista che ne aiuti la collocazione.
Idem per il grottesco folklorico di matrice gogoliana incarnato dalle tre sorelle malvagie, additate come streghe capaci di pericolosi sortilegi: aleggiano per tutto il film senza che si percepisca una reale struttura formale che possa raccontarle. Esiste, è vero, una certa patina trasognata che permea tutto Demons e ci si può piacevolmente abbandonare ad essa. Inoltre, a patto di accettare una certa inconsistenza, si riesce ad apprezzare la costruzione di certe scene, ma non basta.
La fotografia si mostra cupa e coloratissima allo stesso tempo; le inquadrature sono talvolta originali, talvolta sperimentali, e ogni tanto entrano in gioco grandangoli o movimenti di camera più in evidenza, ma c’è un sovrasviluppo di dettagli e dinamiche che funzionano meno di quanto dovrebbero. Tante le opere, filmiche e non, che il testo consciamente o inconsciamente cita: dai richiami al grottesco gogoliano al surrealismo farsesco di Terry Gilliam, fino al realismo magico di Michail Bulgakov e Vladimir Bortko. Ma i riferimenti restano didascalici e troppo poco volti a servire una propria poetica.
Demons (Demony) – Regia e sceneggiatura: Natalka Vorozhbyt; fotografia: Volodymyr Ivanov; montaggio: Milenia FDemonsiedler, Andriy Gulyanych; musiche: Alexander Manotskov, Anton Baibakov; scenografia: Diana Todoratieva; interpreti: Ruslana Pysanka, Aleksey Mitin, Tatiana Stepanova, Ruslan Garmash, Mykola Ponomarenko; produzione: Kristi Films (Yuriy Minzianov, Dmytro Minzianov), Arthouse Traffic (Denis Ivanov), Apple Film Production (Dariusz Jabłoński, Violetta Kamińska, Izabela Wójcik), Orka (Magdalena Zimecka); origine: Ucraina/Polonia, 2026; durata: 110 minuti; distribuzione internazionale: Arthouse Traffic
